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Gianfranco went for a hike
June 28, 2026
06:35
13.7km
2.1km/h
990m
980m
Bel giro sulle vette minori del Parco Naturale dello Sciliar-Catinaccio, molto panoramico nella parte alta, privo di particolari difficoltà tecniche.
La Croda del Maglio (Hammerwand) rivolge verso la Valle dell’Isarco una parete dirupata e selvaggia e sulla sua cima più settentrionale è situata una enorme croce, ben visibile dal fondovalle. Il Monte Balzo (Völsegg) appare invece come un cocuzzolo boscoso che sovrasta l’abitato di Ums. Raggiunta Aica di Fiè, proseguiamo su stradina asfaltata verso il Schönblick e prosegue con buon sentiero contornando in leggera salita le boscose pendici settentrionali del Monte Balzo. Dopo il bivio con il sentiero n. 4 che scende a Aica e Fiè, la via si fa decisamente più ripida e risale a tornantini verso la Sella del Monte Cavone, attraversando un’estesa zona di bosco raso al suolo e ridotto a ceppaie (probabilmente causa Vaia). Nell’ultimo tratto la pendenza si appiana e si raggiunge il bel prato della Tschafonhütte, molto frequentata e animata. Lasciata sulla destra la Hütte, proseguiamo sulla pista che, con tracciato pianeggiante, si dirige verso est; abbandonata la pista, che prosegue verso la vicina cima dell’Hoher Stand,imbocchiamo il sentiero che scende brevemente, prima per calare ad una selletta erbosa e poi ancora per passare al di sotto di alcune pareti rocciose, sino a portarsi alla base di uno stretto e selvaggio vallone che consente un facile accesso alla cima tramite il versante orientale della montagna. Il canale è ripido ma il sentiero è comodo, qua e là agevolato da scalini in legno e panchine ai punti panoramici, e affronta la pendenza con numerosi tornanti che smorzano la fatica e in alto la vegetazione è costituita da mughi. Rimontato quasi interamente il canalone, si perviene ad un bivio segnalato e, tralasciato il ramo di destra che procede in direzione del Monte Nicola, si affronta invece il ripido pendio finale tra i mughi, che sbocca in breve sulla cresta; ancora pochi metri sulla sinistra e si guadagna la cima principale della Croda del Maglio (m. 2.128), circondata dai mughi e contrassegnata da un semplice ometto con rustica panchina, dove ci fermiamo un attimo a rifiatare. Benchè questa cima sia la più alta, per un panorama migliore conviene proseguire in discesa ancora per una decina di minuti lungo la cresta in direzione nord sino al belvedere della quota minore con la sua grande croce. La cresta è abbastanza esposta su entrambi i versanti, ma sempre larga e ben protetta dai mughi, tranne un piccolo passaggio di un paio di metri. La perdita di dislivello è limitata a una cinquantina di metri. Il rientro avviene per la stessa via e nel ripiano erboso, e' meritevole per una eccezionale vista in particolare verso le Torri del Vajolet e il Catinaccio.Ridiscesi alla Tschafonhütte,si riprende il sentiero dell'andata ed arrivando così al termine del giro,per me piuttosto tosto
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