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Gianfranco went for a bike ride.
2 days ago
Anello delle città murate Montagnana - Este Federico dalla palma
C’era molta attesa per questo giro cicloturistico in stile gravel, ma le aspettative sono state soddisfatte solo in parte. Se da un lato il percorso offre attrazioni storiche di grande fascino — come il Castello e la Torre di Porta Vecchia a Este, l’Abbazia di Carceri, il Castello di Bevilacqua, il Museo Avio Storico e il magnifico centro di Montagnana — dall'altro la qualità del tracciato ha lasciato a desiderare. Nonostante queste perle distribuite lungo i 71 km, il tragitto è stato caratterizzato da lunghi rettilinei spesso noiosi e con un fondo prevalentemente asfaltato. Solo verso la fine si è finalmente incontrato un po’ di sterrato. In conclusione, pur apprezzando molto il lato turistico e culturale, se dovessi dare un voto al percorso tecnico e al divertimento ciclistico, darei appena la sufficienza."
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Gianfranco went mountain biking.
3 days ago
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Gianfranco went on an adventure.
6 days ago
Da Soave salita alla pala eolica poi discesa per contr.Rancan,Castelcerino,Fittà,
Partiti da Soave, abbiamo percorso quasi interamente il tracciato della Soave Bike, incrociando tratti della Durello Bike e della Tre Valli. L'itinerario offre tantissimo sterrato e solo qualche breve (ma inevitabile) sezione su asfalto. Le salite sono impegnative ma mai impossibili, agevolate da un fondo asciutto e ghiaioso che rende anche le discese molto veloci e divertenti. La Valle d'Illasi ci ha regalato panorami spettacolari, immersi nel verde lussureggiante tipico di questo periodo. Nonostante i 1.140 metri di dislivello non abbiano creato grossi problemi tecnici, a fine giro le gambe hanno onestamente "ringraziato". È un percorso adatto sia a bici muscolari che e-bike: per queste ultime il motore aiuta molto a risparmiare energie, ma la fatica si fa comunque sentire. Consiglio vivamente questa esperienza, specialmente a chi ama la velocità: le discese non sono tecniche e sono prive di insidie come radici, sassi o buche, risultando fluide e scorrevoli per tutti.
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Gianfranco went mountain biking.
April 6, 2026
Custoza-Salionze-Monzambano-Castellaro Lag.-Valeggio riciclo
Pasquetta, caldo e sole. Tre ingredienti che, messi insieme, portano a una sola cosa: pedalare all’aria aperta per assaporare quel senso di libertà totale. Sì, d’accordo, ma dove si va? Giusto un attimo di esitazione e poi la decisione: si punta verso le colline veronesi, cercando di evitare il più possibile la folla che oggi avrà sicuramente preso d’assalto le mete più conosciute. La scelta cade su Custoza e si rivela subito azzeccata: lungo il percorso, specialmente nella prima parte, non incontriamo anima viva. O meglio, in mezzo ai filari della campagna, scorgiamo solo due lepri che fuggono veloci, probabilmente disturbate dal nostro passaggio. Dopo circa otto chilometri entriamo in un boschetto per percorrere il suggestivo "Sentiero dell’Amore", un tratto molto bello dove l’acqua che scorre ai lati regala un’immediata sensazione di pace. Proseguendo il giro, attraversiamo Oliosi e successivamente Camalavicina, arrivando fino alla diga di Salionze. Da qui imbocchiamo un tratto di ciclabile verso Monzambano, dove ci concediamo una breve sosta per un caffè, per poi puntare dritti a Castellaro Lagusello. Saliti in cima alla Torre in pieno centro, ci godiamo finalmente la vista panoramica sul famoso lago a forma di cuore, scattando le foto di rito. Il rientro si snoda tra strade secondarie a bassissimo traffico e stradine in aperta campagna fino alla bellissima Borghetto. Qui abbiamo la conferma definitiva di quanto sia stata saggia la nostra strategia: il borgo è letteralmente preso d’assalto dai turisti, così come la vicina Valeggio e il Parco Sigurtà. Il resto del giro è una piacevole pedalata tra i campi, fatta eccezione per l’ultimo tratto di circa 500 MT in salita
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Gianfranco went mountain biking.
April 4, 2026
Rocca di Manerba, castelli Valtenesi e le colline di Desenzano .
Oggi, per la vigilia di Pasqua, siamo partiti in tre da Desenzano del Garda con l’obiettivo di esplorare la sponda lombarda del lago attraverso un itinerario che unisce sport, storia e natura. Lasciata la costa, ci siamo addentrati inizialmente nell'entroterra: qui, pedalando tra le stradine di campagna, lo sguardo spaziava dalle cime delle montagne venete fino allo specchio d’acqua, regalando un senso di libertà impagabile. Il percorso si è fatto subito divertente, alternando strade sterrate a veloci single track, fino a condurci ai piedi di Manerba del Garda e della sua maestosa Rocca. La Rocca si erge in una posizione strategica, quasi a vigilare sul lago, offrendo una vista talmente pazzesca che fermarsi per scattare qualche foto ricordo è diventato un obbligo. Tuttavia, per raggiungere la Croce, il sentiero si è rivelato una vera sfida: la pendenza importante e il fondo pietroso mettono a dura prova i muscoli, specialmente se, come noi, si affronta la salita con una mountain bike muscolare. La fatica è stata tanta, ma ampiamente ripagata dalla bellezza del luogo. Per il rientro abbiamo scelto di scendere lungo il sentiero del Leccio, all'interno del Parco della Rocca e del Sasso. Si tratta di un tracciato classificato S1, estremamente panoramico ma a tratti esposto, che richiede concentrazione fino alla chiesetta di San Giorgio. Una volta terminate le difficoltà tecniche, ci siamo concessi una meritata pausa nel centro di Manerba per ricaricare le energie. Il resto del tragitto è stato un piacevole susseguirsi di scorci storici, passando per Moniga del Garda, con il suo castello, e poi per Padenghe, prima di rientrare alla base. È stato un giro estremamente appagante, capace di stupire a ogni chilometro grazie a una varietà di panorami in continuo mutamento.
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Gianfranco went for a hike.
April 2, 2026
Colli Euganei: Monte Venda- Monte Fasolo da Castelnuovo (Teolo)
Questa era solo una parte di un giro completo che misurerebbe circa 40 km; oggi ne abbiamo percorsi 22,4, ma è stata comunque dura a causa dei continui saliscendi "spaccagambe". Come sempre, se in salita devi sudare per raggiungere quota, la discesa — specialmente verso la fine del giro — finisce per massacrare muscoli e ginocchia. Essendo un biker, ho voluto verificare se i sentieri segnati in mappa con la linea nera (continua o tratteggiata) fossero percorribili in MTB: le discese sono fattibili con molta attenzione — e qui gli enduristi si divertirebbero un mondo — ma le salite sono decisamente "cattive". In certi punti la pendenza è così pronunciata che, per quanto uno possa essere bravo, è inevitabile scendere di sella. Un esempio su tutti: in via S. Lucia, al km 10,1, per circa 1,2 km fino all'ingresso di Villa Beatrice d'Este, si incontra un tratto S0/S1. Sembra abbordabile per i primi 200 metri, ma poi, tra l'inclinazione e le canalette erose dalla pioggia, bisogna fare i conti con la realtà e procedere a piedi. Un giro impegnativo, ma che ripaga decisamente con la bellezza dei luoghi.
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Gianfranco went mountain biking.
March 31, 2026
Colli Ezzelini da Romano d'Ezzelino
I Colli Ezzelini in questo periodo dell’anno sprigionano una bellezza davvero unica, superando persino il fascino dell’estate o i toni infuocati dell’autunno. Pedalare qui è un’esperienza rigenerante: i tratti pianeggianti immersi nella campagna trasmettono un senso di armonia profonda, e il piacere di correre sullo sterrato circondati dal verde è qualcosa di impagabile. Ma non lasciatevi ingannare dalla dolcezza del paesaggio perché, per chi cerca l’adrenalina, questa zona sa offrire single track decisamente tosti. Anche se le immagini a volte appiattiscono la realtà, vi garantisco che le pendenze e le insidie tecniche sono reali: ad esempio, nella foto numero sette, proprio dove l'inquadratura sembra finire, si nasconde una curva a sinistra strettissima che, se affrontata con un nose press impeccabile, diventa una vera delizia per ogni endurista. L’intero anello è un puro divertimento, capace di appagare sia nelle salite impegnative che nelle discese tecniche. Se proprio devo trovare un piccolo neo in questo splendido percorso, è l’imprevisto che ho incontrato nel passaggio da via Cà Ose verso via Semonzetto in direzione Col Roigo: un cancello sbarra improvvisamente la strada, impedendo la prosecuzione naturale del tracciato. Questo intoppo mi ha costretto a tornare sui miei passi e percorrere circa 500 metri su asfalto lungo via Molinetto, prima di poter svoltare a sinistra e riprendere l'itinerario originale. Sono però piccoli imprevisti del mestiere: in sella serve sempre prontezza di spirito e capacità di adattamento, doti che rendono ogni uscita un'avventura ancora più completa e appagante.
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Gianfranco went mountain biking.
March 29, 2026
Monte Civillina, Passo dello Zovo
L’esplorazione del territorio continua con il giro del Monte Civillina, un’esperienza che richiede un approccio diverso, diviso in due fasi distinte. Partendo direttamente da casa, i chilometri accumulati diventano una variabile fondamentale: non potendo accorciare il tragitto partendo da Malo, il percorso richiede una buona dose di fondo fin dai primi colpi di pedale. Da Malo ci si dirige verso San Vito di Leguzzano e Pievebelvicino, dove inizia l’ascesa vera e propria attraverso Contrada Trigole. Ci si congiunge poi alla strada del Passo del Colombo fino alla vetta del Civillina: una volta in cima, lo sguardo rivolto alle vette circostanti ripaga ampiamente ogni sforzo. La seconda fase è tutta dedicata alla discesa. Dopo un primo tratto veloce verso il Passo dello Zovo e una breve rampa di 100 metri, il tragitto scende verso la chiesa del Mucchione attraverso sentieri tecnici. Tra questi spicca il Sentiero dei Marronari secolari a Monte di Malo: nonostante la classificazione S3, il tratto non è pericoloso e offre un paesaggio suggestivo, specialmente con il terreno asciutto. La picchiata prosegue nel bosco di San Vito per poi rientrare a Malo su sterrato. Nel complesso, si tratta di un itinerario che non concede sconti sulla gestione delle energie, ma che regala grandi soddisfazioni a chi sa dosare la fatica tra salite impegnative e discese tecniche.
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Gianfranco went mountain biking.
March 25, 2026
Ancora Colli Berici, questa volta partendo da Brendola
Dopo il meraviglioso giro di ieri, anche oggi mi sono catapultato sui Colli Berici partendo da Brendola. In alcuni tratti ho ripercorso, stavolta in senso opposto, lo sterrato del giorno precedente, avendo modo di apprezzare nuovamente quanto di bello possa offrire questo territorio. Grazie all'ottima tenuta dei sentieri e a un meteo che ha risparmiato il terreno dalla pioggia, ho pedalato con sicurezza e fluidità tra sassi, radici e le classiche insidie del sottobosco: un’esperienza che è valsa davvero la pena vivere. Tutto è stato magnificamente piacevole, ad eccezione di un unico tratto decisamente impegnativo nel territorio di San Giovanni in Monte, in via Gianelli. Dopo aver lasciato l'asfalto e percorso un centinaio di metri su un sentiero S1, esattamente al chilometro 16,7, è iniziata una discesa "da enduristi" classificata S2 (che diventerebbe un S4 se percorsa in salita). In certi punti di questo sentiero, o si ha un gran pelo sullo stomaco, oppure — come ho fatto io — si scende dalla bici per superare l'ostacolo a piedi. D’altronde la MTB deve essere divertimento e non una sfida imprudente contro la sorte su passaggi che non sentiamo nelle nostre corde. La discesa termina poi sulla Strada Provinciale 19 Dorsale dei Berici, in via Scudeleto primo tronco, dopo aver affrontato delle scalette e scavalcato un palo in ferro messo di traverso. A parte questo passaggio molto tosto, il resto dell'uscita è stato puro divertimento; resto dell'idea che in questo periodo i Berici offrano il meglio di sé agli occhi di chi pratica questo meraviglioso sport. Colgo l'occasione per scusarmi per gli errori di ortografia nelle didascalie delle foto: purtroppo non riesco a modificarle una volta pubblicate nel giro, quindi se qualcuno sapesse come fare, ogni suggerimento è ben accetto. Grazie!
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March 26, 2026
Nice little tour, is there a possibility to stop for lunch on the route? Or is it better to bring a packed lunch?
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Gianfranco went mountain biking.
March 24, 2026
Il risveglio della primavera nei Colli Berici
Ottimo giro questa mattina, aiutato anche dalla bellissima giornata di sole e dettaglio da non trascurare il terreno asciutto su tutto quanto il percorso. Questo giro solitario l'ho fatto partire in un tratto della ciclabile "Casarotto"che mi ha portato fino a Longara e poi come magicamente dal caos del traffico della Riviera Berica, alla tranquillità della campagna e delle colline dei Berici. Nella prima parte praticamente ho aggirato la via San Rocco per fare tappa alla chiesa intitolata a questo santo. I primi due single tracks sono stati piuttosto impegnativi per la pendenza ma soprattutto per sassi piuttosto consistenti che mi ha fatto penare non poco per arrivare ai vari incroci che da qui mi hanno portato poi alla chiesetta. Single track molto belli anche nella parte centrale e fino a Valmarana intervallati di tanto in tanto da asfalto che per forza si doveva percorrere, molte stradine nuove altre ovviamente già percorse che nel contesto ha reso questo giro, per me, uno spettacolo. dicevo del risveglio della primavera e tutto intorno i colori caratteristici di questo periodo con predominio del Verde che mi ha accompagnato su e giù per i colli e, niente di difficoltoso, per le mie capacità, da avere un po' di senso nel condurre la bici ma per il resto puro divertimento mi sento di poterlo consigliare anche se non ha un dislivello notevole, ma vi assicuro che il divertimento non mancherà di certo.
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April 2, 2026
Awesome! 😄
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