파파시데로에는 둘러볼 만한 장소가 많답니다. 하이킹 또는 사이클링을 좋아한다면 파파시데로에 숨겨진 20
가지 보석을 만날 수 있을 거예요. 이 지역의 주요 명소를 살펴보면서 다음 모험을 계획해보세요.
마지막 업데이트: 5월 26, 2026
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Beautiful alpine pasture. It's not yet possible to stay overnight here. (May 2025)
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Catasta Pollino is a tourist hub of the Pollino National Park that offers services dedicated to cycle tourists: bike rental, catering, guides.
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Scalea is a medieval village located on a terraced hill a few minutes from the sea. Its historic center is a labyrinth of stairways, alleys, arches and ancient buildings, where it is possible to visit the Norman Castle, the Basilian churches with Byzantine frescoes, the Palazzo dei Principi Spinelli and the Talao Tower, symbol of the city.
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The Tower of Fiuzzi is located on a rock in front of the Dino Island, it was built during the 15th-16th century to defend the area from probable Turkish incursions which represented a serious danger for the citizens of the town of Praia a Mare.
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Visitor center and restaurant of the Pollino National Park designed by the star architect Mario Cucinella in Campotenese, definitely worth a visit. Located at the end of the cycle path of the old railway that goes up from Morano Calabro a few steps from the old Campotenese station.
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Il territorio comunale, di forma quadrangolare, con la base maggiore di circa 8 km adagiata sul mar Tirreno, ha una profondità verso l’interno di circa 3 km e un’estensione totale di 22,56 km². Esso confina a nord con San Nicola Arcella, ad est con Santa Domenica Talao, a sud-est con Orsomarso, a sud con Santa Maria del Cedro ed a ovest con il mar Tirreno. La cittadina si dispone su un vasto promontorio, che delimita a sud il Golfo di Policastro. La linea della costa si presenta in un primo tratto a sud sabbiosa e lineare, mentre assume a nord carattere frastagliato e roccioso con presenza di grotte, prodotte dall'erosione marina. Per metà dell’estensione il terreno è pianeggiante (formato dal recente sedimento del fiume Lao che sfocia in mare dopo aver attraversato, per circa 3 km, la parte meridionale del territorio). L’altra metà è di natura collinare con altezza massima di 408 m sul livello del mare. Scarso interesse hanno i corsi d’acqua, che sono a carattere torrentizio. Degni di nota sono solo il torrente Carpini, che definisce il confine settentrionale del territorio, ed il torrente Sant'Angelo, affluente del Lao. Geologicamente il territorio è caratterizzato da affioramenti di depositi e formazione di età compresa tra il Triassico e l’Olocene, di natura ed ambiente diversi. In relazione al parametro coerenza, sono stati distinti quattro tipi di rocce che pertanto, rappresentano gruppi litologici omogenei o per predominanza di un litotipo o per la presenza di un’associazione caratteristica di più litotipi. La prima unità rappresenta depositi incoerenti superficiali o pseudocoerenti di origine alluvionale, lacustre o di accumulo detritico-residuale eluvio-colluviale. Le altre unità comprendono rocce sedimentarie con prevalenza di un tipo litologico coerente, semicoerente o pseudocoerente. I rioni più antichi si dispongono arroccati a gradoni, posti ad una quota di 75 m sul livello del mare; la parte più moderna si sviluppa lungo la costa. Scalea è uno dei paesi più importanti e più antichi dell'alto tirreno cosentino. Nelle grotte di Torre Talao sono stati rinvenuti, nel corso di scavi archeologici, manufatti di pietre ed ossa dell’epoca paleolitica. Durante la civiltà del bronzo, del ferro e nella fase protostorica (X-VII secolo a.C.)[4] gli uomini vivevano nelle valli del Lao in piccole comunità: prova di questo periodo è lo scoglio di Torre dell’isola, una delle prime stazioni dell’uomo nell’Italia meridionale. Durante gli scavi nelle grotte di Torre Talao sono state rinvenute prove della fase musteriana in Calabria, oltre i resti della fauna pleistocenica riferibili all’industria paleolitica media. Successivamente la zona era stata dapprima terra degli Enotri fino a quando i Greci Sibariti, per facilitare le comunicazioni con la loro colonia di Posidonia (Paestum), nel 600 a.C. fondarono la città di Laos. Essa fu una città costiera posta sulle prime alture del fiume Lao. Laos si può considerare antenata di Scalea, così come lo fu la colonia romana di Lavinium, come testimoniano i numerosi ruderi di ville romane di epoca imperiale sparse nella piana e nelle prime alture. Il nucleo originale di Scalea sorse durante il periodo delle lotte tra Bizantini e Longobardi; verso la fine del VI secolo Scalea fu occupata dai Longobardi e rimase loro colonia finché alla fine dell'VIII secolo Carlo Magno sottomise tutti i ducati. I Longobardi costruirono una rocca; la città rimase per circa 3 secoli arroccata, cinta dalla muraglia delle sue case legate tutte insieme e aperta all'esterno con due porte: quella militare, in cima, presidiata dalla fortezza del Gastaldo e trasformato in castello dai Normanni e quella cittadina sullo spiazzo Cimalonga. Il borgo sorto ai piedi del castello divenne come una fortezza sul mare e fu denominato Scalea forse per il suo sviluppo sui gradoni del Colle simile ad una scala. A Scalea nel VII secolo si erano nel frattempo insediati gli Anacoreti, monaci eremiti greci bizantini che trascorrevano la loro vita ascetica in piccoli rifugi come le grotte della Scalicella. A questi nel secolo IX si aggiunsero i monaci che avevano lasciato la Sicilia per l’invasione degli Arabi. Già in epoca normanna Scalea aveva avuto una grande attività mercantile e marinara. Agli inizi del secolo XIV Scalea divenne un importante scalo marittimo. In seguito alla sua ribellione agli Angioini divenne terra demaniale con il sensibile sgravio fiscale che agevolò notevolmente ogni attività produttiva e commerciale. Di tale opportunità si avvantaggiò la marineria di Scalea che divenne una delle più rinomate della Calabria. Le sue navi toccavano i più importanti porti del Mediterraneo.[5] Durante il periodo angioino-aragonese la popolazione di Scalea salì ad oltre 5000 abitanti. Successivamente a causa delle guerre, delle incursioni saracene e delle epidemie si registrò un’inversione di tendenza, fino al dimezzamento della popolazione totale con un esodo nei casali di Scalea. L’interno di Scalea è un intrico di scale, vicoli, larghi, supporti ed archi. Una delle caratteristiche del nucleo storico sono i “Suppuorti”, tratti coperti delle vie, nati dalla necessità di costruire, per motivi di difesa, le case una sull'altra. Nel XVI secolo scoppiarono in varie parti della Calabria moti antifeudali ed anche Scalea vi prese parte attiva. Il secolo XVII fu uno dei più duri, una serie di terremoti provocarono molti danni; a questi si aggiunsero con inclemenza pestilenze e carestie. Nel settecento la città aveva solo una piccola frazione, San Nicola (oggi San Nicola Arcella), poiché nel secolo precedente Santa Domenica (oggi Santa Domenica Talao) si era emancipata.
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The Torre di Fiuzzi in Praia a Mare, is positioned exactly on a rock in front of the Island of Dino, was built between the fifteenth and sixteenth centuries to defend the area from Turkish raids. Previously the same position of this tower, which later became one of the largest towers in the area, was occupied by an Angiona period tower. The Fiuzzi tower is part of a network of watchtowers as well as the Crawford Tower in San Nicola Arcella and the Castrocucco Tower in Maratea.
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