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Loris went for a bike ride
August 14, 2026 at 07:05
04:58
86.8km
17.5km/h
45.0km/h
1,420m
2,070m
Il giorno prima di Ferragosto partimmo alle 9.00, dopo una sostanziosa colazione consumata nell’hotel dove avevamo trascorso la notte. Sapevamo che ci aspettava una giornata impegnativa: quasi 1.500 metri di dislivello da affrontare prima di raggiungere Tiriolo, la nostra meta di tappa. Per questo avevamo deciso di metterci in cammino un po’ prima del solito. I primi chilometri scorsero via tranquilli, quasi ingannevolmente rilassanti. La strada si snodava in un paesaggio ancora immerso nella calma del mattino e, intorno alle 11.30, arrivammo a Villaggio Mancuso, un piccolo e suggestivo paese dove decidemmo di concederci una breve pausa. Riprendemmo il cammino in direzione di Taverna. Ma il cielo, fino a quel momento limpido, cominciava a raccontare una storia completamente diversa. Le previsioni non promettevano nulla di buono e, man mano che avanzavamo, una massa scura iniziò a incombere all’orizzonte.
Arrivammo a Taverna intorno alle 13.00. Fu allora che il cielo sembrò spegnersi di colpo. Un nero intenso avanzava rapidamente, divorando l’azzurro che fino a pochi minuti prima ci aveva accompagnato. E infatti, poco dopo, arrivò il diluvio. Non una semplice pioggia estiva, ma un vero e proprio assalto dell’acqua. Restammo bloccati mentre la pioggia si riversava sulle strade con una violenza impressionante. Alla fine, verso le 14.20, decidemmo comunque di ripartire. Eravamo vestiti alla meglio per affrontare il maltempo, ma il brusco abbassamento delle temperature ci fece rabbrividire. Pedalare sotto quell’acqua, con il freddo che penetrava lentamente nei vestiti, trasformò quella che doveva essere una normale tappa in una piccola prova di resistenza.
A Sorbo San Basile la situazione peggiorò ulteriormente. La pioggia continuava a cadere senza tregua e non ci restò che cercare un riparo di fortuna. Lo trovammo sotto il tendone di una sagra, o almeno di quello che doveva esserlo stato un tempo: le condizioni erano tutt’altro che rassicuranti, ma in quel momento sembrava il migliore dei rifugi possibili.
Rimanemmo lì qualche minuto, aspettando che il cielo ci concedesse una tregua. Ma la montagna aveva evidentemente altri programmi.
Ripartimmo affrontando una successione di saliscendi, mentre intorno a noi il paesaggio sembrava trasformato. I colori dell’estate erano spariti, sostituiti da tonalità cupe e fredde. La nebbia, le nuvole basse e la pioggia incessante davano a tutto un’atmosfera quasi invernale, come se fossimo finiti improvvisamente in un’altra stagione. Ogni chilometro sembrava avvicinarci alla meta e, allo stesso tempo, allungare il viaggio.
Quando finalmente arrivammo a Cirignola, decidemmo di fermarci in un bar. Avevamo bisogno di una pausa, di qualcosa di caldo e soprattutto di recuperare le energie prima dell’ultimo, temuto “strappo” verso Tiriolo. Sapevamo che ormai mancava l’ultimo sforzo. Ma dopo una giornata iniziata con il sole e proseguita sotto un autentico nubifragio, quella salita sembrava quasi la prova finale di un’avventura.
In cima ci aspettava il B&B “Da Ely”, il nostro rifugio per la notte.
Ormai bagnati, infreddoliti e stanchi, avevamo però una certezza: qualunque cosa ci avrebbe riservato l’ultima salita, quella giornata ce la saremmo ricordata a lungo.
Era la vigilia di Ferragosto. E il nostro viaggio aveva deciso di festeggiarla a modo suo: con 1.500 metri di dislivello, un temporale estivo trasformato in diluvio e una lunga, ostinata corsa verso Tiriolo.
Waypoints
Route Details
Elevation
Highest point (1,480 m)
Lowest point (520 m)
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