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Giovanni Ferrari went mountain biking
August 6, 2026 at 07:14
04:11
51.1km
12.2km/h
44.2km/h
1,420m
1,410m
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@garfagnana.girimbici
mi darete un po' di visibilità
GRAZIE E BUONA PEDALATA
Partenza da Castelnuovo destinazione al fresco dei boschi dell’alta Garfagnana. Costeggiamo il fiume Serchio, passiamo il lago di Pontecosi ed arrivati a Villetta cominciamo la salita attraverso il bosco di Villa fino in località Giappone. Scendiamo verso Pianacci ma poco prima del paese imbocchiamo la sterrata sulla sx per salire a Corfino.
Il paese sorge a circa 820 mslm ed è adagiato alle pendici della spettacolare ed omonima Pania, all'interno del Parco Nazionale dell'Appennino Tosco-Emiliano. Il borgo medievale è famoso per i suoi stretti vicoli in pietra, la chiesa parrocchiale di San Lorenzo Martire e la splendida terrazza panoramica che offre una delle viste più belle sulle Alpi Apuane.
La storia di Corfino affonda le sue radici nell'epoca romana, sebbene la zona circostante della Garfagnana fosse già frequentata in epoca neolitica e successivamente abitata dai fieri Liguri Apuani. Secondo la tradizione, il nome del borgo deriva da un soldato o colono romano originario dell'Abruzzo. Egli battezzò il podere assegnatogli con il nome della sua terra natia, ovvero Corfinium (l'odierna Corfinio in provincia dell'Aquila). Il nome di Corfino compare ufficialmente per la prima volta in una pergamena storica datata 793 d.C.. A causa della sua posizione strategica elevata, il borgo medievale e la sua rocca si trovarono al centro di violente dispute territoriali. Nel corso dei secoli il paese subì assalti e depredazioni durante i conflitti tra le repubbliche di Lucca, Pisa e Firenze. Stanche delle continue guerre toscane, molte comunità della Garfagnana decisero di cambiare schieramento. Il 3 febbraio 1430 Corfino si sottomise spontaneamente ai marchesi d'Este. Entrò così a far parte del Ducato di Modena e Reggio (poi Ducato Estense). Salvo la parentesi napoleonica, il borgo rimase sotto il controllo estense per oltre quattro secoli, fino all'Unità d'Italia. Nel 1923 il territorio di Villa Collemandina (e quindi Corfino) passò dalla provincia di Massa Carrara a quella di Lucca. Oggi il paese conserva intatta la sua struttura rurale in pietra, celebrata ogni anno nella famosa festa Un Passo nel Passato, dove si rievocano gli antichi mestieri del primo Novecento.
Giunti sulla strada per il parco dell’Orecchiella svoltiamo a sx e risaliamo di pochi metri fino a trovare sempre sulla sx l’imbocco della sterrata che scende verso Sillicagnana e da qui su asfalto fino a San Romano dove ci fermiamo per un breve spuntino in un piccolo e carino bar che ci sforna dei panini con prosciutto dal sapore di altri tempi. Riprendiamo a salire di un paio di km fino alla fortezza delle Verrucole.
La Fortezza delle Verrucole è una delle architetture militari medievali meglio conservate di tutta la Toscana. arroccata su un imponente scoglio roccioso a circa 600 metri di altitudine. Oggi la struttura non è un semplice museo statico, ma ospita il progetto Fortezza delle Verrucole Archeopark, un vero e proprio "museo vivente" con guide in abiti storici che rievocano la vita quotidiana del XIII secolo. Venne fondata dalla potente famiglia dei Gherardinghi per dominare le valli circostanti e difendersi dalle mire di Lucca. La struttura si divide in due nuclei principali: la Rocca Tonda a sud (il nucleo più antico) e la Rocca Quadra a nord, collegate da possenti cortine murarie. Nel XV secolo passò sotto il controllo del Ducato di Modena e Reggio. Gli Este la ristrutturarono profondamente nel Cinquecento, trasformandola in una fortezza inespugnabile dotata di moderni baluardi e cannoniere.
Poco sotto la Fortezza imbocchiamo l’antica strada di collegamento per Orzaglia chea è una piccola frazione del comune di San Romano in Garfagnana, situata a circa 759 mslm. Il borgo sorge su un altopiano panoramico situato proprio al confine con il comune di Piazza al Serchio, circondato da fitti castagneti secolari e campi coltivati. Le origini esatte del paese sono sconosciute, ma nel Medioevo l'area sorse sotto l'influenza dei nobili "Figli di Guido da Villa", un potente casato feudale dell'Alta Garfagnana. Dopo aver lottato a lungo per l'indipendenza, nel XIII secolo cadde sotto il controllo della Repubblica di Lucca. L'8 giugno 1430, in seguito al crollo della signoria lucchese di Paolo Guinigi, Orzaglia fu costretta a giurare fedeltà alla Repubblica di Firenze. Come gran parte della Garfagnana, passò successivamente sotto il Ducato degli Este (Modena e Reggio), rimanendovi fino all'Unità d'Italia.
Giunti nei pressi di Orzaglia svoltiamo sulla sterrata in discesa verso il paese di San Donnino piccola frazione del comune di Piazza al Serchio, situata in Alta Garfagnana a circa 530 metri sul livello del mare. Il borgo sorge in una posizione geografica suggestiva e storicamente strategica, posizionato sul lato destro del fiume Serchio, proprio di fronte al punto in cui il Serchio di Sillano confluisce con il torrente Acqua Bianca. In epoca medievale, San Donnino ospitava un importante e solido castello feudale. Il castello era abitato da una stirpe di nobili locali famosi nella valle come valorosi guerrieri e abili uomini di stato. Per i loro meriti, vennero successivamente nominati conti da Ercole I d'Este. Sul promontorio roccioso che sovrasta il centro abitato si trovano ancora oggi i resti di una fortezza ormai diruta. Insieme alla vicina Fortezza di Castelvecchio e al castello di San Michele, la rocca di San Donnino formava una linea difensiva insuperabile che sbarrava l'accesso militare all'Alta Valle del Serchio. Il borgo mantiene intatta l'atmosfera rurale tipica garfagnina, caratterizzata da case in pietra serena addossate le une alle altre e vicoli stretti.
Proseguiamo oltrepassando Piazza al Serchio fino alla frazione di San Michele situata su un colle panoramico. Le due parti del paese sono collegate dallo spettacolare Ponte di San Michele, un ponte in pietra a schiena d'asino con un solo grande arco risalente al XIV secolo. Secondo le memorie storiche, il ponte fu fatto costruire dai nobili Spinetta, i signori feudatari che controllavano il castello locale.
Da San Michele percorriamo il sentiero del Volto Santo e poi su asfalto saliamo al paese di Cascianella nel comune di Camporgiano (629 mslm). Il borgo fa storicamente "coppia fissa" con il paese di Casciana, considerato il suo borgo gemello, che sorge sul colle antistante. Come per il borgo gemello, il toponimo ha una chiara origine romana e deriva dai possedimenti fondiari della famiglia Cassia (Praedia Cassiana). Il centro storico conserva case in pietra serena dalle caratteristiche architettoniche tipiche del mondo contadino garfagnino. Il cuore della comunità è rappresentato dalla piccola chiesa parrocchiale intitolata a San Lorenzo Martire. Il paese fu gravemente danneggiato dal disastroso sisma che colpì l'intera Garfagnana nel settembre del 1920, venendo successivamente ricostruito e ristrutturato dai suoi abitanti.
Da Cascianella scendiamo e poi risaliamo la lunga sterrata che ci porta al paese di Casatico. Il toponimo deriva dal latino Casaticum (da "casa" unito al suffisso -aticum), indicando in origine un gruppo di casali o una vasta fattoria di epoca romana. Nel 1192 viene citato nel Registro Vaticano come "Villa" aperta, priva cioè di fortificazioni difensive, a differenza del vicino borgo di Vitoio. Nel 1401 il signore di Lucca, Paolo Guinigi, decise di ristrutturare una piccola rocca presente nel paese per scopi di controllo sul territorio. Tra il XVI e il XVIII secolo Casatico divenne un comune autonomo con propri statuti. Le sue leggi storiche furono redatte nel 1568 e approvate ufficialmente dal duca Alfonso d'Este nel 1585. Il centro storico si presenta come un caratteristico nucleo di case in pietra serena dal colore grigio vissuto, decorate con portali scolpiti che recano date dal 1472 al 1825. Sulla parte alta del borgo si trova un pianoro chiamato "Castello", contrassegnato da una grande croce, antico punto d'arrivo delle processioni per la protezione dei raccolti. L'abitato è circondato da folti boschi di castagno e conifere ed è bagnato dal rio Cavo. Nei terreni terrazzati circostanti si coltiva attivamente il rinomato Farro della Garfagnana IGP.
Da Casatico scendiamo su asfalto per circa 1 km fino al paese di Vitoio dove imbocchiamo la sterrata per Roccalberti, antico nucleo fortificato che sorge su una suggestiva collina di rocce vulcaniche (ofioliti), non lontano dal torrente Edron. Il nome del borgo deriva da una piccola e inaccessibile rocca fortificata eretta in epoca medievale. Prima dell'anno Mille, il Vescovo di Luni concesse questo presidio in alla nobile famiglia degli Alberti. Nel XIII secolo il casato degli Alberti perse potere. Le famiglie rivali toscane iniziarono a chiamarli spregiativamente "Albertacchi" o "Bertacchi". Il celebre condottiero lucchese Castruccio Castracane sottomise definitivamente la zona, distruggendo parte delle difese e deportando la popolazione superstite a Camporgiano. Il castello passò successivamente sotto il controllo dei Marchesi Malaspina di Fosdinovo, che nel 1343 lo vendettero alla Repubblica di Firenze. Come il resto della giurisdizione di Camporgiano, entrò poi a far parte dei domini storici del Ducato di Modena e Reggio (Estense). Nel 1846, il duca Francesco IV d'Este finanziò personalmente i lavori di ampliamento della chiesa parrocchiale. Nella parte più alta del borgo si possono ancora scorgere i resti delle antiche mura perimetrali della rocca. La vecchia chiesa parrocchiale di Santo Stefano andò in buona parte distrutta a causa di una grossa frana avvenuta in passato; oggi è ancora visibile e intatto il caratteristico campanile in pietra che svetta tra i ruderi. A poca distanza dal borgo, lungo la strada per Vagli, si trova la località rurale di Isola, un piccolo nucleo di case sparse lungo l'antico tracciato della settecentesca Via Vandelli.
Da Roccalberti scendiamo su sterrata ad Isola dove attraversiamo il fiume Edron su di un piccolo ponticello in legno che ci porta sull’Antica via Vandelli fino al paese di Poggio. Il borgo si distende sul versante orientale del colle della Capriola, uno sperone roccioso di origine lavica che storicamente rappresentava un crocevia strategico per i commerci tra la Pianura Padana e il Tirreno. Il colle della Capriola è un sito archeologico di primaria importanza; gli scavi del 1984 hanno portato alla luce un antico insediamento dei Liguri Apuani risalente all'Età del Bronzo. In epoca romana e medievale, il borgo divenne un punto di controllo cruciale per chi transitava verso il Passo della Tambura (direzione Massa) o il Passo delle Radici (direzione Modena). Sul colle sorgeva una solida rocca alto-medievale, andata distrutta nel corso delle secolari guerre di confine che hanno interessato la Garfagnana. La Chiesa di San Biagio è considerata una delle chiese più antiche di tutta la valle della Garfagnana. Conserva una struttura a navata unica con abside semicircolare e pregevoli opere d'arte interne. Il centro storico mantiene la tipica struttura medievale con vicoli stretti, gallerie voltate e case interamente in pietra serena.
All’altezza delle ultime case del paese, direzione Castelnuovo, svoltiamo a sx in discesa sulla strada che ci porta al ponte ferroviario Poggio-Villetta che attraversiamo ed infine percorriamo a ritroso la strada fatta al mattino per rientrare a Castelnuovo.
Waypoints
Route Details
Elevation
Highest point (850 m)
Lowest point (260 m)
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