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Elisa Schivo
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Anello Rifugio Jervis

went for a hike

May 1, 2026

Anello Rifugio Jervis

03:02

8.55km

2.8km/h

650m

650m

Si parcheggia nei pressi del Rifugio Guido Muzio a Chiapili di Sotto e si attraversa il Torrente Orco sul ponte adiacente, portandosi alla base del piccolo skilift.

Da qui parte il sentiero 531: ripido fin da subito, sale a tornanti nel bosco di larici, abeti rossi e pini cembri. Frequente la presenza di camosci tra gli alberi.

Si raggiunge l'Alpe Giasseti (1835 m), poi si continua a salire fino al bivio con il sentiero 530, a circa 2050 m. Si prosegue dritti verso i ruderi dell'Alpe Degrané (2055 m), dopodiché il terreno si apre su un'ampia zona di rocce montonate.

Si arriva al Rifugio Jervis (2250 m) nel pianoro del Pian del Nel, con bella vista sul gruppo delle Levanne e su Punta Basei. Fuori stagione il rifugio è generalmente aperto solo nei fine settimana — a maggio verificare l'apertura prima di partire.

A maggio 2026 - esperienza personale: neve assente fino all'Alpe Degrané (salvo lingue nei canaloni). Sopra, manto nevoso ancora consistente e discontinuo: neve battuta ma con frequenti sprofondamenti fino al ginocchio per effetto del disgelo. La conca del rifugio era completamente innevata. Ramponcini consigliati. Da giugno il percorso è normalmente libero dalla neve.

La discesa segue il sentiero 530, più lungo ma con pendenza più dolce, che scende verso Borgata Villa. Prima di chiudere l'anello si imbocca una breve variante (~10 min) per Borgata Mua, da cui si percorre la SP50 per circa 2 km fino a recuperare il parcheggio al Rifugio Muzio.

Il Rifugio Jervis prende il nome da Guglielmo Jervis, ingegnere, accademico del CAI e vicepresidente della sezione di Ivrea, fucilato dalle SS a Villar Pellice il 5 agosto 1944. La struttura in pietra che oggi ospita il rifugio era in origine una casermetta dell'esercito, costruita a presidio della frontiera con la Francia, e affidata al CAI di Ivrea dopo la guerra.

Vicino al rifugio c'è un lago artificiale che serve la centrale elettrica, il cui edificio appare evidente nel pianoro. È l'edificio più grande e visibile, quello che si aggira sulla destra arrivando dal sentiero. Sormonta il lago una piccola cappella dedicata a Maria Ausiliatrice.

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