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January 22, 2026

Vung Tau to Ho Chi Min City

Sveglia presto per salire al cristo re di Vung Tao, una statua meno conosciuta ma più grande di quella di Rio. Saliti gli 850 gradini giungiamo ai suoi piedi per primi e ci godiamo in solitudine le luci del mattino sul promontorio della città. Dopo la tappa di ieri l'acido lattico abbonda nelle nostre gambe per cui proviamo a scioglierlo con un'ottima colazione a base di Banh Khot (frittelle ai gamberetti, piatto tipico locale). Risaliti in sella attraversiamo le vie di questa piacevole città per raggiungere il porto. Un battello ci conduce a Can Giò, un'isola che ospita una riserva naturale di mangrovie, sede durante la guerra della base militare di Rung Sac. Scegliamo di non visitare il sito storico solo per non avere a che fare con i dispettosi macachi che ne abitano i dintorni. La strada che attraversa la biosfera ha molta meno ombra di quanto pensassimo e i 40km con vento contrario nelle ore più calde ci fanno pentire di non aver preso il traghetto diretto a Saigon. Giunti all'estremità nord dell'isola un ultimo attraversamento del fiume a bordo di una chiatta ci catapulta nella periferia della città. Percorriamo gli ultimi 18km immersi in un flusso continuo di motorini. L'esperienza è surreale, meno pericolosa di quel che sembra se osservata dall'esterno e quasi divertente. Con l'olfatto ormai assuefatto dallo smog raggiungiamo prima delle 17 il Jade Garden, nostro punto di partenza e di arrivo della vacanza. Ora è ufficiale: per la prima volta siamo riusciti a non accendere mai le luci in una vacanza! Dopo aver parcheggiato le bici nella comoda stanza, prendiamo un Grab per conoscere e salutare Mr Biker. Una volta arrivati in negozio scopriamo che in realtà abbiamo avuto a che fare con Khanh, giovane 23enne che dopo la laurea in Turismo ha scelto di lavorare come guida cicloturistica. C'è ancora spazio per una cena a base di Pho in un locale specializzato prima di smontare bici e borse. A mezzanotte il bagaglio per l'aeroporto è già pronto così l'indomani abbiamo una mattina interamente libera. La sfruttiamo per un ultimo ottimo Ca Phe Phin dopo il quale passeggiamo tra le bancarelle del mercato locale di Ban Co in cui siamo gli unici non vietnamiti.

04:43

72.4km

15.3km/h

180m

170m

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January 22, 2026

Il Waikiki Village è un posto idilliaco anche al mattino. Passeggiando all'alba sulla spiaggia osserviamo l'arrivo delle barchette rotonde dei pescatori. Una volta giunte a riva vengono caricate da un trattore che le inforca e le accompagna a bordo spiaggia dove le donne aprono le reti e raccolgono i pesci destinati alla produzione di Nuoc Mam, la salsa simbolo della cucina vietnamita. Dopo una colazione a base di Banh Xeo di pesce salutiamo gli amici canadesi e a malincuore ci rimettiamo in sella. Oggi ci aspetta una lunga tappa, perlopiù pianeggiante. Per fortuna il tailwind ci aiuta fin da subito a macinare chilometri. Sotto il sole di mezzogiorno incrociamo i due cicloviaggiatori adocchiati ieri mattina e ci uniamo alla loro sosta consapevoli che ogni incontro può nascondere sempre qualche rivelazione. E così Ted, cicloviaggiatore e fotografo newyorkese innamorato della Puglia, ci suggerisce una traccia di rientro a Saigon per l'indomani convincendoci a proseguire con la bici ancora per un giorno abbandonando i nostri piani di rientro via fiume. Salutata la coppia proseguiamo lungo la costa alternando tratti molto ciclabili e panoramici ad altri più anonimi. Il vento alle spalle ci accompagna fino alla fine, l'arrivo a Vung Tau è decisamente meno traumatico e trafficato del previsto. La sera ceniamo con Wiktor e condividiamo insieme aneddoti ed impressioni della vacanza che oramai vede il suo epilogo.

05:46

115km

20.0km/h

340m

330m

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January 21, 2026

Sveglia a notte fonda per potere vedere sorgere il sole dalla cima delle dune bianche di Mui Ne. L'alba è suggestiva, i quad che scarrozzano i turisti su e giù per le dune un po' meno. Il tour prevede anche un passeggiata sulle dune rosse in centro al paese e lungo un ruscello, il fairy stream, che ha scavato le rocce calcaree e argillose circostanti creando suggestivi contrasti. Riprese le bici percorriamo il tratto tra Mui Ne e Pan Thiet dove la riviera è molto vivace e ricorda quella mediterranea. Incontriamo Wiktor, bikepacker polacco che sta completando la traversata Hanoi-Saigon, da cui però ci separiamo presto con la promessa di reincontrarci. Proseguendo lungo la costa il panorama cambia. Dopo Pan Thiet e fino allo spettrale faro di Ke Ga la strada è fiancheggiata da una sequenza ininterrotta di enormi resort di lusso: alcuni sono aperti ma vuoti, altri in via di costruzione, altri ancora abbandonati a metà lavori. La tristezza della cementificazione costiera si accompagna a quella dell'abbandono dei rifiuti di plastica, un vero problema in tutto il Vietnam ma ancora più significativo qui sulla costa. Dopo il faro i resort lasciano spazio ai campi di pitaya che ci accompagnano fino a destinazione. Al Waikiki Village soggiorniamo in un prefabbricato in legno a bordo spiaggia da cui godiamo uno splendido tramonto e un'ottima cena a base di pesce. Oggi è la giornata in cui finalmente abbiamo incontrato altri cicloviaggiatori: al mattino prima di Wiktor ne abbiamo notati altri due dal finestrino della jeep, poi alla sera al Waikiki veniamo avvicinati da una coppia di giovani pensionati canadesi in viaggio nel sud-est asiatico. Mentre ci raccontano dei loro mesi di bici, surf, kite-surf, escursioni, immersioni e partite a pickleball pensiamo proprio che prima o poi toccherà anche a noi...basta solo volerlo

04:06

72.4km

17.7km/h

330m

350m

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January 20, 2026

Sveglia all'alba perché oggi ci aspetta una tappa lunga. Vogliamo arrivare a Mui Ne, le guide suggeriscono di percorrere la strada che collega Da Lat a questa cittadina per la varietà di paesaggi che si incontrano. In effetti il primo terzo della tappa ricorda un po' le Langhe, solo che sulle colline non ci sono viti ma piantagioni di caffè. Purtroppo nel momento in cui la strada si dovrebbe fare veloce inizia un calvario di 40 km di lavori in corso. Quella che doveva essere una rapida discesa si rivela una strada in completo rifacimento con tratti sterrati accidentati con pendenze al 10-12% su cui la viabilità non viene interrotta, nemmeno a pullman e camion! I lavori terminano a pianura inoltrata, affrontiamo ancora il primo vento costiero laterale prima di giungere al mare. Qui il vento diventa a favore e ci sostiene negli ultimi 20 faticosi chilometri. I nostri sforzi vengono ripagati presto perché l'arrivo al tramonto alla baia di Mui Ne affollata di barchette di pescatori è una delle migliori immagini della vacanza. Calato il buio, dal terrazzo della nostra homestay osserviamo l'insenatura illuminarsi grazie alle luminarie presenti su ogni peschereccio. Cena ottima a base di pesce, ormai siamo dei master a schivare le trappole per turisti e scegliere i locali giusti.

08:02

128km

15.9km/h

940m

1,830m

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January 19, 2026

L'aria condizionata sullo sleeping bus è esagerata, per fortuna le cuccette sono comode e provviste di coperte quindi alla fine ne viene fuori una discreta dormita. All'alba siamo a Da Lat, la città dell'eterna primavera, una sorta di piccola Ginevra calata nel mezzo degli altipiani vietnamiti. Tutto sa di Europa qui: l'architettura delle case, i giardini fioriti, il jogging e le bici da corsa lungo lago, le fragole e le ciliegie al mercato cittadino. Una colazione memorabile a base di Banh Can e il primo caffè salato ci riscaldano dall'aria frizzante mattutina. Visitiamo poi i giardini della città e l'eclettica Crazy House, una casa surrealista progettata non da Gaudì, ne tantomeno da Dalì bensì dall'architetto vietnamita Dang Viet Nga. Nel pomeriggio ci spostiamo in un parco di sculture d'argilla, diventato virale nell'era di Instagram grazie alle foto della gente con le bizzarre forme delle sue opere. La pedalata per arrivarci merita, le sculture presenti molto meno anche se i turisti asiatici non sembrano pensarla proprio così. Notte a 30km da Da Lat in un prefabbricato di legno immerso in un giardino di piante tropicali dove gustiamo un ottimo Ban Xieu da asporto.

03:37

55.7km

15.4km/h

460m

940m

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January 18, 2026

Ho spento Garmin per errore, continua con la traccia successiva

00:18

3.55km

11.7km/h

70m

50m

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January 18, 2026

Dagli imprevisti nascono le migliori soluzioni. Avendo trovato bus per Ho Chi Minh City (Saigon) torniamo a ragionare sull'itinerario e ci rendiamo conto che la miglior soluzione è prendere un ulteriore bus per Da Lat. Con il prezioso aiuto di Khanh, aka Mr. Biker Saigon, scegliamo il sito e la compagnia di sleeping bus più affidabili. Con 3 biglietti in tasca, un traghetto e due bus, ci godiamo ancora la mattinata sull'isola. Passeggiamo al mercato di Con Son, mangiamo uno strepitoso gelato al gusto Lekima (frutto pazzesco!!) e curiosiamo al cimitero di Hang Duong la tomba di Vo Thi Sau, eroina nazionale, le cui spoglia sono ancora oggi incredibilmente una meta di pellegrinaggio di tutti i vietnamiti. Per arrivare al porto completiamo il giro dell'isola, le spiagge bianche finalmente illuminante dal sole sono uno spettacolo. Il ritorno in traghetto è decisamente più calmo dell'andata, le bici tollerano bene sia la tratta via mare che la successiva in pullman per Saigon (pullman che a nostra in saputa è già uno sleeping bus...). Arrivati alle 22 a Saigon riusciamo, con qualche difficoltà, a trovare il terminal per il secondo sleeping bus. Un po' di panico iniziale per le nostre bici che vengono ammucchiate insieme ad altri centinaia di motorini (tutti con telaio rigorosamente protetto da cartone) destinati anch'essi ad essere trasportati nei bagagliai di chissà quale pullman. Poi alle 23.55 per fortuna gli operatori accompagnano le bici sul nostro sleeping bus per Da Lat su cui finalmente saliamo anche noi.

01:09

18.0km

15.6km/h

120m

120m

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January 17, 2026

Colazione ottima alla homestay con Ca Phe Suà, banana bread e yogurt con mix di frutta tropicale locale. Salita a piedi all'Elephant Mountain dalla cui cima si gode un ottimo panorama su tutto l'arcipelago e sulla città di Con Son. Risaliti in sella proseguiamo fino alla spiaggia bianca di Dam Trau, considerata una delle più belle dell'isola. Gustato un dolcissimo Dragon Fruit rosso e sventato l'attacco di un macaco ci lanciamo in acqua per il primo bagno del 2026. C'è ancora tempo per scattare una foto all'aereo in atterraggio poco sopra la spiaggia prima di ripartire verso Con Son. Qui visitiamo il museo Bao Tang (ottimo!) e le carceri adiacenti sedi della famigerata gabbia delle tigri. Cena a base di uno squisito goi cuon in un posticino vicino alla casa in cui siamo gli unici non vietnamiti. [Qui in Vietnam i posti buoni per mangiare si riconoscono così: clientela vietnamita, tavoli e seggiole basse sotto il porticato e sul marciapiede dinanzi al locale, uno massimo due piatti nel menu senza traduzione inglese.] Insomma un'altra giornata da manuale in questa vacanza. Il resoconto descrive bene quello che quest'isola vuole essere nel 2026: una meta di ecoturismo che non dimentica il recente passato storico drammatico. Il mezzo migliore per scoprirla? La bicicletta, le cui ruote scorrono a meraviglia sull'asfalto perfetto delle sue strade.

02:33

36.5km

14.3km/h

430m

460m

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January 15, 2026

Dopo una notte passata in un hotel "vietnamita", affrontiamo 3 ore di traghetto per raggiungere l'isola di Con Dao. L'oceano fuori è impetuoso, tuttavia dentro l'aliscafo la nostra preoccupazione non è la cinetosi ma l'integrità delle bici. Scesi dall'imbarcazione le troviamo adagiate sulla banchina senza nemmeno un graffio, chapeau. Compiamo mezzo giro dell'isola per arrivare alla homestay che ci ospiterà per le prossime due notti. Per questi giorni sull'isola volevamo regalarci comfort per cui ieri sera la scelta è ricaduta sulla guesthouse recensita meglio nonostante un prezzo "italiano" da pagare per il soggiorno. Ben presto i 15 euro in più a notte si rivelano un ottimo investimento. È da ieri sera infatti che le nostre menti sono impegnate ad affrontare il primo vero imprevisto della vacanza: la tratta via mare per Vung Tau, che secondo i nostri piani avremmo dovuto percorrere dopo aver visitato l'isola, in questa stagione non è percorsa. Rassegnati all'idea di dover tornare a Tran De e doverci reinventare un giro, ancora prima di avere il tempo di chiederglielo, la nostra host Trinh ci organizza un bus transfer da Tran De a Saigon (molto economico). Placate così le ansie possiamo goderci a pieno la serenità e i ritmi lenti dell'isola.

03:00

42.1km

14.0km/h

310m

260m

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January 15, 2026

Sveglia all'alba per visitare il mercato galleggiante di Cai Rang. Su una piccola barchetta esclusiva per noi la giovane english guide Henry ci fa conoscere regole e costumi di questo bazar. Nonostante il traffico delle merci sia in calo per via del miglioramento della rete stradale nel delta, i banchi sopravvivono ancora grazie al turismo esperienziale. Il fascino qui è multisensoriale. C'è la vista di intere famiglie la cui barca non è solo banco di lavoro ma casa. C'è il vociare dei mercanti e lo struscio del telaio della barca sul giacinto infestante. C'è il gusto di un delizioso Pho preparato a bordo accompagnato da un aromatico Ca Phe Dong. C'è l'odore salmastro del fiume misto a quello delle spezie e della frutta dei banchi. Conclusa l'esperienza, prenotiamo con molte difficoltà un traghetto per l'isola di Con Dao l'indomani. Conseguenza di ciò: una bella tirata di 87km, di cui i 70 finali di drittone piatto, per raggiungere il porto di Tran De. Una bella prova di resistenza fisica e mentale tra sole cocente, asfalto bumpy e trambusto dei motori. Per fortuna andando verso sud il traffico si dirada, le vibrazioni del manubrio si affievoliscono e campi di riso illuminati dalle luci del tramonto tornano a scorrere al nostro fianco prima di posare le bici.

05:19

86.9km

16.3km/h

180m

180m

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