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January 17, 2026

Con Dao part 2

Colazione ottima alla homestay con Ca Phe Suà, banana bread e yogurt con mix di frutta tropicale locale. Salita a piedi all'Elephant Mountain dalla cui cima si gode un ottimo panorama su tutto l'arcipelago e sulla città di Con Son. Risaliti in sella proseguiamo fino alla spiaggia bianca di Dam Trau, considerata una delle più belle dell'isola. Gustato un dolcissimo Dragon Fruit rosso e sventato l'attacco di un macaco ci lanciamo in acqua per il primo bagno del 2026. C'è ancora tempo per scattare una foto all'aereo in atterraggio poco sopra la spiaggia prima di ripartire verso Con Son. Qui visitiamo il museo Bao Tang (ottimo!) e le carceri adiacenti sedi della famigerata gabbia delle tigri. Cena a base di uno squisito goi cuon in un posticino vicino alla casa in cui siamo gli unici non vietnamiti. [Qui in Vietnam i posti buoni per mangiare si riconoscono così: clientela vietnamita, tavoli e seggiole basse sotto il porticato e sul marciapiede dinanzi al locale, uno massimo due piatti nel menu senza traduzione inglese.] Insomma un'altra giornata da manuale in questa vacanza. Il resoconto descrive bene quello che quest'isola vuole essere nel 2026: una meta di ecoturismo che non dimentica il recente passato storico drammatico. Il mezzo migliore per scoprirla? La bicicletta, le cui ruote scorrono a meraviglia sull'asfalto perfetto delle sue strade.

02:33

36.5km

14.3km/h

430m

460m

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January 15, 2026

Dopo una notte passata in un hotel "vietnamita", affrontiamo 3 ore di traghetto per raggiungere l'isola di Con Dao. L'oceano fuori è impetuoso, tuttavia dentro l'aliscafo la nostra preoccupazione non è la cinetosi ma l'integrità delle bici. Scesi dall'imbarcazione le troviamo adagiate sulla banchina senza nemmeno un graffio, chapeau. Compiamo mezzo giro dell'isola per arrivare alla homestay che ci ospiterà per le prossime due notti. Per questi giorni sull'isola volevamo regalarci comfort per cui ieri sera la scelta è ricaduta sulla guesthouse recensita meglio nonostante un prezzo "italiano" da pagare per il soggiorno. Ben presto i 15 euro in più a notte si rivelano un ottimo investimento. È da ieri sera infatti che le nostre menti sono impegnate ad affrontare il primo vero imprevisto della vacanza: la tratta via mare per Vung Tau, che secondo i nostri piani avremmo dovuto percorrere dopo aver visitato l'isola, in questa stagione non è percorsa. Rassegnati all'idea di dover tornare a Tran De e doverci reinventare un giro, ancora prima di avere il tempo di chiederglielo, la nostra host Trinh ci organizza un bus transfer da Tran De a Saigon (molto economico). Placate così le ansie possiamo goderci a pieno la serenità e i ritmi lenti dell'isola.

03:00

42.1km

14.0km/h

310m

260m

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January 15, 2026

Sveglia all'alba per visitare il mercato galleggiante di Cai Rang. Su una piccola barchetta esclusiva per noi la giovane english guide Henry ci fa conoscere regole e costumi di questo bazar. Nonostante il traffico delle merci sia in calo per via del miglioramento della rete stradale nel delta, i banchi sopravvivono ancora grazie al turismo esperienziale. Il fascino qui è multisensoriale. C'è la vista di intere famiglie la cui barca non è solo banco di lavoro ma casa. C'è il vociare dei mercanti e lo struscio del telaio della barca sul giacinto infestante. C'è il gusto di un delizioso Pho preparato a bordo accompagnato da un aromatico Ca Phe Dong. C'è l'odore salmastro del fiume misto a quello delle spezie e della frutta dei banchi. Conclusa l'esperienza, prenotiamo con molte difficoltà un traghetto per l'isola di Con Dao l'indomani. Conseguenza di ciò: una bella tirata di 87km, di cui i 70 finali di drittone piatto, per raggiungere il porto di Tran De. Una bella prova di resistenza fisica e mentale tra sole cocente, asfalto bumpy e trambusto dei motori. Per fortuna andando verso sud il traffico si dirada, le vibrazioni del manubrio si affievoliscono e campi di riso illuminati dalle luci del tramonto tornano a scorrere al nostro fianco prima di posare le bici.

05:19

86.9km

16.3km/h

180m

180m

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January 14, 2026

Lasciata alle spalle una homestay incantevole abbandoniamo l'isola di An Binh via fiume ed approdiamo a Vinh Long, città della ceramica e del mattone. Deviamo per il canale Cai Thay le cui sponde ospitano centinaia di antichi forni in mattone rosso cupoliformi. Vale davvero la pena lo stop sulla terrazza del Ca Phe Nha Gac per ammirare nell'insieme il paesaggio. Dopodiché la traccia per Can Tho prosegue prima su strade asfaltate poco trafficate e poi su 15km di strade che Komoot definisce "secondarie" ma che di fatto sono una perfetta ciclovia! Purtroppo una volta arrivati in periferia della città per raggiungere Cai Rang il più velocemente possibile ci tocca affrontare un ponte di 2 km su una specie di superstrada. Recuperiamo le energie con un successivo lungo fiume niente male e arriviamo a un'altra homestay molto carina. Il ragazzo che la gestisce, Vu, ci dá una mano enorme nell'organizzazione della giornata di domani.

05:06

75.2km

14.8km/h

210m

210m

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January 13, 2026

Tappa da manuale di cicloturismo. Oltre a Bending Spoons si ringrazia anche il signor Kha dell'homestay per i preziosi suggerimenti sulla traccia. Dopo il lungofiume di Ben Tre e il trafficato ponte sul Mekong percorriamo un dedalo di strette viuzze lastricate che si addentrano nella foresta di banani e palme da cocco. Lo studio del percorso ci ha fatto credere di essere in the middle of nowhere ma non è così: la zona è densamente popolata e qui i vietnamiti abitano graziose villette costruite in mattone (a km zero), monopiano, con porticato a colonne dinanzi all'ingresso e giardino gremito di piante in vaso. Ci sono anche galli e cani, questi ultimi fortunatamente docili: la rabbia che ci fa paura è il virus e non il loro atteggiamento. Nel distretto di Phu Son i banani lasciano spazio a 20km di vivai di piante ornamentali (e non solo), peccato sia ancora presto per vederne la fioritura che arriverà con il Tet. La tappa si conclude con le luci del tramonto nell'isola di An Binh dove condividiamo le stradine con sciami di scooter di genitori che accompagnano a casa i loro piccoli dalle tantissime scuole presenti lungo il percorso.

05:18

78.3km

14.8km/h

140m

140m

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January 12, 2026

Ci vogliono quasi 40km di periferia di Saigon, con annesso slalom tra le bancarelle della Chinatown più grande del mondo (Cholon), prima che le mie ansie da incognite del percorso e da insonnia da fuso orario si plachino. Lo smog e le polveri della città lasciano spazio ad un paesaggio dominato da coltivazioni prima di riso e poi di palma da cocco punteggiato da colorate ville in stile coloniale . Strade secondarie scorrevoli ed il ponte sul primo ramo del maestoso fiume Mekong ci conducono ad una graziosa homestay dispersa nella campagna.

06:04

99.3km

16.3km/h

180m

180m

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January 12, 2026

Oh, let's get back to our evening readings. We're waiting for photos!

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October 24, 2025

Colazione da re in agriturismo con pecorino, miele, yogurt e ricotta di capra km zero. Segue discesa fino a Buggerru dove purtroppo non possiamo visitare la galleria Henry aperta solo il weekend (cari sardi ancora non avete capito il potenziale del CMSB). Breve capatina a Portixeddu che effettivamente è proprio un piccolo porticello al riparo dal maestrale. Nel mezzo della successiva salita accade l'inaspettato. Durante una sosta si avvicina a noi un buffo cicloviaggiatore con i baffi e una t-shirt che recita "never underestimate an old man with a bicycle". La sua aria mi è simpatica quindi decido di infrangere il mio sacro lato burbero solitario e lo saluto. Mi risponde e "strano", penso, "il suo accento è del nord Italia ma nè lombardo, nè veneto nè tantomeno ligure". "Di dove sei?" "Di Mondovì". E così scopro che è il papà di una mia cara amica del liceo...incredibile. Pedaliamo insieme il resto della giornata scendendo di nuovo a mare fino alle dune di Piscinas. Qui ci accorgiamo che le chiacchere ci hanno allungato la giornata ben più di quanto il calare del sole abbia fatto con le nostre ombre. La risalita di 19 km e 500m di dislivello è 100% gravel e scorre lenta tra miniere e vecchi paesi minerari completamente abbandonati. L'arrivo con le torce accese nel piccolo borgo di Montevecchio è alquanto spettrale.

06:46

76.2km

11.3km/h

1,520m

1,520m

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October 26, 2025

But I don't believe it! Incredible, among other things this journey from the stories really inspires me.

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October 23, 2025

Tappa breve ma intensa. Sveglia presto perché la prima destinazione è la grotta di San Giovanni, la grotta carrozzabile più lunga al mondo (860 metri). All'uscita nord pure un 9a+/b di Adam Ondra (Marina Superstar). Tornati ad Iglesias, inizia il nostro itinerario di archeologia industriale. Si comincia con un tocco di vero urbex attraversando il villaggio minerario abbandonato di Monteponi. Proseguiamo raggiungendo la costa in direzione di Nebida, qui al nostro fianco il terreno si fa rosso violaceo per via delle venature di roccia puddinga ordoviciana. Arrivati al paese osserviamo dall'alto un altro monumento del geoparco minerario: la laveria Lamarmora che si staglia a picco sul mare. Non c'è tempo di scendere i 100 gradini per vederla da vicino perchè alle 15 ci aspetta la visita guidata di Porto Flavia, un'impressionante meraviglia ingegneristica del secolo scorso. Con negli occhi ancora lo stupore dell'eleganza costruttiva del sito lasciamo alle spalle il faraglione Pan di Zucchero e le sue splendide falesie per affrontare la prima vera salita della vacanza (3km con 13% di pendenza media). Giunti al colle il cartello merita un adesivo Bikerful. Arrivo di tappa in discesa all'agriturismo Sa Rocca adagiato in un prato nel mezzo di una valletta sospesa. Esito della giornata mai scontato per le condizioni metereologiche incerte: ancora qualche isolato rovescio ma soprattutto maestrale forte (MAI alle spalle).

05:02

60.0km

11.9km/h

960m

870m

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October 22, 2025

Dopo 4 ore di attesa finalmente la perturbazione si placa. Ripartiamo dalla squallida piazza Roma di architettura fascista optando per la via più diretta per Iglesias. E così la quiete della pista ciclabile del mattino diventa presto un lontano ricordo dinanzi a 6km di una sconsigliatissima SP2 (non fatela proprio!). L'uscita però è una stradina di campagna con asfalto da tavola di biliardo che ci conduce a destinazione. Il capoluogo ci accoglie con un nuovo ed ultimo scroscio sotto il quale stavolta ci inzuppiamo per bene.

01:41

24.2km

14.4km/h

200m

110m

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October 22, 2025

Preziosa colazione con focaccia, fainè (farinata tabarkina) e cappuccino poi ci imbarchiamo per Calasetta e completiamo il periplo di Sant'Antioco. 20km di perfetta pista ciclabile ci portano a Carbonia dove ci attende una perturbazione da 7-10 mm/h. Ci ripariamo come possiamo ma non dove vogliamo perché il museo del Carbone è in restauro.

03:29

37.1km

10.6km/h

210m

130m

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