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フォルノボ・ディ・タロ

フォルノボ・ディ・タロでののおすすめMTBライド

4.4

(104)

384

ライダー

40

ライド

フォルノボ・ディ・タロ周辺には魅力的なマウンテンバイクルートがいくつもありますが、冒険を始めるにはその場所とルートを把握する必要があります。ここでは、komootが提供するフォルノボ・ディ・タロ周辺でのマウンテンバイクルートのコレクション全体を評価して選び抜いた、人気ルートをご紹介します。各ライドの詳細をぜひご覧ください。

最終更新日: 2月 24, 2026

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3.5

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ライダー

1. ループ ディ フォルノヴォ タロ

34.5km

02:55

580m

580m

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A quiet road from which you can admire beautiful landscapes

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Wonderful place that oozes history.

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In the past, it was one of the most important oil fields in Italy. Unfortunately, not much remains of it today, but it's always nice to visit and learn a little about its history.

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Roccalanzona Castle - view of Mount Cusna and Mount Prinzera

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First mentioned in 1230, the original church, located inside the Neviano Castle, was rebuilt in the early 18th century. Rebuilt in neoclassical style in 1827 in its current location, it was enriched in 1960 with a new neo-Romanesque façade. The place of worship, with two side chapels, houses an altarpiece attributed to the painter Francesco Scaramuzza. The Church of the Purification of the Virgin Mary is a Catholic place of worship with neoclassical and neo-Romanesque styles, located on Strada Neviano de' Rossi in Neviano de' Rossi, a hamlet of Fornovo di Taro, in the province and diocese of Parma. It is the seat of a parish within the pastoral area of the Montagna. HISTORY The original place of worship serving the town of Nivianus Draconorum was built in the Middle Ages; the earliest evidence of its existence dates back to 1230, when the chapel was mentioned in the Capitulum seu Rotulus Decimarum of the Diocese of Parma among the dependencies of the parish church of San Vitale Baganza. At the beginning of the 18th century, the church, located within the walls of the Niviano castle, was demolished due to its ruin; it was then rebuilt and in 1730 was elevated to the rank of archpriesthood. In 1827, the 18th-century temple, located in an inconvenient location, was demolished and rebuilt in its current location, perhaps on the ruins of a medieval chapel. Between 1923 and 1935, the rectory was built near the place of worship. Around 1960, the church was modified with the construction of a new neo-Romanesque façade. SOURCE and other information: https://it.wikipedia.org/wiki/Chiesa_della_Purificazione_di_Maria_Vergine_(Fornovo_di_Taro)

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Visiting the Vallezza Shipyard allows you to learn about the development of drilling techniques from the early 20th century to the 1950s, which enabled the extraction and transportation of oil at this site and more generally in Italy. The historical journey can be explored through some of the machines that document the operation of the oil exploration, drilling, and extraction systems. Initially, the "Pennsilvano" method was used, and after the 1920s, the "Rotary" drilling method, which the Italian Petroleum Company tested at Vallezza for the first time in Italy. This is a legacy of techniques and knowledge from a distant past that must not be lost. Part of it is now preserved within the workshops and open spaces of the shipyard, and part in the Gas Plus Archive. Some of the machines, carefully restored by private individuals, are privately owned. INFO Visits by appointment +39 05252599 Via Maiatico - Former SPI Construction Site 43045 Fornovo di Taro - Parma SOURCE: https://www.museionline.info/tipologie-museo/parco-museo-del-petrolio

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La corte di Giarola è una corte rurale medievale dotata di chiesa interna, situata nell'omonima località presso Pontescodogna, frazione di Collecchio, in provincia di Parma; costituisce la sede dell'Ente di Gestione per i Parchi e la Biodiversità Emilia Occidentale, del museo del pomodoro, del museo della pasta, del Teatro alla Corte, del centro visite "Sotto il segno dell'acqua", di due sale convegni e di un ristorante.[1][2] È il punto di partenza per semplici camminate nel Parco del Taro. STORIA: La corte fu costruita originariamente tra l'VIII e il IX secolo per volere della casata di Ingo, nobile franco; l'edificio nacque quale presidio fortificato a controllo del vicino guado di un ramo della via Francigena attraverso il fiume Taro; a causa della sua prossimità al corso d'acqua, la località era conosciuta col nome di Glarola, forse di origine latina, in riferimento alla grande quantità di ghiaia depositata sulle sponde. La più antica testimonianza della sua esistenza risale al 1034, quando Glariola fu citata in un rogito di compravendita di terreni da parte di Alberto Prete a Giovanni di Viarolo. I discendenti di Ingo, feudatari della zona,nel 1045 donarono il castrum con la sua cappella romanica alla badessa Imila del monastero di San Paolo di Parma. L'anno seguente il vescovo Cadalo cedette alcune terre in castro clariolae alle monache. Nei decenni seguenti le religiose trasformarono la struttura in una corte agricola indipendente,[4][5] protetta da mura e dotata di abitazioni, stalle, caseificio e mulino alimentato dalle acque del canale Naviglio; le boscose e paludose terre circostanti furono bonificate e coltivate. Nel 1187 il papa Gregorio VIII emanò una bolla confermando alla badessa di San Paolo i diritti sull'Ecclesiam Sancti Nicomedi de Glarola, oltre a numerose altre del Parmense. A difesa dell'edificio e del guado il vescovo di Parma fece inoltre erigere una torre difensiva, che si aggiunse ai vicini castelli di Collecchio, Segalara, Madregolo e Carona. Nel 1308 i Rossi e i Lupi, dopo la loro cacciata da Parma, presero possesso della struttura fortificata di Giarola, che pochi mesi dopo fu contrattaccata dalle truppe di Giberto III da Correggio e distrutta al termine di un aspro combattimento; sopravvissero solo la corte agricola e la cappella. Nel 1440 ogni residua struttura fortificata fu completamente demolita o trasformata in abitazioni. Nel 1451 la corte ospitò durante il suo viaggio il duca di Milano Francesco Sforza,mentre nel 1495 vi si accamparono, in vista della battaglia di Fornovo, le truppe di Ludovico il Moro. Secondo il Catasto farnesiano del 1562, la corte, dipendente dalla magistratura di Parma e abitata da 110 persone, gestiva un territorio di 1140 biolche parmigiane, corrispondenti a circa 342 ettari, appartenenti in gran parte al monastero di San Paolo; le coltivazioni si estendevano in particolare nella pianura occidentale, in quanto all'epoca il fiume Taro scorreva molto più a ovest. Nel 1760 la chiesa romanica fu modificata in stile neoclassico. Dopo la conquista napoleonica del ducato di Parma e Piacenza, la corte rimase per alcuni anni soggetta direttamente al Comune (o mairie) di Parma, ma nel 1806 fu aggregata a quello di Collecchio. In seguito alla soppressione degli ordini religiosi che colpì anche le benedettine del monastero di San Paolo, nel 1811 la tenuta fu confiscata dal governo francese e affittata a imprenditori agricoli, primi tra tutti i conti Camillo e Alessandro Zileri. Gli abitanti della struttura raggiunsero la quota di 312 nel 1855, per calare un po' alla volta nei decenni seguenti. Le terre furono lottizzate e alienate a privati, mentre la corte fu acquistata alla fine del XIX secolo dalla famiglia Montagna, che dedicò parte dei terreni circostanti alla coltivazione di pomodori e costruì in adiacenza una fabbrica di conserva e un moderno caseificio con annesso allevamento di suini, affittati a conduttori esterni. Durante la seconda guerra mondiale, il 17 aprile 1945 la corte fu colpita dai bombardamenti alleati, che causarono la morte di nove persone[14] e il parziale crollo della chiesa di San Nicomede, di cui rimasero in piedi soltanto alcune porzioni delle murature esterne; il luogo di culto fu ricostruito nel 1950 nelle originarie forme romaniche. La fabbrica conserviera fu alienata nel 1957 all'imprenditore Ercole Azzali; pochi anni dopo fu però chiusa, mentre il caseificio sopravvisse ancora per qualche tempo. Dopo la cessazione dell'attività, il degrado aumentò, finché nel 1998 la corte e le strutture annesse furono acquistate dall'Ente Parco Fluviale Regionale del Taro, poi Ente di Gestione per i Parchi e la Biodiversità Emilia Occidentale, che ne avviò i lavori di ristrutturazione, adibendo parte dell'edificio a propria sede; nell'ala est furono inoltre ricavati un percorso espositivo e una sala auditorium. Nel 2005 fu recuperata la casa colonica esterna, destinata a Laboratorio storico. Nel 2006, su finanziamento della Regione Emilia-Romagna, del Comune di Collecchio e della Fondazione Cariparma, l'ala sud, originariamente adibita a legnaia e deposito, fu trasformata in sala teatrale; il Teatro alla Corte fu inaugurato nel settembre del 2007; nello stesso anno furono avviati i lavori di sistemazione dell'ala ovest, ove all'interno delle antiche stalle trovò spazio nel 2010 il Museo del pomodoro. Nel 2013 il cantiere dell'ala ovest fu completato recuperando anche l'antico pastificio e il mulino; l'anno seguente gli ambienti divennero la sede del Museo della pasta. Nel 2014 fu inoltre ricostruito il tetto della chiesa di San Nicomede,sede parrocchiale a servizio della frazione di Pontescodogna. Nel 2019 fu ristrutturato l'antico caseificio posto nell'ala nord ovest, al cui interno nel novembre dello stesso anno fu inaugurato l'Agrilab Giarola, un laboratorio di cucina per promuovere la biodiversità agroalimentare, i prodotti del territorio e la loro stagionalità. FONTE ed altre b notizie: https://it.wikipedia.org/wiki/Corte_di_Giarola

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Stunning landscapes

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