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Pedalare con lentezza and Andrea Tiburzi went gravel riding.
March 28, 2026
Sulle tracce del Brigante - giorno 2
Partenza da Pitigliano. Provinciale tranquilla fino al borgo di Latera, che è stata una bella scoperta. Molto caratteristico e più "autentico" di altri più famosi. Poi sterrato per Valentano. Poi Cellere e la deviazione per la Grotta della Mercareccia, uno dei nascondigli del Brigante Tiburzi. Ci siamo poi diretti al borgo di Pianiano, luogo natale di Domenichino. Poi il bel borgo di Farnese e rientro a Pitigliano costeggiando la Riserva del Lamone.
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March 27, 2026
Sulle tracce del Brigante - giorno 1
Partenza da Pitigliano. Attraverso una bella strada rossa siamo arrivati al Lago di Mezzano, per poi dirigerci, su strada bianca, al bellissimo Sentiero dei Briganti che attraversa la Selva del Lamone. Abbiamo poi costeggiato il Fiume Flora, per una stradina attraverso pascoli di mucche e pecore, con numerosi cani che hanno provato a intimorirci e a scoraggiarci. Dopo la Riserva naturale di Montauto abbiamo preso uno sterrato bellissimo che corre esattamente lungo il confine tra Toscana e Lazio. Siamo così arrivati a Capalbio, luogo di morte del nostro Brigante Tiburzi. Dopo una visita al cimitero, con la colonna romana su cui fu legato e fotografato il cadavere, abbiamo deciso di tornare al punto di partenza per asfalto, passando per Manciano. Il vento forte contrario ci ha sfinito, ma la vista del borgo di Pitigliano dalla strada regionale 74 maremmana ci ha ripagato completamente, insieme all'ottima cena in un ristorante del centro storico
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March 29, 2026
Wow, what a beautiful loop!!!
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Pedalare con lentezza went gravel riding.
March 14, 2026
Primavera e calanchi
Da Ascoli Piceno a Porto Sant'Elpidio Oggi sono partito dalla bella Ascoli, dove sono arrivato col treno. Colazione classica al Caffè Meletti e via a salire sulle spettacolari stradine del Monte Ascensione, con la vista grandiosa sui calanchi. Capradosso, poi Rotella, Montedinove, Montalto, Carassai, Montefiore. Ritorno per Contrada Castelletta di Moresco e Santa Elisabetta per scendere al mare.
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February 21, 2026
Gravel around Foligno
Partenza da Spello. Subito la bella e lunga salita al Sasso di Pale, con la sua vista mozzafiato e il vento gelido che si faceva sentire. Poi discesa al caratteristico borgo omonimo. Caffè a Ponte Santa Lucia e poi la salita brecciata da Scopoli. Dopo aver svalicato mi sono diretto verso Trevi, dove mi sono concesso qualche passaggio attraverso i suoi vicoli e un cappuccino al bar in piazza. Discesa finale e rientro attraverso la ciclovia Spoleto Assisi con passaggio a Bevagna e Cannara. Sterrati finali "morbidi", con prati bagnatissimi e smossi dai cavalli. Come sempre l'Umbria non delude!
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January 31, 2026
Gravel del Subasio
Di solito ho un giorno per l’uscita settimanale e non posso scegliere un altro giorno, quindi devo prendermi il meteo che c’è quel giorno, prendere o lasciare. Ultimamente però mi sono reso conto che: - il meteo spesso cambia drasticamente al di là del l’appennino, cioè se qua piove a Foligno c’è il sole e viceversa - l’Umbria presenta un’infinità di strade gravel da scoprire, oltre naturalmente a panorami meravigliosi e borghi senza tempo - da Porto Sant’Elpidio si arriva a Foligno in poco più di un’ora, grazie alle nuove gallerie della superstrada SS77 Venerdì guardavo le previsioni per sabato. Da noi non erano il massimo, in Umbria era previsto sole con nubi sparse. Decisione presa. Sveglia alle 5:30. Passo a prendere Andrea a Tolentino e arriviamo a Spello. Parcheggiamo, prendiamo un caffè e pizze per la giornata e partiamo. Salitina al paese per scaldarci un po’ e poi la sempre rilassante fascia olivata per Assisi. Colazione alla mitica pasticceria Sensi (vale la pena una rampa di scale) e poi si comincia a fare sul serio. Salendo verso il Monte Subasio ci prendiamo un attimo per visitare l’Eremo delle Carceri e la grotta di San Francesco, un luogo che infonde pace e serenità come pochi altri. Continuiamo a salire. A un certo punto l’asfalto lascia il posto alla breccia e alla terra. Compare la neve e il vento gelido. La veduta è meravigliosa. Il cielo azzurro, in certi punti la nebbia sotto, Assisi in basso come non l’avevo mai vista, i cavalli, i prati imbiancati… Mettiamo guanti e antivento e scendiamo verso Collepino. Prima di arrivare al borgo ci apparecchiamo su un tavolo di legno a bordo strada con vista sul paese, che raggiungiamo subito dopo. Prendiamo un caffè presso un bar che sembra un pub di Londra, tappezzato di richiami al Rock, quello vero, quello che forse non esiste più e per cinque minuti mi perdo nei ricordi dei miei vent’anni. Ripartiamo. Scendiamo un po’ per i tornanti con difficoltà, irrigiditi dal freddo e dalla digestione. La dura salita verso Cupacci prima ci scalda, poi ci prova e ci sfinisce. Scendiamo ancora, stavolta su una vera e propria serpentina brecciata, fino alla Valtopina. A questo punto prendiamo un’altra salita, l’ultima. L’idea originale era quella di salire fino a Sasso di Pale, ma siamo abbastanza stanchi e non vogliamo esagerare, così a un certo punto deviamo direttamente verso Belfiore e ritorniamo a Spello per strade secondarie. Ancora una volta Grazie Umbria! Così vicina e così bella!
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February 17, 2026
"Pretty tired"...you. I already have an idea of the tour :-)
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Pedalare con lentezza went gravel riding.
December 21, 2025
Potentia Gravel
Giro rilassante, fatto in una giornata dal meteo malinconico, che mi ha ricordato i luoghi suggestivi di Radio Freccia. Ho pedalato quasi sempre con la bellissima colonna sonora del film in testa. Ciclovia del Potenza sempre meravigliosa.
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Pedalare con lentezza and Matteo went gravel riding.
December 19, 2025
Gravel dei Colli Ripani
Giretto corto ma discretamente impegnativo, portato a termine in una giornata di fine autunno nebbiosa e fangosa. Da Cupra Marittima. Salita a Ripatransone per Contrada Colle S. Andrea. Poi discesa sterrata di Contrada Ciapella, salita di Contrada S. Imero, sterrata di Colle del Giglio, salita a Carassai per la terribile Contrada Corneto e ritorno al mare per la strada bianca di Contrada Marezi.
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December 10, 2025
Il basso Chienti, tra colline, borghi, santuari e abbazie
Partenza fissata a Porto Sant’Elpidio, naturalmente presso il B&B Pedalare con lentezza. Ci dirigiamo verso Civitanova Marche, in prossimità del parcheggio dello stadio, a Nord della foce del fiume Chienti, dove inizia la pista ciclabile che costeggia il lungomare sud fino alla zona del porto. Qui ci si inoltra nel centro abitato per poi tornare a ridosso della spiaggia per tutto il lungomare nord, fino al limite settentrionale della città. Un piccolo tunnel ciclopedonale ci porta al di là della ferrovia adriatica. Prendiamo la Statale 16, che qui è sufficientemente larga da non risultare pericolosa. A Porto Potenza Picena ci infiliamo nella pista ciclabile che costeggia la SS16 lato monti e arriviamo al Parco dei laghetti. L’atmosfera è bella e rilassante. Pedaliamo sulla stradina sterrata costeggiando lo specchio d’acqua nel silenzio totale. Uno spiazzo ci consente di fare una foto che speriamo fissi per sempre quell’attimo di pace e serenità che la natura ci infonde. Usciamo dal parco dei laghetti. Finisce lo sterrato e inizia l’asfalto di Contrada Torrenova. Direzione Ovest, verso il primo santuario della giornata: San Girio. La strada è stretta, l’asfalto a volte sconnesso, il traffico quasi assente. Siamo in mezzo alla campagna. Notiamo gli ulivi, i campi coltivati, il profumo della terra appena smossa dai trattori. Arriviamo a San Girio per una salita brecciata corta ma decisa, con una pendenza vicina al 20%. Una foto al santuario e ripartiamo. Qualche centinaio di metri di discesa e subito a sinistra prendiamo la brecciata della Contrada Altavilla. Si tratta di una bella strada bianca, che passa in mezzo alla campagna nel silenzio totale. Siamo nella valle del fiume Potenza, sotto il crinale di Potenza Picena, che sembra osservarci dall’alto, aspettandoci al varco. Dopo un paio di chilometri di strada abbastanza pianeggiante giriamo a sinistra, per Contrada Carpineto. La strada ben presto inizia a salire decisa. Istintivamente cambiamo posizione in bici. Stare in punta di sella è necessario, visto che la pendenza cresce progressivamente fino al 22%. Gli ultimi tornanti sono sempre impegnativi, ma torna l’asfalto, che sicuramente ci rende l’ascesa meno terribile. Il centro storico di Potenza Picena è proprio sopra di noi. Vale di certo la pena una piccola deviazione per visitarlo. Andiamo in direzione Macerata per la Strada Provinciale Potentina, ma ben presto ci buttiamo in una discesa brecciata sulla sinistra, giù verso il Fosso Sant’Angelo. Il senso di libertà nel percorrere la discesa bianca tra le case è sorprendente. Lasciamo alle nostre spalle il colle di Potenza Picena e ben presto ci ritroviamo al fondo della valle. Inizia qui l’ascesa al crinale successivo, quello di Contrada Castelletta. Il tratto brecciato raggiunge la pendenza massima del 19%, regalandoci 600 metri di sofferenza pura. Una volta arrivati al crinale torniamo sull’asfalto. La pendenza diminuisce e, mentre ci riavviciniamo alla SP Potentina, possiamo apprezzare la vista sulle colline intorno a noi. A sinistra il Colle di Montelupone, verso cui siamo diretti. A destra la valle del Fosso Sant’Angelo, che abbiamo appena superato. La salita verso il borgo di Montelupone non è assolutamente impegnativa. Arrivati allo svalico, prima di proseguire, attraversiamo il bellissimo centro storico, magari con una sosta al bar nella Piazza del Comune. Lasciamo Montelupone osservandolo ancora una volta, mentre ci allontaniamo in direzione di Macerata. Si sale ancora, anche se dolcemente. Si gira a sinistra e ci si ritrova nella bellissima Contrada Montenovo. Le caratteristiche torrette poste all’ingresso di una villa, la strada che diventa piacevole da percorrere, piana o leggermente in discesa, la vista che si apre sulle colline coltivate fino ai Sibillini sullo sfondo sono il giusto premio per essere arrivati quassù. Torniamo in vista della vallata del Chienti e presto appare davanti a noi il bel borgo di Morrovalle, molto piacevole da visitare, prima di buttarci nella veloce discesa di Fonti Giannino. Siamo diretti verso il Convento dei Padri Passionisti, ma non ci lasciamo scappare l’occasione di percorrere un bellissimo e silenzioso sterrato sulla destra. Purtroppo a un certo punto lo sterrato finisce e ci ritroviamo sulla salita asfaltata, che ci porta a scollinare presso il Santuario Madonna della Quercia.. La discesa, che serpeggia tra le colline, è bella e riposante. Ci rilassiamo un po’ prima di ricominciare a salire verso Contrada Castellano, dove, in prossimità di un vecchio casale, prendiamo a sinistra per uno sterrato in mezzo ai campi dove sembra di essere fuori dal mondo. La discesetta che ci porta sulla strada asfaltata di Contrada Burella è molto sconnessa e richiede attenzione. Ci dirigiamo verso la famosa Abbazia di San Claudio al Chienti, che si staglia davanti a noi sulla sinistra. Dopo circa due chilometri e mezzo però prendiamo una strada bianca sulla destra. Costeggiamo la ferrovia e affrontiamo un paio di rampe, sempre su strada bianca. Superiamo una casa e la strada bianca diventa uno sterrato, che ci porta su un nuovo tratto di brecciata che sembra costeggiare la ferrovia indefinitamente. All’improvviso un piccolo tunnel appare sulla sinistra. Possiamo così oltrepassare la ferrovia e finalmente arrivare a San Claudio. Obbligatoria una sosta per goderci questo luogo meraviglioso. Ripartiamo pedalando sul lungo viale alberato che porta alla Strada provinciale 485 e ci dirigiamo verso Est, verso il mare. Qui la provinciale è pericolosa e occorre fare attenzione, finché la strada non si allarga e compare una bella ed invitante striscia di prato sulla destra, che andiamo prontamente a sfruttare con le nostre gomme da gravel. Presto lasciamo la provinciale per attraversare la Contrada Sarrocciano, su strada bianca, a poche centinaia di metri dal fiume Chienti. Arriviamo a Trodica dove imbocchiamo Via 29 Giugno, che ci porta alla località Selve. La strada fa parte della Via delle abbazie. L’asfalto è un po dissestato, ma ottimo per la gravel. Il traffico è scarso e tutto sommato pedalare qui è decisamente piacevole. Attraversiamo di nuovo la ferrovia per un piccolo passaggio a livello (la ferrovia è stata un’altra presenza costante in questo giro) e andiamo verso Montecosaro Scalo. Arriviamo alla Basilica della Santissima Annunziata, conosciuta anche come Santa Maria a Pié di Chienti, attraverso Via Abbadia, uno sterrato in prossimità del Parco fluviale. La Basilica è bellissima ed imponente ed invita a una sosta per ammirare il suo meraviglioso interno. La trafficata Strada Provinciale 8 ci porta in prossimità del centro abitato di Casette d’Ete, dove prendiamo la ciclabile brecciata che ci accompagna verso la molto più tranquilla Strada Santa Croce. Costeggiamo adesso non il Chienti, ma il suo “fratello minore”, l’Ete Morto, di cui ho già parlato in La valle dell’Ete Morto. La strada è dissestata e sporca, con il tipico “asfalto da gravel”. Ci fanno compagnia i vivai con i loro bei palmeti. Affrontiamo l’ultimo tratto brecciato e arriviamo in vista dell’ultimo luogo sacro della giornata: l’Abbazia di Santa Croce al Chienti. Il vecchio monastero è di solito chiuso al pubblico, se non per un paio di giorni al mese. Ciò che ci colpisce arrivando in bicicletta è l’assoluta pace e tranquillità della zona. Siamo lontani dal traffico e dal caos, completamente immersi nella serenità della campagna. L’antico edificio sembra goderne quanto noi. Ancora pochi chilometri di strada bianca e poi asfalto e torniamo a Civitanova Marche. Attraverso la pista ciclabile di Porto Sant’Elpidio arriviamo presso il punto di partenza. La vista del centro commerciale e del traffico della Statale 16 sicuramente provocherà la nostalgia dei bellissimi luoghi visitati oggi e la voglia di ripartire subito per una nuova avventura in bicicletta.
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Pedalare con lentezza went gravel riding.
December 7, 2025
Bombolone a San Ginesio inverso
Lunghetto discretamente impegnativo. Andata per il classico crinale S. Elpidio a Mare-Monte Urano-Rapagnano-Montegiorgio-M.V. Corrado-Falerone-S. Angelo in Pontano. Poi la bellissima e panoramica strada di Santa Maddalena. Sono sceso presso il fondovalle e ho affrontato la vera fatica della giornata, la salita delle Scalette, che, con le sue rampe al 20%, mi ha portato a San Ginesio e il desiderato bombolone presso il Bar Centrale. Ritorno per i saliscendi di Colmurano e Urbisaglia, poi Petriolo, La Macina, Monte Urano e discesa di Strada Calcinara. Tutto molto panoramico e soddisfacente, tanta fatica, zero pianura. Queste sono le Marche!
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Pedalare con lentezza went gravel riding.
November 9, 2025
Gravel francescano
Partenza da Valtopina con temperatura di appena 5 gradi. Il fondovalle è gelido. Presto affronto la salita verso Cupacci e il freddo diventa un ricordo. La strada bianca serpeggia nel bosco con una serie infinita di tornanti. Il silenzio regna sovrano. Si sale e poi si scende nella vallata, sempre su strade bianche o sterrate. Salgo a Collepino e scopro questo bellissimo borgo di cui ignoravo l'esistenza. Continuo ancora a salire verso il sentiero dei rifugi. Scendo con una stradina spettacolare a Spello, dove prendo la Fascia Olivata per arrivare a Assisi. Il tempo di un cappuccino e una rocciata e riparto. Prendo il Cammino francescano della Pace, che da Assisi porta a Gubbio. Arrrivo a Valfabbrica e poi prendo la Strada della Diga, godendomi il panorama sul Lago. Salgo a Casacastalda e oltre, per poi scendere ancora per strade bianche verso Nocera Umbra e la Vecchia Flaminia, con cui torno al punto di partenza. Giro meraviglioso nella migliore stagione dell'anno.
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November 13, 2025
Truly a beautiful tour, congratulations, after the Martani mountains I absolutely have to do this one 🤙
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March 30, 2026
Nice ride! on the tracks 😃 of Tiburzi, a local hero.
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