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러닝
포노보 디 타로에서 하이킹하며 파르마 구석 부분까지 살펴볼까요? 포노보 디 타로에 있는 모든 하이킹 및 워킹 경로 컬렉션 중 가장 멋진 하이킹 경로를 엄선하여 소개해드릴게요. 다른 하이커가 공유한 실제 팁과 사진을 살펴보고 후기를 읽으며 마음에 드는 포노보 디 타로 워킹 경로를 찾아보세요.
마지막 업데이트: 7월 1, 2026
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11.1km
01:16
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어려운 조깅. 우수한 체력 필요. 대부분 포장된 지면. 실력과 관계없이 누구나 갈 수 있음.
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11.2km
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보통 조깅. 좋은 체력 필요. 대부분 포장된 지면. 실력과 관계없이 누구나 갈 수 있음.

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12.1km
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보통 조깅. 좋은 체력 필요. 대부분 포장된 지면. 실력과 관계없이 누구나 갈 수 있음.
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달리기 하는 사람
14.5km
01:31
130m
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보통 조깅. 좋은 체력 필요. 대부분 포장된 지면. 실력과 관계없이 누구나 갈 수 있음.
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22.7km
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130m
130m
어려운 조깅. 우수한 체력 필요. 대부분 포장된 지면. 실력과 관계없이 누구나 갈 수 있음.
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포르노보 디 타로는 파르마현에 있는 약 6,000명의 주민이 거주하는 코무네로, 발 타로의 출구와 시사 국도의 시작점에 전략적으로 위치해 있습니다. 포 강 유역과 아펜니노 산맥 사이의 중요한 교차로이며, 비아 프랑치게나의 중요한 경유지이자 1495년 샤를 8세의 군대와 이탈리아 동맹군 간의 역사적인 전투로 유명합니다.
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파르마(Parma) 현에 위치한 Ponte di Fornovo di Taro는 타로 강(Taro River)을 가로지르는 역사적이고 중요한 기반 시설로, 지방 도로 35번(Strada Provinciale 35)을 따라 이어집니다. 현재 이 다리에는 보행자와 자전거 이용자의 안전을 보장하기 위한 현대적인 측면 자전거-보행자 도로가 마련되어 있습니다. 이 다리는 20세기 초(정확히는 1905년)에 대중에게 개방되었습니다. 1982년 11월의 특별한 홍수 기간 동안 구조물의 일부가 갑자기 무너져 내려, 기적적으로 허공에 매달린 트럭(Magirus Deutz)으로 인해 유명해졌습니다. 도로 시설물의 상류 쪽에 530미터에 달하는 별도의 안전한 자전거-보행자 도로가 건설되었습니다.
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La corte di Giarola è una corte rurale medievale dotata di chiesa interna, situata nell'omonima località presso Pontescodogna, frazione di Collecchio, in provincia di Parma; costituisce la sede dell'Ente di Gestione per i Parchi e la Biodiversità Emilia Occidentale, del museo del pomodoro, del museo della pasta, del Teatro alla Corte, del centro visite "Sotto il segno dell'acqua", di due sale convegni e di un ristorante.[1][2] È il punto di partenza per semplici camminate nel Parco del Taro. STORIA: La corte fu costruita originariamente tra l'VIII e il IX secolo per volere della casata di Ingo, nobile franco; l'edificio nacque quale presidio fortificato a controllo del vicino guado di un ramo della via Francigena attraverso il fiume Taro; a causa della sua prossimità al corso d'acqua, la località era conosciuta col nome di Glarola, forse di origine latina, in riferimento alla grande quantità di ghiaia depositata sulle sponde. La più antica testimonianza della sua esistenza risale al 1034, quando Glariola fu citata in un rogito di compravendita di terreni da parte di Alberto Prete a Giovanni di Viarolo. I discendenti di Ingo, feudatari della zona,nel 1045 donarono il castrum con la sua cappella romanica alla badessa Imila del monastero di San Paolo di Parma. L'anno seguente il vescovo Cadalo cedette alcune terre in castro clariolae alle monache. Nei decenni seguenti le religiose trasformarono la struttura in una corte agricola indipendente,[4][5] protetta da mura e dotata di abitazioni, stalle, caseificio e mulino alimentato dalle acque del canale Naviglio; le boscose e paludose terre circostanti furono bonificate e coltivate. Nel 1187 il papa Gregorio VIII emanò una bolla confermando alla badessa di San Paolo i diritti sull'Ecclesiam Sancti Nicomedi de Glarola, oltre a numerose altre del Parmense. A difesa dell'edificio e del guado il vescovo di Parma fece inoltre erigere una torre difensiva, che si aggiunse ai vicini castelli di Collecchio, Segalara, Madregolo e Carona. Nel 1308 i Rossi e i Lupi, dopo la loro cacciata da Parma, presero possesso della struttura fortificata di Giarola, che pochi mesi dopo fu contrattaccata dalle truppe di Giberto III da Correggio e distrutta al termine di un aspro combattimento; sopravvissero solo la corte agricola e la cappella. Nel 1440 ogni residua struttura fortificata fu completamente demolita o trasformata in abitazioni. Nel 1451 la corte ospitò durante il suo viaggio il duca di Milano Francesco Sforza,mentre nel 1495 vi si accamparono, in vista della battaglia di Fornovo, le truppe di Ludovico il Moro. Secondo il Catasto farnesiano del 1562, la corte, dipendente dalla magistratura di Parma e abitata da 110 persone, gestiva un territorio di 1140 biolche parmigiane, corrispondenti a circa 342 ettari, appartenenti in gran parte al monastero di San Paolo; le coltivazioni si estendevano in particolare nella pianura occidentale, in quanto all'epoca il fiume Taro scorreva molto più a ovest. Nel 1760 la chiesa romanica fu modificata in stile neoclassico. Dopo la conquista napoleonica del ducato di Parma e Piacenza, la corte rimase per alcuni anni soggetta direttamente al Comune (o mairie) di Parma, ma nel 1806 fu aggregata a quello di Collecchio. In seguito alla soppressione degli ordini religiosi che colpì anche le benedettine del monastero di San Paolo, nel 1811 la tenuta fu confiscata dal governo francese e affittata a imprenditori agricoli, primi tra tutti i conti Camillo e Alessandro Zileri. Gli abitanti della struttura raggiunsero la quota di 312 nel 1855, per calare un po' alla volta nei decenni seguenti. Le terre furono lottizzate e alienate a privati, mentre la corte fu acquistata alla fine del XIX secolo dalla famiglia Montagna, che dedicò parte dei terreni circostanti alla coltivazione di pomodori e costruì in adiacenza una fabbrica di conserva e un moderno caseificio con annesso allevamento di suini, affittati a conduttori esterni. Durante la seconda guerra mondiale, il 17 aprile 1945 la corte fu colpita dai bombardamenti alleati, che causarono la morte di nove persone[14] e il parziale crollo della chiesa di San Nicomede, di cui rimasero in piedi soltanto alcune porzioni delle murature esterne; il luogo di culto fu ricostruito nel 1950 nelle originarie forme romaniche. La fabbrica conserviera fu alienata nel 1957 all'imprenditore Ercole Azzali; pochi anni dopo fu però chiusa, mentre il caseificio sopravvisse ancora per qualche tempo. Dopo la cessazione dell'attività, il degrado aumentò, finché nel 1998 la corte e le strutture annesse furono acquistate dall'Ente Parco Fluviale Regionale del Taro, poi Ente di Gestione per i Parchi e la Biodiversità Emilia Occidentale, che ne avviò i lavori di ristrutturazione, adibendo parte dell'edificio a propria sede; nell'ala est furono inoltre ricavati un percorso espositivo e una sala auditorium. Nel 2005 fu recuperata la casa colonica esterna, destinata a Laboratorio storico. Nel 2006, su finanziamento della Regione Emilia-Romagna, del Comune di Collecchio e della Fondazione Cariparma, l'ala sud, originariamente adibita a legnaia e deposito, fu trasformata in sala teatrale; il Teatro alla Corte fu inaugurato nel settembre del 2007; nello stesso anno furono avviati i lavori di sistemazione dell'ala ovest, ove all'interno delle antiche stalle trovò spazio nel 2010 il Museo del pomodoro. Nel 2013 il cantiere dell'ala ovest fu completato recuperando anche l'antico pastificio e il mulino; l'anno seguente gli ambienti divennero la sede del Museo della pasta. Nel 2014 fu inoltre ricostruito il tetto della chiesa di San Nicomede,sede parrocchiale a servizio della frazione di Pontescodogna. Nel 2019 fu ristrutturato l'antico caseificio posto nell'ala nord ovest, al cui interno nel novembre dello stesso anno fu inaugurato l'Agrilab Giarola, un laboratorio di cucina per promuovere la biodiversità agroalimentare, i prodotti del territorio e la loro stagionalità. FONTE ed altre b notizie: https://it.wikipedia.org/wiki/Corte_di_Giarola
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The hamlet of Caselle from the municipality of Fornovo di Taro is 2.3 km long, has a difference in altitude of 167 meters and an average gradient of 7.2%. The highest point is 329 meters above sea level.
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From behind the courtyard you enter the Taro Park towards the canals and the butterfly path
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Oratory near the church of San Giovanni Battista
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