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Situazione Gravel

Una pagina italiana attiva dal 2015, dedicata alle BICI DA GRAVEL, dove condividere una passione! Perche la situazione si fa sempre più gravel! #gravel
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went mountain biking.

January 25, 2026

[gravel/mtb] Loop Valcava classico

Anello gravel con sviluppo complessivo di 𝗱𝗶𝘀𝘁𝗮𝗻𝘇𝗮 𝗰𝗶𝗿𝗰𝗮 𝟯𝟲,𝟴 𝗸𝗺 e 𝗱𝗶𝘀𝗹𝗶𝘃𝗲𝗹𝗹𝗼 𝗽𝗼𝘀𝗶𝘁𝗶𝘃𝗼 𝗰𝗶𝗿𝗰𝗮 +𝟭.𝟯𝟬𝟬 𝗺, impostato come salita lunga fino alla zona del 𝗣𝗲𝗿𝘁𝘂𝘀 e rientro in discesa su strada. La traccia parte e rientra a quote basse, poi concentra la gran parte della salita nella prima metà del giro, raggiungendo una quota massima intorno a 1.340 m. L’andamento è regolare, con pendenza media della salita principale attorno al 5–6 per cento, ma con tratti più ripidi, di qualche centinaio di metri, A causa dei tratti ripidi conviene gestire ritmo e rapporti senza forzare nella prima parte. La salita è principalmente su asfalto e passa dalla frazione 𝗥𝗼𝘀𝘀𝗶𝗻𝗼, scelta funzionale soprattutto in inverno, perché riduce l’incognita di fondo e trazione rispetto a una salita lunga su sterrato. Lo sterrato è concentrato nel tratto che parte dalla frazione 𝗕𝗼𝗰𝗰𝗶𝗼, per il resto il giro resta su viabilità ordinaria, con rientro in discesa su strada normale. Questa struttura rende il percorso coerente sia per gravel sia per MTB cross-country, con l’avvertenza che su gravel la guidabilità in salita dipende molto dalle condizioni stagionali: con neve alta o fondo bagnato e sporco l’unico tratto sterrato può diventare il punto critico, mentre l’asfalto della salita principale resta in genere più prevedibile. In discesa la difficoltà è più legata alla velocità e alle condizioni del manto stradale che a passaggi tecnici, quindi serve margine su traiettorie e frenata, in particolare con freddo, sale o ghiaccio nei punti in ombra. Una lunga parte della discesa ha pendenze intorno al 16%. Come set-up pratico, su gravel funzionano coperture con sezione e tassellatura compatibili con asfalto sporco e brevi tratti non asfaltati, privilegiando stabilità e frenata rispetto alla scorrevolezza pura, mentre su MTB il giro risulta più permissivo ma comunque impegnativo per dislivello e continuità della salita. In sintesi è un anello lungo e lineare, quasi tutto asfaltato con un solo tratto sterrato significativo, adatto a chi è abituato a gestire una salita di oltre 1.100 m di dislivello e un rientro veloce su strada. Le condizioni migliori sono asciutto e temperature non estreme, oppure inverno con neve assente o molto compattata e strade pulite, evitando giornate con neve fresca o a rischio di ghiaccio.

05:18

36.9km

6.9km/h

1,310m

1,310m

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went mountain biking.

December 29, 2025

Il percorso si sviluppa in ambiente collinare tra 𝐏𝐢𝐚𝐧𝐚𝐯𝐢𝐚 e le valli interne, con possibilità equivalente di partenza anche da 𝐃𝐨𝐥𝐜𝐞𝐝𝐨 in base alla logistica scelta. La traccia è costruita in larga parte su fondo sterrato e rappresenta un esempio tipico di itinerario gravel dell’entroterra ligure. L’andamento è caratterizzato da numerose salite brevi ma frequenti, spesso con pendenze marcate, che richiedono continuità di spinta e una gestione attenta dello sforzo piuttosto che picchi isolati. La progressione altimetrica alterna tratti di salita e brevi discese senza lunghi segmenti pianeggianti, con un ritmo complessivo frammentato. Questo rende il percorso fisicamente impegnativo non per la presenza di singole ascese lunghe, ma per la loro ripetizione. Le discese non presentano passaggi tecnici veri e propri, ma possono risultare lente o scivolose in funzione delle condizioni del fondo. Dal punto di vista ambientale, il tracciato attraversa zone caratterizzate da uliveti e castagneti, che costituiscono l’elemento dominante del paesaggio. La 𝐕𝐚𝐥𝐥𝐞 𝐏𝐫𝐢𝐧𝐨 tende a essere più asciutta, con sterrati generalmente compatti e una buona scorrevolezza anche dopo piogge moderate. La 𝐕𝐚𝐥𝐥𝐞 𝐈𝐦𝐩𝐞𝐫𝐨 risulta invece più chiusa e ombreggiata, con maggiore umidità residua e temperature mediamente più basse, soprattutto nei mesi invernali. Questo influisce direttamente sulla qualità del fondo, che può restare umido o fangoso più a lungo. Il fondo è prevalentemente sterrato, con tratti di ghiaia e di terra battuta, collegati da secondari collegamenti asfaltati. È consigliabile una bici gravel con copertura di sezione adeguata e tassellatura moderata, in grado di garantire trazione sulle salite ripide e stabilità sui tratti umidi. La presenza limitata di centri abitati lungo il percorso rende opportuno gestire in autonomia acqua e rifornimenti, soprattutto nelle stagioni più calde. Nel complesso, il percorso è adatto a ciclisti con una discreta esperienza su sterrato, abituati a gestire salite ripetute e variazioni continue di fondo. Risulta praticabile tutto l’anno, con condizioni generalmente migliori in primavera e autunno, quando l’umidità è contenuta e le temperature restano favorevoli.

25:36

63.9km

2.5km/h

1,740m

1,740m

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went gravel riding.

December 14, 2025

Il nome è tutto un programma: la 𝐓𝐫𝐚𝐜𝐜𝐢𝐚 𝐈𝐧𝐚𝐝𝐚𝐭𝐭𝐚! Il nome è tutto un programma e vi spiego subito il perché: questo non è il classico giro gravel "pettinato", ma un'avventura bipolare che vi farà domandare prima "ma perché non ho preso la bici da corsa?" e poco dopo "ma dove ho lasciato la mountain bike?!". Si parte dalla zona di 𝐋𝐢𝐬𝐬𝐨𝐧𝐞 e 𝐌𝐨𝐧𝐳𝐚 e, ve lo dico subito, l'inizio è un inganno: i primi chilometri scorrono via veloci su un 𝐚𝐬𝐟𝐚𝐥𝐭𝐨 che sembra infinito. Qui la tentazione di spingere è forte, ma tenetevi le gambe perché è solo il riscaldamento. Appena arrivate dalle parti di 𝐀𝐥𝐛𝐢𝐚𝐭𝐞, lo scenario cambia drasticamente. Dimenticate il bitume e preparatevi a sporcarvi, perché si entra nel regno dello 𝐬𝐭𝐞𝐫𝐫𝐚𝐭𝐨 vero, nel cuore della 𝐕𝐚𝐥𝐥𝐞 𝐝𝐞𝐥 𝐋𝐚𝐦𝐛𝐫𝐨. Il percorso si infila nei boschi diventando un parco giochi naturale: troverete 𝐬𝐞𝐧𝐭𝐢𝐞𝐫𝐢 stretti, radici e passaggi tecnici che con una gravel classica sono una bella sfida di equilibrio. Risalendo verso nord, toccherete zone suggestive come 𝐂𝐚𝐫𝐚𝐭𝐞 𝐁𝐫𝐢𝐚𝐧𝐳𝐚 e 𝐀𝐠𝐥𝐢𝐚𝐭𝐞 (buttate un occhio alla Basilica, merita!), fino ad arrivare ai boschi tra 𝐁𝐫𝐢𝐨𝐬𝐜𝐨 e 𝐈𝐧𝐯𝐞𝐫𝐢𝐠𝐨. Qui il 𝐝𝐢𝐬𝐥𝐢𝐯𝐞𝐥𝐥𝐨 si fa sentire con strappi brevi ma intensi, portando il conto finale a circa 𝟒𝟎𝟎-𝟓𝟎𝟎 𝐦𝐞𝐭𝐫𝐢 positivi su un totale di una cinquantina di chilometri. Il bello arriva, come al solito, dalle parti del parco del Curone. 𝐏𝐮𝐧𝐭𝐢 𝐝𝐢 𝐈𝐧𝐭𝐞𝐫𝐞𝐬𝐬𝐞 da non perdere sono sicuramente i vecchi mulini e le fabbriche recuperate che spuntano tra gli alberi lungo il fiume, fantasmi del passato industriale brianzolo. Ecco alcuni 𝐂𝐨𝐧𝐬𝐢𝐠𝐥𝐢 𝐝𝐚 𝐚𝐦𝐢𝐜𝐨 per godervela al meglio. 𝐁𝐢𝐜𝐢: se avete una gravel, montate le gomme più larghe che potete (almeno 40mm, meglio 45mm), mentre se venite in MTB vi annoierete all'inizio ma godrete dopo. 𝐅𝐨𝐧𝐝𝐨: occhio al fango! Se ha piovuto, quel "inadatta" del titolo diventa "impossibile" su certi strappi, quindi molto meglio con il 𝐭𝐞𝐫𝐫𝐞𝐧𝐨 𝐚𝐬𝐜𝐢𝐮𝐭𝐭𝐨. 𝐕𝐢𝐯𝐞𝐫𝐢: portatevi acqua e qualche barretta, perché nel bosco i chilometri sembrano doppi. In sostanza, la 𝐓𝐫𝐚𝐜𝐜𝐢𝐚 𝐈𝐧𝐚𝐝𝐚𝐭𝐭𝐚 è il giro perfetto per chi non cerca la perfezione ma il divertimento grezzo e vuole testare i propri limiti di guida (e di pazienza). Buona pedalata!

05:56

68.6km

11.6km/h

820m

820m

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January 3, 2026

You fucking cow!

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December 7, 2025

Questa è la traccia 2025 della gran classica della Brianza Gravel. SOno ben 9 anni che viene fatta, sempre con lo spirito corsaro del primo anno. Una traccia abbastanza dura, quasi interamente su sterrati e boschi, ma davvero bella. Resa migliore se fatta a dicembre, altrimenti è troppo facile.

08:27

121km

14.4km/h

960m

960m

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and others went gravel riding.

November 16, 2025

04:20

77.7km

17.9km/h

790m

810m

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went gravel riding.

October 5, 2025

Il percorso inizia dentro il grande polmone verde del Parco di Monza — un avvio che permette di lasciarsi subito alle spalle il traffico urbano e di entrare nella campagna brianzola. La traccia poi si dirige verso la Brianza interna e si inoltra su colline che raggiungono punte intorno ai 500 m, offrendo continui saliscendi che spezzano il ritmo e amplificano il carattere “gravel” dell’anello. La natura dell’itinerario è tipica di un’uscita gravel che alterna tratti di strade secondarie asfaltate a lunghi tratti sterrati e carrarecce forestali; aspettati anche qualche breve singletrack e fondi più sconnessi nelle zone boscose in salita e discesa. Le salite non sono lunghe, ma possono essere ripide in alcuni tratti e le discese, soprattutto se bagnate, richiedono attenzione per radici e sassi nascosti. 𝐏𝐮𝐧𝐭𝐢 𝐝𝐢 𝐈𝐧𝐭𝐞𝐫𝐞𝐬𝐬𝐞: L’avvio nel Parco di Monza è già di per sé un punto d’interesse; procedendo verso l’interno troverai boschi misti dove in autunno abbondano i castagneti — la Brianza è nota per i suoi boschi e per le tradizioni di raccolta delle castagne nelle zone collinari. L’anello tocca più elevazioni e punti panoramici naturali dalle quali, nelle giornate limpide, si gode della vista sulla pianura e sulle catene collinari circostanti. Considera una durata approssimativa di mezza giornata piena fino a intera giornata a seconda del passo e delle soste fotografiche/di raccolta; parti presto per sfruttare il fondo più asciutto del mattino e per trovare parcheggio comodo vicino al Parco di Monza. Evita i giorni immediatamente dopo piogge intense se non vuoi affrontare fondi pesanti e fangosi.

06:37

69.3km

10.5km/h

800m

800m

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October 7, 2025

The route begins within the vast green lung of Monza Park—a start that allows you to immediately leave the city traffic behind and enter the Brianza countryside.



The trail then heads toward the Brianza hinterland and winds through hills that reach peaks of around 500 meters, offering continuous ups and

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and planned a gravel ride.

September 23, 2025

06:38

88.9km

13.4km/h

2,210m

2,210m

Map data © OpenStreetMap contributors
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January 23, 2025

Hi, but vasia - is Villatalla a dirt road?

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went gravel riding.

September 7, 2025

Il percorso parte e termina alla stazione di Lecco, seguendo un anello che unisce tre valli diverse in un itinerario vario e panoramico. La prima parte è subito impegnativa: la lunga salita verso Morterone si sviluppa quasi interamente all’ombra, regolare e mai estrema, ideale per trovare il ritmo giusto e godersi la frescura del bosco. Morterone è il comune più piccolo d’Italia, dove una sosta alla locanda I Cacciatori è quasi d’obbligo per un panino da portare con sé. Proseguendo si affronta la salita fino al Passo del Palio, punto più alto della prima parte del giro, da cui la vista abbraccia sia la valle di Morterone che la valle Imagna. La salita alla Costa del Palio è una rampa sterrata non lunga ma con tratti ripidi. Siccome la salita grossa finisce li è l'ideale per mangiarsi il panino preso a Morterone. Da qui si scende nella Valle Imagna, ricca di sorprese: il percorso intercetta a metà valle la splendida ciclabile realizzata lungo la vecchia condotta forzata della centrale idroelettrica, un tracciato unico scavato nella roccia e costellato di cascate che cadono letteralmente sopra o accaldo al sentiero. Il passaggio sul Ponte Chitò è probabilmente il tratto più scenografico. Prima di scendere però si passa da Fuipiano, il “tetto” della Valle Imagna, e poi segue in parte la SP18, alternata a tagli più tranquilli, fino a rientrare sulla ciclopedonale della valle. Scendendo verso il fondovalle si evita il più possibile la viabilità principale, entrando nei campi e passando accanto alla chiesa di San Giorgio in Lemine ad Almenno San Bartolomeo, gioiello romanico interamente affrescato e visitabile da ottobre 2024. Da qui si rientra verso l’Adda e si segue la ciclabile dell’Adda fino a chiudere l’anello di nuovo a Lecco. Il giro misura circa 95 km per 1500 m di dislivello positivo, un impegno significativo che richiede buona preparazione fisica. Il fondo alterna asfalto, tratti di sterrato compatto, brevi rampe tecniche e passaggi ciclabili, rendendo il percorso vario ma non sempre scorrevole. Per quanto mi riguarda ideale per una gravel tutto fare! In sintesi, un itinerario completo e affascinante, che unisce la bellezza aspra dei monti lecchesi, la freschezza della Valle Imagna e il ritorno dolce lungo l’Adda.

09:34

92.0km

9.6km/h

1,580m

1,580m

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September 9, 2025

The route begins and ends at Lecco station, following a loop that connects three different valleys in a varied and scenic itinerary. The first section is immediately challenging: the long climb to Morterone is almost entirely in the shade, steady and never extreme, ideal for finding the right pace and

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went mountain biking.

August 25, 2025

Il giro parte da 𝐅𝐢𝐧𝐚𝐥𝐛𝐨𝐫𝐠𝐨 e misura circa 𝟑𝟎 𝐤𝐦 con un dislivello positivo di circa 𝟓𝟎𝟎 𝐦, quindi alla portata di molti ma comunque allenante per la lunghezza e i tratti tecnici. La salita iniziale è breve e ripida, scelta per guadagnare rapidamente l’altopiano delle 𝐌𝐚𝐧𝐢𝐞, porta d’accesso a una rete di sentieri tra i più famosi del Finalese. Da qui si scorre su singletrack veloci e taboga già noti dal tracciato della 𝟐𝟒𝐡 𝐝𝐢 𝐅𝐢𝐧𝐚𝐥𝐞, evitando però le discese più estreme per mantenere il giro divertente senza essere proibitivo per chi è meno esperto. Il fondo alterna sterrati compatti, qualche tratto di asfalto di collegamento e sezioni tecniche con pietre e gradoni, soprattutto nella discesa di 𝐕𝐚𝐥 𝐏𝐨𝐧𝐜𝐢 e sul sentiero dei 𝐏𝐨𝐧𝐭𝐢 𝐑𝐨𝐦𝐚𝐧𝐢, dove si pedala tra i resti della via antica 𝐈𝐮𝐥𝐢𝐚 𝐀𝐮𝐠𝐮𝐬𝐭𝐚. L’ambiente cambia continuamente: macchia mediterranea con pini e ginestre, panorami improvvisi sul mare fino a lambire 𝐂𝐚𝐩𝐨 𝐍𝐨𝐥𝐢, e testimonianze storiche come il borgo medievale di Finalborgo o il sito paleolitico dell’𝐀𝐫𝐦𝐚 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐞 𝐌𝐚𝐧𝐢𝐞! Dal punto di vista tecnico la salita è accessibile e scorrevole, mentre le discese richiedono un po’ di attenzione: meglio una bici 𝐭𝐫𝐚𝐢𝐥 o 𝐟𝐮𝐥𝐥 di media escursione (120mm), che renda più sicuri i passaggi sulle pietraie. Non ci sono molte fonti lungo il percorso, conviene quindi partire già riforniti. In sintesi, un giro che racchiude il meglio del Finalese senza eccessi: salite brevi, discese flow e tanta varietà di paesaggi. 𝐏𝐞𝐫𝐟𝐞𝐭𝐭𝐨 𝐩𝐞𝐫 𝐫𝐢𝐝𝐞𝐫 𝐝𝐢 𝐥𝐢𝐯𝐞𝐥𝐥𝐨 𝐢𝐧𝐭𝐞𝐫𝐦𝐞𝐝𝐢𝐨, da affrontare preferibilmente con fondo asciutto per godersi al meglio i sentieri.

05:13

30.3km

5.8km/h

520m

500m

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August 25, 2025

The tour starts from 𝐅𝐢𝐧𝐚𝐥𝐛𝐨𝐫𝐠𝐨 and is about 30 meters long with a positive elevation gain of about 500 meters, making it accessible to many but still a good workout due to its length and technical sections. The initial climb is short and steep, chosen to quickly reach the 𝐌𝐚𝐧𝐢𝐞 plateau

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went mountain biking.

August 23, 2025

Il giro prende avvio dalla stazione di 𝐅𝐢𝐧𝐚𝐥𝐞 𝐋𝐢𝐠𝐮𝐫𝐞, attaccando subito la salita asfaltata verso l’altopiano delle Manie. È la classica ascesa regolare e costante, perfetta per scaldare le gambe e guadagnare quota senza strappi. Questo tratto coincide con il celebre tracciato della 𝟐𝟒𝐡 𝐝𝐢 𝐅𝐢𝐧𝐚𝐥𝐞, sebbene con una variazione: è stato eliminato un segmento di vecchia mulattiera, ormai impraticabile e invaso da pietre. Raggiunta la quota dell’altopiano si entra nel cuore del percorso storico della gara: singletrack scorrevoli, sterrati compatti e sezioni tecniche su roccia, tipiche dell’entroterra ligure. L’ambiente è quello caratteristico dei boschi sopra Finale, interrotto da brevi aperture panoramiche che regalano scorci di mare. Il fondo alterna tratti veloci e fluidi a passaggi più nervosi, con punte di tecnicità in sezioni come il 𝐓𝐨𝐛𝐨𝐠𝐚, che conserva l’anima di flow trail naturale fatto di curve in sequenza. Le discese richiedono padronanza della bici: non ci sono passaggi estremi, ma il terreno smosso e le rocce affioranti possono sorprendere. L’acqua lungo il tracciato si trova solo in due punti: dal campeggio e dal bar a fine toboga. La chiusura dell’anello è affidata alla 𝐦𝐮𝐥𝐚𝐭𝐭𝐢𝐞𝐫𝐚 𝐋𝐚 𝐁𝐫𝐢𝐠𝐚, una lunga discesa sassosa e ripida che riporta quasi fino al centro di Finale. Antico sentiero di collegamento, oggi rappresenta un finale divertente e tecnico, ideale per scaricare le energie residue. In totale il percorso misura circa 30 km con un dislivello positivo di 500 mt: numeri accessibili a chi ha un minimo di gamba e dimestichezza con i fondi naturali. È un giro completo e appagante, consigliato a biker di livello intermedio ed esperto, da affrontare preferibilmente con terreno asciutto per esaltarne al meglio il flow e la guidabilità. 𝗨𝗻𝗮 𝗽𝗿𝗲𝗰𝗶𝘀𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗱𝗼𝘃𝗲𝗿𝗼𝘀𝗮: siamo scesi dalla Briga destra inizialmente e poi per un tratto di quella sinistra. Una parte del percorso sasrebbe vietata alle bici (ci sono i cartelli). Bisognerebbe scendere accompagnando la bici, ed i residenti della zona se vi vedono sono ben felici di "ricordarvelo". Sappiatelo (https://www.finaleoutdoor.com/it/trails-walls/briga-sinistra)

02:21

25.4km

10.8km/h

550m

550m

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August 24, 2025

The tour starts from the 𝐅𝐢𝐧𝐚𝐥𝐞 𝐋𝐢𝐠𝐮𝐫𝐞 station, immediately attacking the paved climb towards the Manie plateau. It's the classic, smooth and steady climb, perfect for warming up the legs and gaining altitude without any sudden changes. This section coincides with the famous route of the

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