About Alessio Luraschi
520 km
127:31 h
Recent Activity
Alessio Luraschi and matteo mattioli went for a hike.
September 28, 2025
Partenza al mattino dalla Contrada Tegge, con i prati e i larici coperti da una leggera neve di settembre. Il sentiero sale lungo la Val Tartano, seguendo il corso del torrente tra boschi e pascoli, fino a raggiungere le Baite di Porcile. Da qui il percorso prosegue verso i Laghi di Porcile, tre specchi d’acqua incastonati tra prati e rocce. Si sale quindi al Passo di Porcile (2284 m). Qui ci si trova tra il Monte Valenghino a sud-ovest e il Monte Cadelle a nord-est. Verso sud-est si apre la vista sulla Val Brembana, con le cime del Monte Toro, Corno Stella, Montebello, Monte Chierico e Monte Valgussera, e più in lontananza il Pizzo del Becco e il Pizzo Farno. Guardando a nord-ovest si osserva la Val Tartano, con la Cima del Desenigo, la Punta Bonazzola e, dietro, il Pizzo Ligoncio, mentre sulla destra spiccano il Pizzo Badile e il Pizzo Cengalo. Dal Passo di Porcile il sentiero prosegue verso il Passo di Lemma (2137 m). Qui la visuale verso nord-est comprende la Cima di Lemma e il Pizzo Scala, mentre verso sud si distinguono chiaramente il Monte Pegherolo e il Monte Cavallo, insieme alle altre cime della Val Brembana. Durante il rientro verso la Contrada Tegge, il percorso attraversa pascoli e tratti boscosi fino al Rifugio Il Pirata, dove è possibile fermarsi per un pasto caldo o una bevanda prima di completare l’escursione. Il sentiero, ben segnalato e percorribile anche con un leggero strato di neve, offre una panoramica completa dell’alta Val Tartano e della Val Brembana, tra laghi, baite alpine e ampi panorami sulle principali cime circostanti.
03:31
12.0km
3.4km/h
910m
910m
Alessio Luraschi went for a hike.
September 7, 2025
Partenza a mezzogiorno da San Nazzaro Val Cavargna, in una giornata limpida di inizio settembre. Il sentiero sale inizialmente attraverso il bosco, con pendenza regolare e terreno ben segnato. Usciti dal bosco, il percorso prosegue su una strada a tratti sterrata e si attraversano alcune baite in località Tecchio. Proseguendo, si raggiungono i prati dell’Alpe Piazza, dove i pascoli sono alti e già ingialliti dall’inizio dell’autunno. Nell’alpeggio si incontrano asini, mucche e pecore al pascolo, liberi sui prati e accompagnati dal suono dei campanacci. Dal pianoro dell’alpe, il percorso sale verso la cima, attraversando le trincee della Linea Cadorna. La salita diventa più impegnativa e il sentiero è a tratti poco segnato, richiedendo attenzione soprattutto in prossimità della cresta. Poco sotto la vetta si incontra una mandria di capre che scende di corsa al richiamo del pastore. L’ultimo tratto porta alla cima del Pizzo di Gino (2245 m), su terreno alternato di roccia e prato. Dopo la vetta, la discesa inizia dall’altro versante del Pizzo di Gino, su un sentiero ripido e roccioso, con alcuni tratti a strapiombo dove è necessario prestare attenzione. Si prosegue verso la Cima Pianchetta, e da lì si scende su terreno prevalentemente pratoso verso il Rifugio Croce di Campo. L’ultimo tratto della discesa si svolge al tramonto, con i prati dorati e le ombre lunghe che scendono nella valle. Arrivo a San Nazzaro in serata. L’escursione, di circa 5–6 ore complessive, è di media difficoltà, con tratti poco segnati e alcuni passaggi più esposti o ripidi, ma offre panorami completi sulla Val Cavargna, il Lago di Como e le montagne circostanti, oltre a contatto diretto con la vita d’alpeggio e i paesaggi aperti tipici della stagione.
03:54
18.4km
4.7km/h
1,280m
1,280m
Alessio Luraschi went for a hike.
August 31, 2025
Partenza nel tardo pomeriggio, intorno alle 16, dal parcheggio di Breglia, sopra Menaggio. Prima di imboccare in auto la Via ai Monti di Breglia è necessario fermarsi al parchimetro all’inizio della strada e pagare 3 euro per il ticket giornaliero, obbligatorio per poter proseguire con il mezzo fino al parcheggio più in alto. Dal parcheggio si imbocca il sentiero che sale nel bosco, inizialmente con una pendenza costante ma mai troppo ripida. Il percorso è ben segnalato e attraversa una fitta vegetazione di faggi e castagni, offrendo qualche scorcio sul Lago di Como tra gli alberi. Dopo circa 45 minuti si esce dal bosco e si raggiunge il Rifugio Menaggio (1380 m), punto panoramico con un’ampia vista sul lago e sulle Grigne. Qui è possibile fare una breve pausa per rifornirsi d’acqua e riposare prima di affrontare la salita finale. Dal rifugio si prosegue verso la base della Ferrata del Centenario, il percorso attrezzato che conduce fino alla vetta del Monte Grona (1736 m). Prima di iniziare è indispensabile indossare l’attrezzatura completa: kit da ferrata, imbrago, dissipatore e caschetto. La ferrata è classificata di media difficoltà (D nella scala italiana), con tratti verticali e passaggi esposti, ma sempre ben attrezzata con cavo d’acciaio e staffe. Richiede una buona forma fisica e assenza di vertigini. La salita in ferrata è durata circa tre ore, svolta in gran parte durante il tramonto. Man mano che si guadagna quota, il sole scende dietro le cime delle Grigne e il lago si colora di riflessi dorati. Alle 21 si raggiunge la cima del Monte Grona, ormai con il buio. È importante sottolineare che questa esperienza, seppur indimenticabile, non è da ripetere: partire tardi significa correre il rischio di terminare la ferrata al buio, con margini di sicurezza ridotti. È fondamentale valutare bene i tempi di salita e discesa prima di intraprendere l’escursione. Dalla vetta, la vista notturna è spettacolare: il Lago di Como brilla sotto le stelle, punteggiato dalle luci dei paesi di Menaggio, Bellagio e Varenna. Le montagne attorno emergono come sagome scure contro il cielo limpido. La discesa è iniziata al buio, sotto un cielo stellato incredibile, con la Via Lattea ben visibile e un sottile falcetto di luna che illuminava debolmente le creste circostanti. Con la torcia frontale si è seguito il sentiero fino a ritornare al Rifugio Menaggio, avvolto nel silenzio della notte, senza una luce artificiale, con i monti alle spalle e il lago scintillante in lontananza. Proseguendo la discesa nel bosco, il buio è diventato totale. Con l’aiuto delle torce si è camminato tra gli alberi in un’atmosfera surreale, fino a raggiungere finalmente il parcheggio, completamente immerso nell’oscurità. Durante il rientro in auto verso Breglia, la notte si è chiusa con un incontro inatteso: una miriade di cervi e cinghiali intenti a pascolare nei prati e persino lungo la strada, illuminati solo dai fari dell’auto — un ultimo, sorprendente spettacolo di natura selvaggia dopo una giornata intensa e indimenticabile.
01:14
5.45km
4.4km/h
610m
590m