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Greanes

Sono nato nel cuore delle Dolomiti, montagne che più amo. Le ho girate in lungo e in largo, molte le ho salite anche per vie di roccia impegnative. Ora abito più a sud, nelle magnifiche colline prealpine, ma l'anima è e sarà sempre rapita dai monti pallidi.
Appena posso cammino, possibilmente in salita e mi piace condividere le esperienze con gli amici e con chi ama la montagna come e più di me.
Negli ultimi anni utilizzo spesso l'ebike, mezzo con il quale è possibile spaziare in lungo e in largo su percorsi praticamente impossibili da fare a piedi se non con un impegno eccessivamente gravoso, anche in termini di tempistiche.
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went mountain biking

7 days ago

Salita al Pizzoc per San Antonio e discesa per la cresta ovest (solo esperti)

Si sale alla cima partendo da Vittorio Veneto. Si arriva presso le grotte del Caglieron, quindi si va a intersecare la strada che sale a Sonego (si potrebbe salire anche di qui, ma monotona e piuttosto ripida). Quindi si va a intercettare una secondaria che sale fino a incontrare lo sterrato. Sempre su fino a incrociare la salita di Sonego. E ancora su, passando per la splendida posizione dove sorge il sacello dedicato a San Antonio (super panorama) e su a raggiungere Cadolten e, per asfaltata, fino alla croce sommitale. Ora si percorre la dorsale di vetta fino a intercettare il sentiero che scende praticamente a filo della cresta ovest. Discesa molto ripida e con traccia sassosa. Si raggiungono le praterie ben visibili dal basso. All'inizio del bosco si va a sx. Più in basso si va dritti, non a dx dove scende il sentiero, non ciclabile, che passa anche per la Madonna dell'Agnelezze. Occhio che la discesa è sempre un s3 pieno pieno (direi s3+). Più in basso fare molta attenzione alla diramazione a dx, in leggera contropendenza iniziale. Importante è vederla, perche se continuate a scendere tornate a Sonego. Per bellissimo st so va ora a seguire la linea della dorsale ovest fino ad arrivare a un incrocio. Si va dritti per pista verso l'ultimo pz della cresta che conduce a santa Augusta. Noi deviato a dx su sterrata che scende a Maren. Volendo si può anche andare dritti, per fare la cresta integralmente, ma è s3, s4 e non ciclabile. Solo per esperti che hanno voglia di "sperimentare". Ma occhio a eventuali pedoni perché il rischio di collisione è concreto (ndr: eviterei...). Più in basso, dopo una lunga sterrata, in parte in leggera contropendenza tappa a santuario, quindi giù seguendo la sassosa traccia a sx (ometti). Arrivati alle porte di VV si va a chiudere l'anello. Stupendo, ma l'intera discesa è solo per esperti e va evitata nei giorni di afflusso di chi sale a piedi (quindi fine settimana, mesi estivi e feste varie).

Time

4h28m

Distance

34.3km

Speed

10.9km/h

Ascent

1,500m

Descent

1,500m

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7 days ago

Nice ride, as always much appreciated the careful description, thanks 👏💪

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planned a mountain bike ride

April 2, 2026

Time

2h14m

Distance

15.4km

Speed

6.9km/h

Ascent

830m

Descent

840m
Map data © OpenStreetMap contributors

went mountain biking

March 31, 2026

Follina, Laghi, Nogarolo, Castagnè, Perdonanze, st scavato, vari e bellissimi st per Vittorio Veneto, santa Augusta, Maren, 1047b, Fadalto, rientro per Troi dei Pai Via Maestra

Si parte da Follina (in questo caso). Ci si porta verso i laghi di Revine seguendo la ciclabile. Sulla salita di Tarzo si va a sx verso i laghi. Consiglio (per chi non l'abbia mai visto) una visita al gigantesco leone di Martalar. Foto d'obbligo e poi via verso la asfaltata, ripidina sulla fine, che ci porta a Nogarolo (è una pista ciclo/pedonale). Arrivati al bel borghetto, si va dritti a prendere il 1051 (indicazioni verticali nella piazzetta). Si sale la mulattiera, a tratti molto ripida e sassosa (fattibile in sella con perizia e tecnica) fino a sbucare in ampia zona prativa. Qui bellissimo panorama! Si continua sul 1051, si superano due cancelli (sempre chiusi, ma non lucchettati) e si scende fino ad attraversare l'asfaltata che va verso san Lorenzo. Giù e poi risalita verso l'abitato di Castagnè. Si sale finchè l'asfaltata termina, presso un cancello di una proprietà difesa da grossi cani (tranquilli, sono ben recintati). A dx del cancello si prende la pista che diventa presto st. Si superano due frane (c'è pure una corda d'acciaio) e si continua mantenendo la traccia (occhio a girare a sx per st proprio mentre la pista inizia a scendere). Sempre su bellissimo st (qualche innocuo rovo), si attraversa una piantumazione di olivi e, infine, si sale a sx fino a sbucare sul 1050 (strada delle Perdonanze). La si percorre prima in piano e poi con una buona discesa fino al tornante a dx. Appena sotto si lascia la strada per un st non segnalato che, brevemente, correndo ai bordi di un piccolo vigneto, ci porta sull?orlo di un precipizio. Qui si segue l'evidente traccia che scende, con alcuni tratti scavati dall'acqua, fino a passare sotto il cavalcavia autostradale. Quindi a sx e poi a dx per risalire, prima per sterrata e poi per st. Ora dovete seguire il gpx perchè è impossibile descrivere i vari tratti. Percorriamo una serie di divertenti e veramente bei st fino a sbucare sulla asfaltata che scende da san Lorenzo. Quindi giù a Vittorio a intercettare la strada che sale verso santa Augusta. Si arriva al santuario per una breve sosta contemplativa. Ora giù attraversando l'arco in pietra e poi in falsopiano prima e poi in leggera e continua salita, seguendo la principale, si arriverà presso il borgo di Maren (che si trova scendendo due tornantini). Attraversare la stradetta e scendere per traccia, prima ampia (anche se semi abbandonata) e poi per ripido st che si cala verso san Floriano. Ora una doverosa nota: noi abbiamo preso il 1047b che è un st che si stacca sulla dx e dopo lunga attraversata, ci porta a passare sotto l'autostrada presso Colesei. Questo tratto è MOLTO DIFFICILE, caratterizzato da stretta traccia in contropendenza e dei punti da passare con bici a mano, uno dei quali potrtei definirlo PERICOLOSO anche se fattibile. Vi consiglio di intraprendere questo tratto se siete consapevoli delle vostre capacità di affrontare tratti IMPERVI. MAI da soli e MAI con il terreno bagnato. Se non ve la sentite (è quasi un sano consiglio) continuate a scendere per la traccia principale (s2) fino ad arrivare sulla statale presso il lago Restello. Qui consiglio di scendere al lago e portarsi al ricongiungimento con la traccia principale. Ora si va verso il lago Morto che si percorre per ampia traccia sulla sx (dx orografica) fino ad arrivare a Fadalto Basso. Ora, prima per asfaltata e poi per una serie di mulattiere ben percorribili (con passaggio di un tunnel e successiva risalita di rampa scalinata) fino ad arrivare a sella di Fadalto. Adesso su a sx verso Caloniche di Sopra e ancora su per ampia sede fino a raggiungere il punto più alto. Si inizia a scendere, si arriva a Caloniche di Sotto e ora a dx per la mulattiera che ci riporterà al lago Morto. Da qui si sale a dx per andare a prendere (passando per le poche case di Nove Vecchio) il famoso Troi dei Pai. Lo si segue fino alla strada che sale a Croda Rossa (ultimo tratto ripido e sfiancante). Ora giù verso Vittorio. Seguire il gpx che ci farà percorrere dei bei tratti fino a prendere la strada Maestra. Si sale a Revine e si continua per la Maestra (recentemente riaperta dopo frana) percorrendo il 1035 fino a Soller. Ora un breve tratto di ciclabile asfaltata e poi verso Tovena e di nuovo a riprendere la Strada Maestra che ci porterà a Cison. Quindi si chiude il giro passando sul st della Fiadora. Lunghissimo e bellissimo giro con un dislivello effettivo di 1900mt (Komoot indica una metrica errata, tenere presente). Se volete lo potete accorciare senza salire al Fadalto. Suggersico di evitare il 1047b se non nelle condizioni sopra descritte.

Time

7h15m

Distance

68.1km

Speed

12.4km/h

Ascent

1,660m

Descent

1,660m

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went mountain biking

March 18, 2026

Follina, Solighetto, Costa Bavera, Arfanta, Tarzo, Nogarolo, Cresta di Fregona, Santa Augusta

Da Follina a Solighetto passando per il sentiero unesco e attraversando il ponte dell'umanità sul Campea e il grande ponte sul Soligo. Si attraversa la provinciale in corrispondenza della cantina Colli del Soligo Alla chiesa di Solighetto a sx per salire sulle pendici del monte Villa e poi per sterrata fino ad una sbarra che si supera sulla sx. Quindi seguire la traccia (gpx) per prendere uno stretto st (ma relativamente breve) e poi giù, tenendo la dx e arrivando alla strada che va al Molinetto della Croda. Qui a sx per qualche centinaio di mt e su a dx (non nel fondovalle, ma subito in salita) per le erte rampe della costa Bavera. Si arriverà presso un oliveto, dove a sx si imbocca un st in salita che richiede qualche metro a spinta. Quindi si arriva alla Mondaresca (ex agriturismo, ora comunità diu recupero) dove si va a dx per asfalto. Al bivio successivo a sx per scendere e poi risalire subito ad Arfanta. Sotto il ristorante da Tullio si prende l'asfaltata in leggera (e poi più marcata) discesa, uscendo a sx su largo st (prima del tornante destrorso). Si segue la traccia e si sale un pochettino verso Reseretta. Quindi, presso una fontana, utile per rifornirsi d'acqua) si va a dx e si segue a lungo la traccia fino ad arrivare praticamente a Tarzo. Qui si attraversa la statale e si inizia subito a salire per asfalto e poi cemento. Un paio di tornanti e la strada finisce presso un manipolo di case. Ora a dx per st aggirando il piccolo canneto e si inizia a scendere anche ripidamente fino a sbucare a Nogarolo. Qui a sx e poi subito a dx per la variante del cammino Unesco. Avanti sempre fino a incontrare il cemento presso Con Alti. A sx passando tra le case e giù per bel st fino a Serravalle. Ora si va verso l'ospedale di VV, prendendo la salita a sx dopo la prima rotonda. Arrivati a scollinare a Colors, si va a sx (proprio sul dosso) per alcune rampe che ci portano sotto la cresta di Fregona (o costa di Fregona). Dopo una ventina di d+ a spinta si arriva quasi sul filo, prendendo un bel st che rimane appena a sud. Avanti e poi, con una brevissima spinta nei pressi di una delle tante grotte (in realtà ex cave) si scollina e si va a sx per comodo e ampio sentiero. Avanti fino ad arrivare proprio siul filo della cresta. Ora bisogna concentrarsi perche la discesa è in alcuni punti molto esposta, ma pedalabile (cmq evitabile per chi non se la sente) e in alcuni tratti richiede di scendere a piedi. Più in basso si arriverà alla chiesetta della Madonna della Salute. Quindi per bel st si scende un po, poi, dopo una contropendenza, si esce a dx per iniziare il tratto, complessivamente piuttosto lungo e mediamente impegnativo (pochi passi a spinta per chi non ce la fa) che ci porterà dirimpetto a dei vigneti. Quindi si esce sulla strada che sale all'osservatorio. Ora giù a sx per uscire a dx dopo un paio di stretti e ripidi tornanti cementati. Si prende la carrareccia che si stringe e arriva ad attraversare un ruscello (attualmenteb lavori per un acquedotto, ma si passa). Quindi giù a sx e poi su per i vigneti fino a incrociare la strada che sale a dx. Su fino al bivio con indicazioni di santa Augusta. A sx in discesa e poi l'ultima salita che ci porta al Santuario. Ora giù per carraia, e subito a sx (ometto) per st sassosetto, che si segue fino ad arrivare alle porte di Vittorio Veneto. Ora su verso Revine e, seguendo il gpx e passando sul bordo dei due bei laghi, si va a chiudere l'anello. Gran giro, con un dislivello di un centinaio di mt in più di quelli indicati nelle metriche.

Time

7h21m

Distance

63.5km

Speed

13.5km/h

Ascent

1,530m

Descent

1,540m

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March 19, 2026

Hi, is this tour entirely rideable?

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went mountain biking

March 10, 2026

Da torre a torre con rientro a metà versante sud (60-61-61a-71)

È un giro che nella seconda parte è solo per esperti. Si parte da Cornuda e si sale alla spledida rocca. Qui, appena sotto il piazzale, si prende a sx verso una casa spirituale che nasconde, alla sua sx, l'inizio del lungo percorso che ci porterà ad Asolo. Si segue la traccia fino a entrare nella forestale. Qui si scende e si prende a dx un'altra forestale, che si segue a lungo con degli strappi in salita (non è adatta al traffico delle quattro ruote, neanche dei fuoristrada o trattori). Ora si segue il sentiero nr° 1 fino a forcella Mostaccin Dalla forcella si scende per asfalto per circa 500mt fino a uscire a sx per una ripida ma breve salita su st con scalini e staccionata. Quindi si va più o meno rimanendo in quota, fino al quadrivio sotto san Giorgio. Non si sale alla chiesa, ma si continua in costa. Superata forcella Sbazzega sempre avanti per ampia sterratafino ad una piccola rampa che ci porta a vista della rocca di Asolo. Qui una ventina si metri verso il manufatto, per prendere a dx un st che inizia con una lunga scaletta. Si scende e si continua fino a trovare l'asfalto. Ora su per arrivare nel pieno centro di Asolo. Super come sempre. Un autentico gioiello. Adesso scendiamo oltre il semaforo e prendiamo a sx al primo bivio (dritti si scende a Caselle d'Asolo). Un lungo traverso con paesaggio (e ville) spettacolare.Seguire la traccia che ci riporterà in cresta. Quindi a dx per il percorso dell'andata. Non abbiamo resistito (direi impossibile) a fare tappa alla bellissima San Giorgio. Quindi, dopo la solita e impegnativa discesa sassosa, per ritornare al quadrivio iniziale) si sale (è dura, ma ci si arriva) per arrivare a una panchina a nord del monte Calmoreggio. Sempre avanti (tutti spettacolari questi sentieri, e molto puliti e battuti) fino a prendere il st 60 che con un lungo e strettissimo st, per la prima metà praticamente piano, ma non privo di difficoltà per la strettezza e l'esposizione) ci porterà a immettersi nella forestale che collega Chiesa Nuova alla cresta (n°59). La si attraversa e si prende una larga traccia che va a ovest (61a). La traccia si restringe molto presto e sale un po (pochi metri a spinta) per continuare lungamente quasi a iso livello per percorso esclusivamente per esperti, da non intraprendere nei giorni di maggior affluenza (tipo sabato e domenica) dei pedoni perchè lo scambio o il sorpasso è quasi impossibile. Con molta perizia e accortezza, si arriva al fondo della valle di Collalto. Ora si risale dalla parte opposta. Tratto più corto del primo, ma non meno impegnativo, con il finale a spinta per una rampa di scalini che ci immette nel 62. Si segue lo stesso in discesa, per poco, perchè bisogna andare a prendere il 62a che attraverserà il 63 per andare dritti (segnali sbiaditi dietro a un rudere) per prendere il 71 e la successiva pista erbosa (72) che ci porterà praticamente a Cornuda. Spettacolare ma, dall'innesto del 60 (sotto il Collalto) per pochi, determinati e confidenti nei propri mezzi. Non si tratta di s3, direi mai, ma è tutto s2, solo che è molto esposto e molto, molto stretto. Rischio costante di toccare a monte con la pedivella, il che si traduce in pericolose uscite di traccia. Evitare assolutamente con terreno bagnato.

Time

4h20m

Distance

28.7km

Speed

11.1km/h

Ascent

800m

Descent

800m

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went mountain biking

March 3, 2026

CornAsolo. Divagazioni su st vecchi e nuovi tra Cornuda ed Asolo

Si parte dalla stazione di Cornuda (ampio parcheggio). Ci si porta alla base del sentiero 75 che si risale fino allo scollinamento. Qui si prende la traccia 76 che è un bellissimo st che corre in parte in cresta e poi scende per ritornare sul 75 precedentemente percorso. Ancora su fino a scollinare e su a sx e subito a dx per bel sentiero, il 74. Avanti per prendere a sx il 61 che sale molto ripidamente e con molte radici nella seconda parte, fino alla cima del Collalto, l'elevazione maggiore della catena. Ora si inizia una stupenda e lunga discesa. La prima parte per vecchio e ben tenuto sentiero, per andare a sx per traccia (senza segnalazione) che è un nuovo st, di recentissima realizzazione. Giù con perizia, perché non è banale. Interseca un paio di mulattiere orizzontali ma noi dobbiamo continuare a scendere, con un paio di punti molto difficili (diciamo che sono ben pochi gli abili che non devono scendere). Alla fine la traccia riserva un'ultima rapidissima discesa che blocca i più, ma è fattibile, senza esitare però. Quindi giù fino alla statale e verso Asolo si trova velocemente la rotondità dove bisogna andare a destra e salire a forcella Mostaccin per asfalto. Alla forcella a sx per ripida salita e su fino al monte Calmoreggio (panchina). Giù per cresta fino a incrociare il sentiero dellecdue rocche. Su subito verso San Giorgio che andiamo a raggiungere ed ammirare. Continuiamo per il sentiero delle due rocche (n°1)fino a forcella Sbazzega. Qui volevamo (seguendo una traccia pubblicata) prendere un st in discesa. Purtroppo si deve passare per una proprietà privata con tanto di cartello di divieto per bici, cane in strada e padrone che ci nega il passaggio. Inutile pubblicare tracce non fattibili per questi motivi... Dobbiamo quindi scendere per asfalto sempre petvorso 1) per girare a sx e scendere al quadrivio successivo. Quindi a sx per percorrere una traccia che ci porterà a incontrare il st che si sarebbe dovuto affrontare se si fosse passati. Avanti e su di nuovo sul percorso di cresta di prima. Avanti sul percorso dell'andata evitando di salire a san Giorgio percorrendo una ampia traccia che taglia il volle a nord. Si deve ora prendere a dx il 56 che scende a Maser. Bellissimo veramente. A quota 250 circa si esce a sx su traccia bollinata di rosso. Molto poco frequentata ed esclusivamente da pedoni. Però proviamo cmq. Ne esce un bellissimo st che no è adatto a chi non è confidente nel proprio equilibrio, perché strettissima, in contropendenza e su versante molto ripido. Piuttosto wild, ma di grande soddisfazione. Tutta ciclabile a parte qualche metro di risalita sulla sponda opposta. Ora, seguendo il gpx, si arriverà nei pressi di Maser. Andate pure direttamente a Cornuda, noi abbiamo cercato una sterrata che la doveva raggiungere più in alto, ma non abbiamo trovato nulla. Ottimo per allenamento anche su sx difficili.

Time

4h24m

Distance

30.6km

Speed

10.6km/h

Ascent

1,090m

Descent

1,090m

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went mountain biking

February 23, 2026

Follina, le Bombarde, 1028, Lavagol, sorgente Bramosa, boschi lunghi, Pianezze di Miane, val di san Pietro, val d'Agre, Miane e Fratte di Follina

Da Follina per Fiadora a Valmareno, quindi a Cison per salire verso il bosco delle penne mozze. All'altezza del ristorante Alle Grotte si prende una deviazione a sx. Molto bella, si continua a lungo, praticamente fino a entrare nella strada che sale al castello. Qui si esce a dx per salire, con dei bei tornanti finali, fino a località Bombarde (leggere sul posto la storia). Quindi appena giù a ovest per prendere il 1028 e seguirlo fino a incotrare la sterrata. Ora giù fino al fondovalle (guado) per risalire subito sulla sterrata che porta a Lavagol. Raggiunta la località (non c'è nessuna segnalazione sul posto) si comincia a scendere per andare, per erbosa, a trovare la fontana Bramosa. Da qui un st ci porterà a incontrare la strada dei boschi lunghi, che si sale fino a pianezze di Miane. Qui si prende a sx e si perde decisamente quota, si arriva nella Costolada, quindi ancora giù per iniziare di nuovo a salire presso la sbarra a dx (generalmente mai lucchettata). Su ripidi e poi un po spiana fino ad arrivare ad una casera di recentissima ristrutturazione. Adesso ci sorbiamo uno strappo non indifferente (superiore al 25%) erboso e con qualche sasso. In cima si va a sx presso una casera dove si prende la sterrata che si segue in discesa. Giù fino ad immettersi ia altra sterrata. Prendete la seconda in salita e su per poche centinaia di metri, quindi si prende il bellissimo st che ci porterà verso Miane. Per finire in gloria, saliamo verso la cresta opposta (si prende dal dosso di via Pre Jacobimo). Su a sx per rampa ripida cementata che poi spiana. Avanti dritti seguendo la traccia e poi scendere per un bel st e rientrare a Follina.

Time

3h19m

Distance

29.4km

Speed

10.9km/h

Ascent

1,100m

Descent

1,130m

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February 23, 2026

Ah... What a skillful description, but how do you remember everything?

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December 20, 2025

Borso, mulattiera 196, Campo Croce, Fossa Nera, Campo Solagna, sentiero delle gallerie di Pove del Grappa

Partenza a Borso del Grappa (ampio parchjeggio presso le scuole). Si va a prendere la traccia 196, prima ampia sterrata, poi mulattiera a volte stretta, comunque sempre sassosa, ma sassi non smossi. Più in alto si arriverà a Campo Croce. Si va a dx (strada asfaltata) e subito a sx per scendere in Valle Rossa, quindi si risale (sempre ampia boschiva) fino all'agruitur De Lucchi, dove si prende l'asfalto in salita a dx per uscire alla prima sterrata a sx. Seguire la traccia gpx. Si inizia a scendere per traccia nel bosco, purtroppo interrotta più volte da schianti non rimossi. Cmq si arriva a una sterrata che si segue in discesa a sx, per uscire subito a dx sul 970 (indicazioni). Traccia libera, tecnica, se bagnata, qualche passaggio singolo è non facile). Si esce atrovare una sterrata, presso una malga. Ora si scende fino all'asfalto, per poi salire e arrivare a Campo Solagna. Qui a dx sotto l'arco, per il 950 che si segue per poi, intersecata un paio di volte la asfaltata, prendere una erbosa aprendosi la sbarra (non c'è chiusura con lucchetto). Ora giù fino ai ripetitori, quindi ancotra giù per stretto st fino a ulteriori parabole. A sx delle sgtesse una traccia da fare a piedi, ci porta all'inizio del sentioero delle gallerie (lapide con il profilo delle montagne in loco). Ora si scende a dx per traccia molto sassosa, per andare ancora a dx su un traverso decisamente esposto, Tratto che può impressionare più di qualcuno.... Si attraversa e si va a prendere la più ampia, ma sempre sassosa ed esposta in alcuni punti, traccia con le due gallerie. Molto fotogenico il tutto. Ora giù per vari tornanti, con una pendenza del 20% circa. Ad un incrocio, con indicazione della panoramica, si va a sx per un brevissimo tratto in contropendenza, e con un successivo splendido traverso s1 (sassi a tratti, stretto in alcuni punti). Più avanti, si tralascia l'ulteriore diramazione a sx (indicata con la freccia "panoramica" e si scende ripidamente fino a finire il tratto a Pove. Ora, subito, a sx per st e avanti seguendo il gpx che ci porterà, con sterrati e erba, di nuovo alla partenza. Il fondovalle è, in alcuni punti, fangoso. Se non volete sporcarvi, rientrate per la strada principale. Bella uscita, insolita a fine dicembre.... Da non sottovalutare il sentiero delle gallerie, soprattutto per i punti esposti.

Time

5h29m

Distance

33.0km

Speed

9.6km/h

Ascent

1,310m

Descent

1,310m

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December 15, 2025

Crosara, Conco, Pian della Casaretta, Val Vallerana, Rubbio. Asfalto questo sconosciuto. Supertrail

Da Crosara di Marostica (ci sono parcheggio sparsi) si prende praticamente subito la mulattiera lastricata di sassi che, passando per Cassoni, ci porta fino a Gomarolo. Qui un po di asfalto per poi prendere la scorciatoia a sx in corrispondenza di un capitello. Erta ma ampia salita che ci deposita a Conco. Da Conco, ancora poco asfalto e poi si prende a sx un lungo trail (e molto bello) che ci trasla a ovest per poi diventare sterrata ripida fino a trovare l'asfalto in alto. a sx e poi presto uscire a dx per mulattiera che si inerpica, per portarci, dopo un breve tratto a piedi (ma proprio pochi metri) fino alla vetta della Montagnola. Quindi si scende verso est, facendo attenzione a dove superare il filo spinato. Non ci sono segni a terra e tantomeno tracce, bisogna fidarsi ciecamente del gps. Dopo il filo spinato si trova una traccia comoda che ci porterà, più in basso, all'asfalto presso la Bocchetta (grande albergo). avanti a sx e poi subito a dx al bivio, quindi ancora a dx per uscire su radura. Si segue la forestale per salire a Malga Xillo e quindi all'omonimo monte. Con un paio di scavallamenti del solito filo spinato, passando per il monte Frolla, si arriva all'agritur le Porte. Quindi su per pochi mt e fuori subito a sx per traccia evidente per arrivare al bivio di Colle Zolina. Qui a sx per erbosa che inizia sotto la strada asfaltata. Si inizia a percorrere un lungo trail che, con saliscendi vari e ttratti nel bosco, ci porterà a Malga pian della Casaretta. Ora giù per il cai 800 (bellissimo tratto) fino al fondo della val Vallerana. A dx e poi a sx su sterrata che ci farà percorrere il fondo della Val di Pozzolo e quindi salire per erbosa fino a Rubbio. Da qui su per rampa fino al colle soprastante. Quindi si scende e si imbocca un lunghissimo trail (un concatenamento di più spezzoni) che, quasi a iso quota, dopo ben sette chilometri, ci riporterà a Conco. Devo dire che questo tratto, tenuto benissimo, è proprio per mtb, con un tracciato bellissimo e alcuni puntitecnici, ma mai oltre s2. Da Conco si prende subito un st, spettacolare veramente, che ci porterà sull'asfaltata di Gomarolo, dove, a ritroso, torneremo al punto di partenza. Super consigliato davvero. Magari non proprio nei mesi più freddi, ma, in assenza di neve, è fattibile tutto l'anno.

Time

5h05m

Distance

36.3km

Speed

10.0km/h

Ascent

1,290m

Descent

1,250m

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went mountain biking

December 12, 2025

Strada della Barricata, monte Aveati, Piana di Marcesina, Passo della Forcellona, Col Val D'Antenne, e discesa a Tezze

Da Tezze Valsugana, dolo circa 8 km di ciclabile e vie interne si arriva a Selva da dove inizia la mitica strada della Barricata. Si sale molto lungamente, per strada asfaltata chiusa al traffico veicolare. In alto a sx (dritti si andrebbe al rifugio Barricata) per il monte Aveati (più che un monte è un punto sulla mappa, neanche tanto panoramico. Ancora su su strada sterrata (oggi innevata) in direzione malga Val Coperta di sotto (con la sua bella lama ghiacciata). Quindi via verso il rifugio Marcesina. Da questo a sx sul sentiero dei Cippi, per scollinare al passo della Forcellona. Quindi giù e poi a sx in direzione Col Val D'Antenne dove, una volta scollinato, inizia la lunga sterrata discesa per rientrare a Tezze.

Time

4h45m

Distance

43.5km

Speed

12.2km/h

Ascent

1,540m

Descent

1,550m

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December 12, 2025

Nice ride, how's the downhill road? All dirt or trail? 👍👍

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