Recent Activity
Federico (MrWhite) went cycling.
February 22, 2026
È, forse, il più antico adagio in uso ai ciclisti. Chiunque lo avrà sentito, almeno una volta. A dispetto di quello che si possa pensare, non è il classico luogo comune banale e buttato lì. Si dice perché la salita, oltre che con la propria condizione fisica, ha molto a che fare con il senso del limite che ognuno di noi ha, e soprattutto dei limiti che spesso ci si impone a livello psicologico. In una parola: la salita è "relativa". È un fatto di prospettiva, non solo di gambe e fiato. Io ho imparato ad apprezzarla col tempo, e ora che ho la fortuna di vivere in collina, tra i dolci e altalenanti pendii di Fauglia e Crespina, non potrei farne a meno. Perché la salita è adrenalina e dopamina; perché al contrario non è la stessa cosa; perché ogni volta mi rimette in discussione, e cambia in base a quanto sono cambiato io dall'ultima volta in cui l'ho affrontata. È una specie di cartina tornasole psicofisica. Vengo da un momento della mia vita abbastanza difficile, e per vari motivi su cui non mi dilungo non salivo in sella da più di un anno. Troppo. Mi è mancata tanto la bicicletta, soprattutto mentalmente, e ho scelto proprio le mie salite preferite per ricominciare. È andata tutto sommato bene, per essere quella che posso definire "una prima volta". Sì, perché penso sia iniziata un'altra fase della mia vita, da un po', e di conseguenza anche un'altra fase del mio rapporto con la bici. Che ho deciso di coltivare e apprezzare di più, da ora in poi: non voglio più permettermi di fermarmi per così tanto. La bicicletta è sempre stata per me cura, stimolo, ispirazione, riflessione. Voglio che continui ad esserlo. Ma ci vuole impegno e fatica per non perdersi, non basta dirlo. E la bicicletta ha una caratteristica che la distingue da ogni altro mezzo: se non fatichi non ti muovi. Ti fa capire il senso e il prezzo di ogni sforzo che impieghi, e ti insegna a non darlo per scontato. In questo è una maestra migliore di tante altre, decisamente.
01:00
17.0km
17.1km/h
170m
180m
Federico (MrWhite) went for a hike.
February 15, 2026
Non si è mai troppo prudenti, va detto. E, nonostante due app diverse per controllare le mappe, ci siamo ritrovati nel fango, in mezzo al nulla. Poco male, l'abbiamo comunque - e letteralmente - sfangata! Partiamo forse un po' tardi, ma la giornata è bellissima: cielo terso, clima mite e nemmeno un alito di vento. Il percorso è molto bello e agevole, almeno dall'abitato di Pomaia fino al lago. Dopo aver girato intorno alla sponda destra del lago, si arriva a un campo sportivo, e si è obbligati a continuare sulla provinciale (poco trafficata, ma comunque una strada, e a doppio senso) per almeno un kilometro e mezzo. Noi scegliamo di proseguire. A metà del percorso si trova un punto panoramico con tanto di tavoli da picnic, e lì ci fermiamo per pranzare. Proseguiamo verso il percorso segnato sulla mappa, corredato dai cartelli marroni che segnano gli itinerari escursionistici, ma ci ritroviamo davanti ad un cancello chiuso: un totem informa che si può percorrere il sentiero della diga solo su prenotazione, essendo proprietà privata (Solvay). Non lo sapevamo. Stando alle mappe, poco più avanti c'è un altro percorso, leggermente più lungo, che ci fa comunque girare intorno al lago, e ci dovrebbe ricongiungere con la via dell'andata. Dopo un kilometro, su una salita tutta bozze, una testa di cazzo in moto da cross ci sfreccia accanto e ci inonda con l'acqua di una pozzanghera. Seguono bestemmie, con tanto di bene auguranti ingiurie a lui e ai familiari. Auspico che le nostre strade si incontrino di nuovo, ma la fortuna non mi assiste. Proseguiamo per qualche kilometro e sembra andare tutto liscio, almeno fino a dove la carta ci indica di deviare su un sentiero "nero", che nella realtà non esiste, perché abbiamo davanti un campo coltivato. Diffido sempre di queste indicazioni, perché quasi sempre segnano strade private o non battute. Tornare indietro, però, è impossibile, così proseguiamo. Ci ritroviamo ad attraversare delle sabbie mobili di mòta, e finiamo letteralmente dentro una proprietà privata (da cui, per fortuna, possiamo uscire senza troppi problemi). Un po' di brivido, in questa gita, ma ne usciamo indenni. Superato il "nero cancello", riprendiamo il percorso segnato e riusciamo a tornare indietro prima di essere inghiottiti dal crepuscolo. La morale della favola è che non basta avere una buona app con mappe aggiornate: bisogna fare qualche ricerca in più e accertarsi che i percorsi segnati siano agibili. Nel futuro, sicuramente, ci staremo più attenti. Lo stesso fate anche voi!
03:25
16.0km
4.7km/h
240m
250m
August 8, 2025
This is the first trail I take to explore the Letino Valley and the Matese Mountains.
While the views and nature are in no way disappointing (there are some breathtaking viewpoints, despite not being at significant altitudes), the well-maintained trails are certainly disappointing, particularly CAI routes
Translated by Google •
May 5, 2025
A short walk of just under 1 km that starts from the Fichino farm and passes through some olive groves on the hill south of Casciana. Along the way there is a memorial for the young militant Bonicoli, killed by the fascists in 1922.
Translated by Google •
August 10, 2025
A decidedly "expiatory" trek, given the climbs. 😅 It's no coincidence that the church of Gallo del Matese is dedicated to Our Lady of the Ave Gratia Plena. The walk to the village is very pleasant: it runs along the lake along the E1 trail, the route that connects Europe from north to south: from Capo
Translated by Google •
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