Recent Activity
Laura Scoccianti went gravel riding.
November 9, 2025
Giro breve ma a tratti intenso, perfetto per godersi i colori autunnali. Si percorre il giusto mix tra strade sterrate, cementate ed asfaltate, immersi in un bosco di larici arancioni (nella stagione giusta 😉). In una rigida e serena domenica di metà novembre, c'era più gente a spasso qui che in centro città, non viene neanche da chiedersi il perché, considerando il panorama 😁 Non c'è molto da dire sul giro, il terreno è sempre ben battuto e percorribile in bici, tranne un paio di punti molto ripidi che in caso di ghiaccio o comunque superficie bagnata costringono a mettere il piede a terra.
02:53
32.2km
11.1km/h
1,100m
1,100m
Laura Scoccianti went for a bike ride.
October 8, 2025
Questo giro è la dimostrazione (a me stessa) che la gravel vale per tutto. Scorrevole su asfalto e sterrato battuto, funziona su scassato e flow trail, posizione confortevole per fare tanti km e pochi kg per andare bene in salita. Puristi della strada e della mtb, questo giro non è per voi :P Partenza da Santa Cristina per salire verso Saltria (Alpe di Siusi) attraverso la Jendertal. La salita è lunghetta e con pendenze dure ma pedalabili con una buona gamba. Due brevi pezzi di discesa a metà e quasi alla fine permettono anche di rifiatare. Da Saltria andiamo in direzione Mont de Seura su una bella strada sterrata con viste pazzesche sul gruppo del Sassolungo. La vetta del Mont de Seura è un posto magico, con vista a 360° che spazia dall'Ortles, a tutta la cresta di confine e alle più vicine dolomiti gardene, badiote e ampezzane. Il tutto con l'imponente parete del Sassolungo che sembra cadere su di noi. Da qui inizia il pezzo decisamente croccante del giro discesa parzialmente scassata su piste da sci e poi risalita, sempre su pista da sci, verso il rifugio Emilio Comici. La cosa positiva è che in questo periodo le piste da sci sono già state rasate in preparazione alla stagione invernale, quindi si può sfruttare tutta la larghezza del prato per salire pedalando a zig zag... Ma in alcuni tratti non basta e bisogna portare la bici in spalla. Il gravel è anche questo! Breve pausa al rifugio, già chiuso per questa stagione, per mangiare una barretta con vista su Sella e Marmolada e poi si riparte in direzione Passo Sella, fino ad incrociare il Flow Trail Paradiso. Le imprecazioni sul tratto "alto", causa abbondante fango sulle curve paraboliche e gomme forse un po' strette (47mm), lasciano presto il posto ad adrenalina e divertimento puro! Esperienza ancora più divertente sul successivo Family Trail, completamente asciutto e battutissimo: se non fosse già tardissimo, bisognerebbe risalire su strada per rifarlo più e più volte :D Ultimo tratto in discesa su asfalto fino a Selva di Val Gardena, dove prendiamo la fantastica ciclabile La Ferata che attraversa tutta la valle e ci riporta al punto di partenza.
04:00
40.0km
10.0km/h
1,330m
1,310m
Laura Scoccianti went gravel riding.
September 28, 2025
I luoghi attraversati in questo giro non hanno bisogno di presentazioni, spettacolo puro nel cuore delle Dolomiti. Partiti dal cimitero di guerra tra Dobbiaco e Passo Cimabanche, la ciclovia Dobbiaco-Cortina è il giusto riscaldamento in questa fredda giornata autunnale (solo 11°C alle 12.00, cielo coperto). Poco prima di arrivare a Cortina, prendiamo una bella forestale sulla sinistra. In poco più di 4km di salita copriamo un dislivello di 400m alle falde del Pomagagnon. La salita è abbastanza regolare, con ampi tratti in doppia cifra, assolutamente pedalabili con i rapporti tipici della gravel. Solo gli ultimi 500 metri sono davvero tosti e in base alle condizioni del fondo potrebbe essere necessario procedere a piedi. Una volta in cima, un'apertura tra gli alberi ci regala una vista su Cortina e le sue cime a sud-ovest (Croda da Lago, Cinque Torri, Averau...). Proseguiamo in discesa verso l'agriturismo El Brite de Larieto, quindi giù fino ad incrociare la strada del Passo Tre Croci, del quale percorriamo gli ultimi 2km, godendoci le viste sulle vette innevate delle Tofane, del Cristallo e del Sorapiss. Scendiamo su bitume fino allo spettacolare ponte sul Rudavoi. Subito dopo imbocchiamo la forestale sulla destra. Affrontiamo qualche pezzo abbastanza ripido e smosso (pneumatici generosi e pressione bassa!) fino ad arrivare alla ciclabile sterrata Auronzo-Misurina. Qui inizia la vera fatica di giornata: se fino ad ora le salite erano state pedalabili e quasi godibili, qui la musica cambia decisamente. La ciclabile costeggia la ripida strada che sale al lago di Misurina, con la differenza che questa ha dei tornanti, mentre la ciclabile è stata tirata quasi dritta. Il risultato sono dei micidiali ramponi al 15/20% (il ciclocomputer ha segnato anche 25...), di cui solo un paio cementati. Sono solo 3km di salita ma sembrano almeno 10, soprattutto alla fine di questa fredda giornata. Una volta raggiunto il lago di Misurina, la vista è da cartolina, soprattutto con la luce del tardo pomeriggio autunnale. Percorriamo il tutto il largo sentiero sulla sponda est del lago, scattiamo le foto di rito e ci tuffiamo in picchiata (su strada) verso Carbonin, dove riprendiamo la ciclabile Dobbiaco-Cortina per tornare al punto di partenza. Bonus: l'enrosadira sulle Tre Cime! Setup: gravel in alluminio, ruote da 27.5'', copertoni tubeless 47mm
03:53
52.3km
13.4km/h
1,140m
1,130m
Laura Scoccianti went gravel riding.
September 21, 2025
La partenza da La Val mette subito in chiaro che oggi, quanto a pendenze, si fa sul serio. Primo tratto sterrato, poi su asfalto, fin quasi al parcheggio Furnacia, uno dei punti di partenza per i prati dell'Armentara. Fatta la prima salita, un passaggio a mezzacosta su strada forestale e un brevissimo singletrack ci portano da Arciara a Valgiarëi. Una secca svolta a sinistra ci permette di restare in quota rispetto al paese di Badia. Per la prossima volta, si potrebbe proseguire fino quasi al paese e svoltare prima di incrociare la statale per poi ricongiungersi a questa traccia in località Anvi. In questo modo si evita un dentino sterrato da fare a spinta (20% su sterrato dopo una curva secca a sinistra... la ruota slitta e ci si pianta). La discesa ci porta al Tru do l'Ega, la larga e battutissima forestale lungo fiume, che ci dà un po' di respiro. A La Villa imbocchiamo il sentiero tematico "Tru di artisć", che ci porterà fino a San Cassiano. Fin qui la salita è pedalabile. Dalla partenza della cabinovia Piz Sorega la musica cambia parecchio: imbocchiamo una forestale che ci porterà al Pralongià risalendo quelle che d'inverno sono piste da sci. Komoot come al solito è ottimista: la pendenza è quasi costantemente oltre il 13/14% con le ruote che continuano a slittare a causa del fondo particolarmente asciutto. Dopo i primi 4km così, un breve tratto di pianura permette di rifiatare (e fare qualche bella foto). Da qui mancano meno di 3km di sofferenza, con pendenze ancora più arcigne, per raggiungere il Rifugio Pralongià. La tanta fatica fatta è ampiamente ripagata dal panorama spettacolare che si apre in cima: siamo proprio nel cuore delle dolomiti, circondati da cime imponenti e illuminate dalla luce calda tipica dei pomeriggi autunnali. Dopo le foto di rito, imbocchiamo la discesa: una strada bianca molto ripida ma divertente e ben battuta (siamo nel bike park, ma restiamo fuori dai trail). Seguendo lo skilift Incisa e le piste da sci arriviamo fino al Passo Campolongo, nei pressi del campo da golf. La giornata è spettacolare, in giro c'è poca gente e in strada pochissimi mezzi. Decidiamo di goderci i tornanti scorrevoli che dal Campolongo ci portano a Corvara. In una giornata così, sembra di entrare dentro il Sassongher man mano che si scende. A Corvara riprendiamo il Tru do l'Ega fino a Badia. Superiamo l'abitato percorrendo la statale e al primo tornante proseguiamo dritti verso una strada secondaria (asfalto e sterrato) che ci porta in frazione Costa e poi Curcela. Da qui scendiamo fino a riprendere una piacevolissima forestale che percorre il fiume fino a tornare a La Val. Il giro è spaziale, ma non per tutti: servono gambe buone, quasi buonissime, per poter completare tutte le salite in sella, oltre chiaramente a pneumatici generosi. Fine settembre è sicuramente il momento giusto per affrontare questa uscita: giornate ancora lunghe e calde, visibilità pazzesca, pochissime persone in giro.
03:51
45.7km
11.9km/h
1,430m
1,410m
Laura Scoccianti went gravel riding.
September 14, 2025
La parte più complicata del giro è stata salire con una citycar in Sega di Ala! Scherzi a parte, un bellissimo giro, senza difficoltà altimetriche o tecniche notevoli, attraverso le strade bianche della Lessinia. Il poco traffico veicolare (sono strade aperte) contribuisce a spianare il fondo, che quindi è sempre molto compatto. I pochi tratti "scassati" sono quelli più lontani dalle malghe e meno transitati, ma comunque fattibilissimi in gravel. Tutti i tratti di salita sono pedalabili e piacevoli. Sulla via del rientro, una volta superato Monte Castelberto, si torna in Trentino e inizia il tratto più avventuroso del giro: si attraversano dei pascoli (mucche e marmotte!) e ci si tuffa in discesa in un fitto bosco, con qualche pietra a cui fare attenzione. Tra stretti tornanti e saltini, si torna velocemente al punto di partenza. Abbiamo fatto il giro in un giorno di meteo incerto, partiti all'ora di pranzo dopo la pioggia e concluso con un bel sole e tanti giochi di nuvole. In giornate limpide si vedrebbero la parte sud del Lago di Garda, Verona e una fetta di Pianura Padana, oltre chiaramente ai più vicini Carega e Baldo.
03:04
40.4km
13.2km/h
920m
900m
Laura Scoccianti went gravel riding.
September 7, 2025
Un bel giro su superfici miste, asfalto, sterrato compatto, ghiaia grossa e anche radici e pietrone. Un paio di tratti di portage, molto brevi. Komoot come al solito ottimista sulle pendenze, in realtà una volta passata la stazione di valle della funivia che va a Cima Lago Nero e completato il pezzo in asfalto, la salita diventa infernale, sempre oltre il 18-20% di media, tranne che per un breve tratto in cui "spiana" (relativamente 😁). La vista dal Corno del Renon è spettacolare e abbraccia tutte le dolomiti. Davvero degna di nota la deviazione verso l'Alpe di Villandro, con belle strade perfette per la gravel e viste impareggiabili. La discesa è davvero spacca-mani, un po' per il fondo e soprattutto per la pendenza. Poi, se non si vuole frenare, sono scelte personali, ma su forestali e sentieri ci sono mezzi agricoli, pedoni, animali... meglio 5km/h in meno che far male a sé stessi e ad altri.
03:44
41.2km
11.0km/h
1,370m
1,360m
Laura Scoccianti went gravel riding.
August 31, 2025
Brevissimo e intensissimo, la strada della Flora rimane la mia nemica numero 1, con pendenze arcigne e fondo sconnesso (ulteriormente rovinato dalle ultime piogge). Ho approfittato della bella giornata per esplorare "l'altro lato": salita al forte casara fattibile con gambe migliori e fondo meno scivoloso/inzuppato, discesa su ciottoli non piacevole... ma che sorpresa la bella strada bianca che porta al Campel! Discesa dal parcheggio di Campel a Villamontagna molto pericolosa: ripida, stretta e tutte curve cieche... se viene su un automobilista col piede pesante, il frontale è assicurato.
01:13
13.6km
11.2km/h
500m
510m
Laura Scoccianti went for a bike ride.
August 17, 2025
Da rifare fuori stagione e con una bici meno scassata di quella del noleggio 😅
02:35
35.5km
13.7km/h
190m
190m
Laura Scoccianti and Christian went gravel riding.
August 3, 2025
Tutta la ciclovia nel fondovalle è a gradoni (rampe oltre il 20%). La salita dalla strada provinciale verso Malga Pletzn inizia molto ripida (circa 20%), poi "spiana". Praticamente tutto asfaltato fin qui, ma servono rapporti da MTB/gravel (o grandissime gambe). Da Malga Pletzn fino a Van Spitz è letteralmente il paradiso del gravel! Fondo molto scorrevole e senza insidie. Per la discesa, col senno di poi, dopo Kamaovrunt non prenderei la strada secondaria/forestale verso Frassilongo (come in questa traccia), ma continuerei sulla strada principale fino a trovare la provinciale del fondovalle. La forestale percorsa in questa traccia ha qualche tratto con pietre smosse, fattibile ma non piacevole con una gravel. Setup: gravel telaio alluminio, rapporti 46-30 x 11-36 (10v), ruote 27.5'', coperture 47mm tubeless
02:38
32.2km
12.3km/h
1,140m
1,140m