About Nestore Paolo Fantuzzi
1,046 km
45:41 h
Recent Activity
- MassimoAugust 22, 2025
Well done!
However, there are no photos of the REAL reason for the tour: lunch!
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- Nestore Paolo FantuzziAugust 13, 2025
Technical trail. From Cerreto Alpi, the trail ascends along a beautiful forest road to Lake Pranda, with refreshments at the refuge, and concludes with a final steep section back to the starting point.
August 12, 2025
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- Nestore Paolo FantuzziAugust 8, 2025
The "Tartufo Bike" route is a challenging itinerary, more suited to trekking than mountain biking, with technical climbs, risky descents, and sections requiring walking. However, it offers picturesque views, cool woods, and pristine meadows near Calestano. The only refreshment point is at the start
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- Nestore Paolo FantuzziJuly 26, 2025
We had planned a beautiful route, but the rainy night and cloudy day discouraged us from venturing onto the woodland trails. So we set out from Cerredolo, a strategic point between rivers and roads, where "La Dispensa" (pictured) prepared a fantastic sandwich for us. From here, we took the SP9 almost
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- Nestore Paolo FantuzziJuly 18, 2025
A beautiful, somewhat long loop (the actual pedaling time is indicated on the route, but rest stops are necessary, so it's doubled) with a significant elevation gain that a pedal-assist bike helps tackle more calmly. Starting from Villa Minozzo, take the scenic asphalt road that leads to Monte Orsaro
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- Nestore Paolo FantuzziJune 2, 2025
a ring all on roads with little traffic. The first kilometers on asphalt (up to Salvaterra) give way to paths that run along the Secchia downhill towards Rubiera, past the bridge uphill to Sassuolo. All in the middle of the woods, the fauna and the river landscapes that the wonderful Secchia offers.
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- Nestore Paolo FantuzziJune 21, 2025
A circular route between Scandiano, Reggio Emilia and Albinea winds along dirt roads and quiet roads, crossing cultivated fields, woods and waterways. Along the way you will encounter monuments to the partisans, wild animals and suggestive views such as the Rodano stream and the red bridge. The most
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Nestore Paolo Fantuzzi went mountain biking.
November 7, 2025
Anello panoramico che concatena quattro diversi tipi di tracciato; un 7 km tra le stalle della pianura Reggiana, un 14 Km costeggiando il fiume Secchia, una dolce salita sulle colline fino a San Valentino e monte delle tre croci (12km) ed una repentina discesa asfaltata e panoramica fino a Scandiano
35.3km
370m
360m
Nestore Paolo Fantuzzi went mountain biking.
August 25, 2025
Un anello di 13 km con partenza dal passo di Pradarena (1600 m) che, dopo una facile salita sterrata fino al passo di Comunella con panorami quasi alpini, scende dolcemente tra pini e faggi secolari. Il percorso, privo di difficoltà tecniche e fatiche, offre viste suggestive sul versante toscano del Parco del Gigante e si chiude comodamente sulla strada asfaltata che riporta al punto di partenza
13.5km
360m
360m
Nestore Paolo Fantuzzi went mountain biking.
August 22, 2025
Prima di addentrarci nelle caratteristiche tecniche del tracciato, vale la pena soffermarsi sulle emozioni e sulle principali difficoltà che esso presenta, lasciando al lettore la libertà di decidere se affrontarlo… o lasciarlo ai giovani virgulti della “pedalata aggressiva”. Non sono né particolarmente giovane, né amante delle sfide, ma dopo averlo percorso posso dire di essere contento delle emozioni che questo itinerario mi ha regalato. Anche il tratto di 3 km a spinta lungo la carraia immersa nel bosco, per quanto faticoso, ha un fascino tutto suo, complice l’alta quota. Uscire dagli alberi e godere del panorama offerto dal Passo della Comunella ha suscitato in me una sincera ammirazione per madre natura. Il percorso si sviluppa per circa 18 km, con partenza da Ligonchio, rinomato paese turistico situato nel Parco Nazionale del Monte Cusna. Si imbocca subito la strada sterrata, curata dalla Guardia Forestale, che sale con decisione fino al Rifugio Rio Re (1400 m s.l.m.), dove si trovano alcune fontane e, talvolta, il gestore che offre anche ristoro. Il tracciato è piacevole, arricchito dal costante sottofondo del torrente che lo costeggia, rendendolo davvero suggestivo. La strada proseguirebbe idealmente fino alla Val Dozola, ma le piogge torrenziali e la forte pendenza la rendono spesso impraticabile. A noi è capitato di trovarla in condizioni tali da non essere affatto pedalabile. Terminati questi impegnativi 3 km a piedi, si abbandona la carraia per imboccare un sentiero in quota sorprendentemente comodo e dolce, disteso su un soffice tappeto di aghi di pino e foglie. Sempre immersi in un bosco di faggi, si raggiunge una seconda strada sterrata, attraversando deliziosi rigagnoli (come visibile nelle foto allegate). Anche questo tratto forestale presenta brevi passaggi dissestati simili a quelli affrontati in salita, ma solo per qualche centinaio di metri. Con l’ultimo sforzo si sale infine al Passo della Comunella, a 1800 m di quota. Da lì, si prosegue con piacere su una panoramica strada sterrata che scivola dolcemente fino al Passo Pradarena, frequentato crocevia ben attrezzato per i turisti, dove si può gustare anche un buon caffè. La discesa su asfalto che riporta a Ligonchio è rapida e rilassante: non serve nemmeno pedalare.
18.7km
650m
650m
Nestore Paolo Fantuzzi went mountain biking.
August 11, 2025
Lasciamo l’auto nella splendida località turistica di Cerreto Laghi per intraprendere un percorso non troppo lungo – circa 17 km – e sorprendentemente con poco dislivello, considerando la quota della zona. Su un totale di circa 550 metri di dislivello, infatti, la prima metà del tragitto è una lunga discesa. Partendo da Cerreto Laghi, percorriamo un tratto su asfalto fino al Passo del Cerreto, dove imbocchiamo una suggestiva carraia – l’Alta Via delle Sorgenti – che, rimanendo in quota e offrendo splendide vedute sull’Alpe di Succiso e sul Monte Casarola, ci conduce fino a Ospedalaccio. Dopo circa 3 km inizia la discesa, che nell’ultimo tratto si fa più impegnativa, come mostrano le foto: i grossi sassi sul percorso e le pendenze da motocross ci costringono a proseguire a piedi. In fondo alla discesa (località Gabellina) la SS63 ci porta all’imbocco, piuttosto nascosto (come evidenziato nelle immagini), del sentiero che conduce a Cerreto Alpi, dove troviamo una preziosa sorgente d’acqua. Da qui parte una salita molto bella, panoramica, su una strada forestale ben curata, che in 7 km ci porta al Lago Pranda. Il gestore del rifugio ci accoglie con una rigenerante polenta ai funghi, e dopo una sosta all’ombra dei faggi che circondano il lago, affrontiamo l’ultimo chilometro – breve ma molto impegnativo – che ci riporta a Cerreto Laghi, in buona parte da percorrere a piedi.
02:33
16.4km
6.4km/h
480m
540m
Nestore Paolo Fantuzzi went mountain biking.
August 8, 2025
Se non abbiamo voglia di faticare su ripidi sentieri da trekking e accompagnare la bici giù per il sassoso e scivoloso “sentiero del Tartufo Bike”, allora è meglio lasciar perdere. Buona parte di questo tracciato si presenta proprio così: impegnativo, ma in grado di offrire splendide prospettive, con immersioni nel verde profondo e nel fresco dei boschi sopra Calestano, in una natura ancora poco frequentata. Da Calestano iniziamo la lunga salita che, dopo qualche chilometro su asfalto, si trasforma in una piacevole arrampicata su strade ghiaiose, fino all’oratorio della Beata Vergine della Cintura (vedi foto). Fin qui, tutto sommato, ci sta. Quello che rende il percorso davvero ostico è il tratto successivo, dove la salita prosegue su sterrato: servono una bici a pedalata assistita e buone doti tecniche per districarsi tra i sassi sparsi dalle piogge torrenziali lungo il sentiero. La discesa è anch’essa impegnativa. Ci porta a Ronzano, ma le difficoltà tecniche ci fanno già dimenticare l’idea di una pedalata rilassante. Da Ronzano continuiamo a lottare fino alla chiesa di Traiolo (dedicata ai Santi Gervaso e Protaso), dove finalmente troviamo una fonte d’acqua. Da qui il percorso si fa ancora più tecnico. Per salire sulla sella del monte Olmo, la strada peggiora ulteriormente e diventa a tutti gli effetti un sentiero da trekking, inadatto alla MTB. Anche se il paesaggio è splendido e i prati appaiono incontaminati, stiamo percorrendo il “Tartufo Bike”: un itinerario trekking impegnativo, dove per qualche chilometro saremo costretti a procedere a piedi con la bici al fianco. Affrontiamo la discesa fino a quote più basse, dove finalmente ritroviamo un tracciato sterrato e poi l’asfalto, che ci riporta sulla SP15 lungo il torrente Baganza. Da lì risaliamo fino al punto di partenza, l’unico luogo lungo il percorso dove è possibile fermarsi per un ristoro e un pranzo rigenerante
22.7km
700m
700m
Nestore Paolo Fantuzzi went mountain biking.
July 26, 2025
Si era programmato un bel percorso, ma la notte piovosa e la giornata nuvolosa ci sconsigliano di avventurarci sui sentieri nei boschi. Partiamo quindi da Cerredolo, punto strategico di fiumi e strade, dove “La Dispensa” (nella foto) ci prepara un fantastico panino. Da qui percorriamo la SP9 quasi fino a La Gatta, una strada ampia e panoramica. Nonostante sia trafficata, lo spazio è sufficiente per non intralciarsi. Vale una sosta il celebre “bar delle mosche”, così chiamato per motivi evidenti, famoso anche perché frequentato dall’amato presidente Pertini durante il periodo della Resistenza. Attraversiamo più volte il Secchia su grandi ponti: il panorama, come mostrano le foto, ripaga dell’incomodo delle auto che ci sorpassano. I chilometri scorrono rilassanti, tutti in quota. La pedalata si fa più impegnativa quando deviamo a destra e attraversiamo l’antico ponte sul Secchia – non quello nuovo da cui siamo partiti – per salire verso Velluciana. La strada, sempre asfaltata ma stretta e poco battuta, collega i borghi di questa parte di Appennino e sale decisa fino al castello di Carpineti, oggi ridotto a una rocca. Anche questo tratto regala panorami magnifici: la Pietra di Bismantova si mostra in tutta la sua imponenza e mentre scorrono i tipici Calanchi argillosi e grigi troviamo una delle rare fonti d’acqua lungo il percorso. Arrivati alla Pietra, cediamo alla tentazione di raggiungere l’eremo di San Vitale seguendo un vecchio sentiero tra i castagni, già percorso anni fa. Purtroppo le tempeste degli ultimi mesi hanno abbattuto numerosi alberi che ostruiscono il tracciato; siamo costretti a tornare sulla strada, spingendo la bici con fatica. Scendiamo poi verso Carpineti, dove troviamo un bar e una fonte. Da qui imbocchiamo via San Vitale fino al bivio nei pressi di Monte Faraone: il panorama cambia, ora ammiriamo il versante sud della cresta su cui sorgono il castello e l’eremo. Al bivio finale si può proseguire per l’eremo o scendere verso Bebbio. Abbiamo ormai completato gli 800 metri di dislivello. Prima di raggiungere il borgo, una tipica trattoria di montagna scivola alla nostra destra. Tornati ad ammirare la valle del Secchia, ci fermiamo a Bebbio: la vecchia chiesa, affascinante come mostrano le foto, ci accoglie tra cipressi e silenzio, mentre gustiamo il nostro panino. Il resto della discesa è altrettanto panoramico e ci conduce a Cerreto lungo una strada ampia e poco trafficata, che attraversa borghi animati da aziende agricole e stalle. Enjoy
02:26
37.4km
15.4km/h
780m
780m
Nestore Paolo Fantuzzi went mountain biking.
July 18, 2025
Un bel percorso ad anello, un pó lungo (nel tracciato è indicato il tempo di pedalata effettivo, ma si rendono necessarie pause di riposo per cui si raddoppia) con un dislivello serio che una bici a pedalata assistita aiuta ad affrontare più serenamente. Si parte da villa Minozzo e si imbocca la stradina asfaltata e panoramica che porta a Monte Orsaro. Alla vostra destra vedrete la pietra di bis Mantova mentre a sinistra scorre maestoso il massiccio del Cusna. La stradina è veramente poco frequentata e si addentra nei boschi alle pendici del Monte Prampa. Dopo circa un’oretta abbondante di tornanti solitari, giungiamo alla panchina gigante (vedi foto) e dopo il doveroso sedercivi sopra riprendiamo ed arriviamo al rifugio di Monte Orsaro. E' più una trattoria che un rifugio essendo facilmente raggiungibile tramite altro percorso dalle auto dei turisti. Il lato positivo è un menu molto accattivante. Da qui inizia la strada forestale che vi porta fino al bivio detto passo della Cisa. E' un posto ideale per fermarsi e mangiare un panino dato che è attrezzato con tavoli e panche. Questo è il punto più alto del percorso dal quale inizia la lunga discesa che chiude l’anello. La prima parte di queste discesa è molto bella, il bosco ospita un alberatura rada e sontuosa, lo sterrato affianca ruscelli e anche un laghetto per poi aprirsi su una panoramica del monte Ventasso e dei paesi sottostanti, tra cui Ligonchio, veramente unica. Il resto del tracciato è asfaltato. Continua a essere panoramica fino a raccordarsi con la provinciale che porta alla rocca di Minozzo. Attraversando i borghi si incontrano almeno due fontane fresche e opportune. Alla fine di questa discesa, che ha pendenza decisa e mette alla prova ai freni, saliamo sulla provinciale per villa Minozzo. Dovremo percorrere altri 17 km. La provinciale è una strada a bassa pendenza che inizialmente ci richiede di affrontare un tratto in salita, fino al punto panoramico da cui i cannocchiali dei comuni limitrofi ci suggeriscono di ammirare la pietra di bismantova da un’altra prospettiva. Poco oltre a questo punto incontriamo la rocca di Minozzo ed iniziamo la lunga discesa fino a villa Minozzo
02:38
39.0km
14.8km/h
1,070m
1,070m
Nestore Paolo Fantuzzi planned a bike ride.
June 25, 2025
03:12
50.2km
15.7km/h
290m
280m
Panoramic loop that links together four different types of route; a 7 km route among the stables of the Reggio Emilia plain, a 14 km route along the Secchia river, a gentle climb up the hills to San Valentino and Monte delle Tre Croci (12 km) and a sudden panoramic asphalt descent to Scandiano.
Translated by Google •
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