About Cristian - IZ3GAK - Caorle
3,674 km
555:08 h
Recent Activity
Cristian - IZ3GAK - Caorle went for a hike.
4 days ago
Panoramico sentiero facile in salita ma difficile in discesa, vedi descrizione completa. Molti baraccamenti della Prima Guerra Mondiale presenti, lungo la via. 31-12-2025 Partenza dal Forte San Nicolò, il sentiero della pace sale per la cresta del monte Brione costeggiando e sempre panoramico, sul Lago di Garda. Sentiero protetto, adatto a tutti con un minimo di esperienza. Pendenza moderata, il fondo molto batttuto, sentiero largo e ricco di gradoni. Ci sono molti posti panoramici con panchina. Durante la salita e anche nel resto del percorso, si possono incontrare resti di baraccamenti e postazioni militari della Prima Guerra Mondiale. Arrivati in cima al Monte Brione, poco prima c'è la croce; da qui grandioso panorama, merita la sosta per goderselo. La discesa, seguendo la traccia allegata, è più difficoltosa; presenta tratti molto pendenti, bisogna stare attenti a non scivolare, ma la difficoltà maggiore è l'orientamento. Consiglio assolutamente l'uso della traccia da seguire con un GPS, perchè ci sono varie tracce di sentieri a terra che potrebbero confondere facilmente l'escursionista; la maggior parte si svolge in mezzo al bosco senza segnaletica; tuttavia è possibile seguire la stradina più facelie che si incontra appena sotto il monte. La traccia proposta percorre in Sentiero della pace, è molto solitario, non ho incontrato nessuno; invece nella salita si, diverse persone anche ragazzini fino al Monte Brione. Usciti dal bosco si arriva a Sant'Alessandro e poi dritti per la ciclopedonale fino nuovamente a Riva del Garda.
7.15km
330m
330m
Cristian - IZ3GAK - Caorle went for a hike.
6 days ago
30-12-2025 Si può partire da appena fuori dal centro di Riva del Garda (lato Ovest), per chi ha poco tempo può prendere l'ascensore panoramico che sale al Bastione (fa risparmiare circa 30-40minuti di salita). Dal Bastione parte un sentiero piuttosto largo, non difficile ma con molte rocce incastonate a terra, l’unica attenzione e non scivolare o inciampare, guardare sempre bene dove si mettono i piedi. Dal bastione sono circa 350m di dislivello, la salita, mai troppo pendente, è agevolata spesso da gradini a volte naturali a volte in legno, ma la maggior parte é sempre su rocce a terra. Si arriva prima alla Capanna Santa Barbara gestita dal CAI di Riva poi in poco tempo si è alla Cappella. La vista da qui è grandiosa sul lago e su Riva del Garda come si vede dalle foto, c’è il libro di vetta proprio all’interno. La discesa è per la stessa via della salita.
02:09
9.07km
4.2km/h
590m
600m
Cristian - IZ3GAK - Caorle went on an adventure.
December 20, 2025
20-12-2025 Partenza dal parcheggio Lago d'Antorrno, nei pressi di Misurina; consiglio subito la salita e discesa per la traccia proposta. Il video a questo indirizzo: https://youtu.be/byxnz8zypF8 Si sale per un sentiero non troppo difficile, oggi con le condizioni d''innevamento non sono mai state necessarie le ciaspole, tuttavia i ramponcini si. La neve era molto compatta con tratti ghiacciati; è l'unico punto da porre molta attenzione, per il resto il sentiero non presenta altre difficoltà tecniche. Come anticipato non conviene salire per la strada, a parte la banalità, ma sopratutto per il continuo via, vai di motoslitte che servono la salita dal parcheggio al Rifugio Auronzo. Il sentiero proposto invece passa lontano, in mezzo al bosco e altre aree più solitarie, non abbiamo incontrato nessuno. Silenzio totale, più avventuroso, oggi la giornata è stata fantastica come si vede anche dalle foto e dal video. In circa un'ora e mezza si arriva al Rifugio Auronzo, in posizione soleggiata e con un panorama incredibile. Si continua per l'evidente stradina passando a fianco del Rifugio Lavaredo o per la più impegnativa traccia che sale sulla destra, per arrivare alla Forcella Lavaredo (circa 45minuti) Da questa posizione si possono ammirare meglio le Tre Cime di Lavaredo, si vede l'altro versante con il Rifugio Locatelli facilmente raggiungibile. Inutile parlare del panorama anche le foto ed il video non rendono come quando siamo stati la. Il ritorno è per la medesima via di andata tralasciando nuovamente la strada di servizio. NB: Informarsi preventivamente delle condizioni meteo e della neve poi valutare in loco, il grado di difficoltà può variare di molto; oggi tuttavia è stata un'escursione sicura senza alcun problema riscontrato. Per i meno esperti è meglio seguire la strada di servizio, molto più sicura e semplice.
04:45
15.3km
3.2km/h
650m
640m
Cristian - IZ3GAK - Caorle went mountain biking.
December 18, 2025
18-12-2025 Percorso di media difficoltà, bisogna resiste solo il primo tratto di salita fino a Mezzomonte, poi è quasi tutta discesa. Durante la discesa bisogna comunque prestare attenzione, essendo tutta sterrata e a volte con un fondo molto "scassato" e poco compatto. In particolare, come oggi, era tutto umido e magnato, le rocce a terra e i grossi sassi erano molto scivolosi; anche l'ultimo tratto in lieve salita su fondo terroso, bagnato, fangoso, era faticoso con poco grip per le ruote. Nel complesso è un piacevolissimo itinerario, che si presta molto anche ad essere ripetuto nel tempo per il suo tracciato in mezzo al bosco ed in zone poco frequentate e silenziose. I meno esperti devono porre molta attenzione nella discesa sopratutto nelle condizioni descritte sopra, è molto facile scivolare.
02:39
22.3km
8.4km/h
570m
560m
Cristian - IZ3GAK - Caorle went on an adventure.
December 13, 2025
Itinerario che regala uno dei panorami più belli delle Dolomiti e non solo; relativamente facile ma un pò lunghetto, leggi tutta la descrizione, foto e video qui allegato e le annotazioni alla fine per maggiori dettagli. Il video qui: https://youtu.be/cgpghTZ9_Ck 13-12-2025 Si parcheggia la macchina a "Carbonin", poco lontano da Misurina (vedi indicazioni in traccia), si sale per la strada che si trova difronte. Tabelle indicatorie alla partenza. La salita è facile, con pendenze molto contenute, adatta a tutti; in circa 2 ore si arriva al Rifugio Vallandro, oggi chiuso. Già qui il panorama è molto bello, in lontananza si vede il Rifugio Prato Piazza. Si prosegue per il Monte Specie, stessa tipologia di strada, poi traccia su neve, ma sempre facile e sempre con pendenze moderate. Il circa un'ora dal Rifugio di arriva in cima. Qui c'è poco da descrivere, il panorama che si vede è immenso, siamo su una delle "Terrazze delle Dolomiti", ce ne sono anche altre. Bisogna salire per poterlo ammirare, anche le foto non bastano. Fortunatamente arriviamo presto e non c'è molta gente, oggi la giornata di sole caldo, senza vento e con una visibilità incredibile, ci ha permesso di rimanere diverso tempo qua su. La discesa è per la stessa via della salita. NB: Le condizioni di neve vanno valutate di volta in volta, leggendo i bollettini meteo, oggi abbiamo trovato la traccia tutta battuta non sono servite le ciaspole ma i ramponcini si. Abbiamo trovato diverse lastre di ghiaccio, anche nascoste sotto la neve. L'escursione non ha particolari difficoltà tecniche è piuttosto facile, ma bisogna considerare comunque che ci sono da fare circa 20km e 850m di dislivello, impegnativo comunque.
05:16
21.1km
4.0km/h
860m
840m
Cristian - IZ3GAK - Caorle went on an adventure.
December 6, 2025
Facile escursione sulla neve che non comporta difficoltà tecniche particolari, adatto a tutti con un pò di resistenza fisica fino al Monte Piana, poi diventa più impegnativo. Leggi meglio tutta la descrizione con foto e video allegato per maggiori dettagli. Il video a questo indirizzo: https://youtu.be/OVkNEVSNXTs NB: le condizioni della neve si riferiscono ad oggi, valutare di volta in volta consultando anche i bollettini; per i meno esperti non avventurarsi in condizioni di nuvole basse perchè nell'altopiano la visibilità sarà molto scarsa con nessun punto di riferimento. Si può parcheggiare a Misurina, nell'ampio parcheggio appena dopo aver svoltato per la strada che porta alle Tre Cime di Lavaredo. Il percorso parte da qui con evidente tabella che indica la strada che sale al Rifugio Angelo Bosi. Tutta la salita fino al rifugio è su strada con neve molto battuta, ad un certo punto un'indicazione, invita gli escursionisti a piedi a seguire una via alternativa. Anch'essa comunque ben battuta senza alcuna difficoltà tecnica. Sino al rifugio non sono state necessarie le ciaspole e neanche i ramponcini. Dal rifugio si prosegue per il Monte Piana, ci sono le indicazioni su tabelle, non è più una stradina ora si dovrebbe seguire il sentiero principale che è completamente ricoperto di neve come tutto il resto, tuttavia essendo molto frequentato seguiamo la traccia ben battuta dagli escursionisti precedenti. ATTENZIONE!!! Tutto l'altopiano è stato teatro della Prima Guerra Mondiale, ci sono tantissime trincee e buchi vari che con la neve di oggi sono completamente coperti; sino al Monte Piana la traccia comunque è evidente ma non abbiamo trovato segnaletica (esempio paletti che indicassero la via anche con neve, ecc...); da tener presente che i sentieri a terra non sono visibili. Arrivati in prossimità del Monte Piana ci sono alcuni ceppi alla memoria dei caduti e la Capanna Carducci ideale per fermarsi a fare uno spuntino. Il sole oggi era veramente intenso e forte, senza un filo d'aria. I meno esperti possono terminare qui l'escursione, invece per i più esperti che vogliono proseguire verso il Monte Piano, dovranno utilizzare le ciaspole. Come detto non abbiamo trovato paletti che identificassero il sentiero, in questa direzione non ci sono tracce da seguire, è tutto bianco, si vede in lontananza delle tabelle indicatorie e altri ceppi e croci. Proseguiamo più o meno cercando di seguire la traccia GPS, ma bisogna sempre stare attenti, come detto prima, qui è pieno di trincee, inevitabilmente qualcuna la superiamo passandoci sopra, ma non è stato un problema c'era tantissima neve, fresca, cristallizzata, asciutta, veramente fantastica. In quest'ultimo tratto c'è il silenzio più assoluto, siamo soli, tutti si fermano al Monte Piana; proseguiamo un pò fino alla Croce ai Caduti del 55° Fanteria. Tutto questo tratto, nell'altopiano, regala panorami mozzafiato come si vede bene dalle foto e video. La via del ritorno è per la medesima dell'andata.
03:51
13.3km
3.5km/h
580m
560m
Cristian - IZ3GAK - Caorle went for a hike.
November 15, 2025
ATTENZIONE!!! Itinerario EE, solo per Escursionisti Esperti. Bisogna affrontare tratti di sentiero e creste esposte. Salita e discesa impegnativa. Dalla vetta panorama a 360° Descrizione e video allegati per maggiori dettagli. --->VIDEO: https://youtu.be/W8Wo3OFYUN0 15-11-2025 Partenza in prossimità del Bacino Pian delle More sulla strada che collega Piancavallo - Barcis; si percorre inizialmente una stradina e un facile sentiero in mezzo al bosco fino al primo bivio con indicata la direzione da seguire, per Forcella Val Grande e Rifugio Semenza Sent.925. Da qui in poi il sentiero diventa più tecnico ma sempre abbastanza agevole e con poca pendenza fino ad un capitello in memoria di Nelso Darin. A breve si incontrano delle funi d'acciaio che aiutano la salita su un tratto un pò esposto. Ora inizia una bella salita in mezzo al bosco, il sentiero in questo periodo è spesso coperto da foglie, ma la segnaletica è ottima. Gran parte della salita è impegnativa sempre bella pendente, nel caso fosse bagnato, come oggi, bisogna prestare moltissima attenzione, perchè ci sono molte rocce a terra e sono veramente scivolose, alcune sono coperte dalle foglie, il tutto sarà da rifare al ritorno in discesa! Si sale pian piano fino all'uscita del bosco, ma siamo appena alla metà della salita. Si continua con stessa tipologia di sentiero e pendenza fin poco prima della forcella, dove la via, si apre su un spazio più ampio. Si raggiunge ora facilmente la Forcella Val Grande a quota 1.926m, qui si apre un gran panorama, si vede in lontananza anche il Bivacco Lastè,. Il crocevia indica a sinistra il Rif. Semenza e a destra il Monte Caulana, meta di questo itinerario. Il sentiero comincia ad essere a tratti più esposto ma nulla di che solo da prestare attenzione; con una minima pendenza si arriva presto alla Forcella Caulana a quota 1.960m. E' evidente ora la via che sale in vetta, basta seguire la cresta sino in cima. L'ambiente qui è veramente solitario e silenzioso, oggi siamo stati fortunati a vedere un branco di caprioli poco più sotto a noi. La traccia a volte corre su un lato della cresta, mantenendo un livello abbastanza sicuro, ma sempre con attenzione perchè comunque si percorre su un lato molto pendente; a volte invece bisogna salite in cresta e proseguire con maggior attenzione, (l'escursionista esperto ed abituato a questa tipologia di sentieri non avrà grosse difficoltà). Prima di arrivare in vetta bisogna superare una collinetta, quindi un sali-scendi, ma poi si arriva abbastanza facilmente alla cima del Monte Caulana a quota 2.068m. In cima c'è un grande omino di pietra, e c'è abbastanza spazio per ospitare diversi escursionisti, da qui il panorama è grandioso e vale la pena fermarsi un pò per ammirarlo, ma oggi tirava un vento fortissimo e siamo dovuti scendere quasi subito per trovare un riparo dal vento poco più sotto e consumare così il nostro pranzo. La discesa è per la medesima via della salita, ma anche in questo senso c'è sempre da tenere alta la concentrazione, non solo durante la percorrenza in cresta ma anche dopo ,in mezzo al bosco; come detto prima le rocce che ci sono a terra, oggi, erano molto scivolose.
04:55
11.3km
2.3km/h
930m
910m
Cristian - IZ3GAK - Caorle went for a hike.
November 8, 2025
ATTENZIONE!!! Itinerario EE solo per escursionisti esperti. Salita e discesa impegnativa come anche tutto l'anello, si devono attraversare creste esposte e brevi tratti in arrampicata. L'escursionista esperto abituato a questo tipo di itinerari non incontrerà grosse difficoltà. Leggi la descrizione completa e vedi il video allegato per maggiori dettagli. Link diretto al video: https://youtu.be/-2_wHoRG8ps 08-11-2025 Partenza dal parcheggio della Casera Crosetta (chiusa in questo periodo), la strada per arrivare è piuttosto stretta basta fare attenzione e procedere a passo d'uomo. Si inizia su un sentiero molto largo passando accanto alla Casera Venal 1.260m che si trova poco più su, più avanti c'è il bivio con indicazioni per il Crep Nudo Sent. n.933 (salita a sinistra). Adesso arriva il bello, il sentiero diventa una traccia a volte molto stretta, che attraversa tratti su fondo con rocce e tratti su ghiaioni poco stabili, ma il peggio è la pendenza; sempre bella tosta, impegnativa, praticamente sino in cima, quasi mai una tregua. Non ci sono grosse difficoltà tecniche, solo da fare attenzione a dove si mettono i piedi per evitare di scivolare o "storte" alle caviglie, una buona forma fisica ed un pò di allenamento di sicuro aiuta. Prima della cima si incontra un bivio, poco più sopra di una roccia con dipinto il triangolo dell'altavia n.7, da qui inizia la salita al Crep Nudo, è anche dipinta la scritta poco più su. Per la salita, a volte, è richiesto l'uso delle mani per arrampicare più agevolmente, ma niente di che, molto semplice; resta il fatto che continua ad essere molto pendente. Arrivati in cima al Crep Nudo 2.207m si apre un panorama indescrivibile, a 360°, oggi come si vede dalle foto e video, abbiamo trovato la giornata ideale, è tutto perfettamente visibile. In cima c'è abbastanza spazio per rimanere a pranzare anche per più escursionisti, durante la nostra permanenza eravamo in 8 e tutti avevano il loro spazio. E' presente la croce di vetta ma non ho trovato il libro non se c'è da qualche altra parte. La giornata soleggiata di oggi ci ha permesso di rimanere in vetta abbastanza tempo. La discesa è per la stessa via della salita fino al bivio precedente, ora si prosegue verso la Forcella Venal sul Sent. n.936, attraversando la cresta che ben si vede poco più sotto, su un sentiero più tecnico dove bisogna rimare più concentrati. L'attraversata fino poco prima della Forcella Venal percorre una traccia a mezza costa sotto la cresta, passando per la cima del Capel Grande 2.073m; a volte bisogna prestare maggior attenzione nei tratti più esposti. Anche qui ci sono alcuni passaggi dove bisogna mettere le mani per tenersi in equilibrio, ma sempre passaggi non troppo difficili (intendo comunque per escursionisti esperti...), è chiaro che non bisogna perdere l'equilibrio. Arrivati poco sotto alla forcella Venal si intravede l'incrocio tra i due sentieri, uno che sale a serpentina e l'altro che prosegue dritto perdendo man mano quota; è quello che abbiamo seguito per il ritorno, non abbiamo trovato tabelle indicatorie. (Sent. n.934) Anche questo sentiero è una traccia non sempre agevole, a volte su ghiaione poco stabile, altre volte su grosse pietre e sempre molto pendente; verso la fine entrando nel bosco, la pendenza cala ed il sentiero diventa più una stradina fino ad incontrare nuovamente il bivio dell'andata. Da qui in poi si ripercorre il tratto fatto all'inizio fino a tornare al parcheggio della macchina. Tutto l'anello è comunque ben segnalato con bollini chiari ed in ottimo stato.
05:24
11.9km
2.2km/h
1,110m
1,090m
The video with more details is here; read the description at:
Translated by Google •
Cristian - IZ3GAK - Caorle went for a hike.
October 18, 2025
Itinerario EEA per Escursionisti Esperti con Attrezzatura (vedi note sotto), bisogna affrontare dei tratti attrezzati e parti un pò esposte con qualche semplice arrampicata; l'ambiente in cui si svolge il percorso è molto selvaggio e solitario, in questo periodo, completamente silenzioso. il VIDEO con maggiori dettagli a questo indirizzo: https://youtu.be/zINMskrfFVk Partenza dal parcheggio del Rifugio Tolazzi (Forni Avoltri); si sale per la stradina ma la si lascia subito per inoltrarsi in un sentiero escursionistico molto più selvaggio, solitario, silenzioso e meno battuto fino ad intersecare la via che porta al Passo di Volaia. Arrivati al Passo merita una sosta per ammirare questo fantastico posto, oltre il lago si vede il Rifugio Volaia. Questa era solo una tappa obbligatoria per gustare il panorama dal passo, si torna ora sui propri passi scendendo nuovamente per la via d'andata, ma dopo non molto sulla sinistra, si incontrano i cartelli che indicano la direzione da prendere per il Sentiero Spinotti. Come suggerito anche dalle tabelle, il sentiero spinotti è solo per escursionisti esperti, il primo pezzo per arrivare all'attacco dei tratti attrezzati, è una traccia escursionistica di media difficoltà dove si attraversano rocce e roccette, con fondo a volte molto detritico. Arrivati alla base della parete, la classica tabella rossa indica di indossare il kit completo da ferrate. Ci sono molti tratti assicurati alcuni con corda ben tirata altri con corda molto lasca, in quest'ultimi conviene arrampicare con entrambi le mani sulla roccia, restando comunque sempre agganciati al cavo di sicurezza. Alcuni tratti non sono assicurati ma si può progredire arrampicando facilmente mantenendosi in equilibrio con le mani. La prima parte finisce in prossimità della Torre Spinotti, la si individua subito perchè l'ultima salita finisce in una cresta molto panoramica. Da qui in poi, fino alla seconda parte dei tratti assicurati, si percorre una lunga traccia di più di 2km piuttosto facile a volte mista erba/terra, e poi tra rocce, sempre ottimamente segnalato, in un ambiente completamente solitario, ampio, silenzioso, rilassante... Poco prima del Rifugio Marinelli c'è l'ultimo pezzo assicurato e in poco tempo si è ormai arrivati al rifugio. Qui merita la pausa pranzo, bellissimo il panorama e la tranquillità di questo posto. Per la discesa abbiamo preso una traccia, non segnalata da tabelle, ma comunque più avanti, da segni bianco/rossi, altrimenti l'alternativa è l'evidente strada molto battuta e larga; ma il sentiero preso è molto più avventuroso e vicino al bosco, cosa che in questo periodo autunnale, ci ha regalato colori molto particolari. Verso la fine ci si innesta nella strada che sale al rifugio Marinelli, ed in poco tempo si è nuovamente al parcheggio della macchina. NB: Il sentiero Spinotti è classificato come sentiero attrezzato e non via ferrata, tuttavia l'uso del kit completo è sempre consigliato; durante la salita ci sono dei tratti non assicurati dove bisogna mettere le mani per l'equilibrio o si devono attraversate punti un pò esposti. Un escursionista esperto non avrà alcun problema e potrà ritenerlo addirittura facile, ma non è un percorso turistico e neanche per principianti. Potrebbe essere un'ottima occasione per imparare ad usare il kit da ferrata solo se accompagnati da qualcuno di più esperto.
05:39
11.7km
2.1km/h
940m
930m
Watch the video with more details here:
Translated by Google •
Cristian - IZ3GAK - Caorle went for a hike.
October 11, 2025
ATTENZIONE!!! Itinerario EEA solo per Escursionisti Esperti con Attrezzatura. Si devono affrontare 2 ferrate di cui una con dei tratti piuttosto esposti. L'ambiente circostante è tra i più belli delle Dolomiti. Leggi tutta la descrizione e vedi il video in allegato con maggiori dettagli sul percorso. Vedi a questo indirizzo il video con maggiori dettagli: https://youtu.be/B18u3PEIcCA (copia ed incolla) Partenza dal Passo di Giau, posto MOLTO frequentato anche fuori stagione, bisogna arrivare presto per poter parcheggiare in buona posizione. Si sale verso il Ra Gusela che si vede in primo piano, subito al primo bivio si seguono le indicazioni per la Ferrata Ra Gusela. Un sentiero semplice con attraversamenti di tratti rocciosi, in leggeri sali scendi, seguendo il Sent. n.443 fino al bivio per le Cinque Torri. Da qui seguendo ancora le indicazioni per la Ferrata Sent. 438, incomincia una pendente salita verso l'attacco che si trova alla base della Torre Luisa. E' qui che conviene indossare l'imbracatura. La ferrata piuttosto facile, affronta tratti in orizzontale e tratti più verticali ma mai troppo esposti, sono presenti sempre molti appigli per salire con gran facilità. E' divisa in 2 parti, la prima parte porta ad un fantastico altopiano, lo si riconosce subito, da qui si vede il rifugio Nuvolau in alto e le inconfondibili 5 Torri più in basso. La prima parte è terminata, ma conviene continuare comunque con tutta l'attrezzatura indossata pronta per la parte finale. Adesso bisogna intuire un pò la via, non si segue più una traccia, ma dei bollini rossi su roccia, ma ci sono tantissime rocce, si cammina sopra di esse, bisogna sempre rimanere concentrati nell'individuare il prossimo bollino rosso; anche se non è necessario seguire una via prestabilita, basta andare più o meno verso il bollino. Dopo un pò di attraversamento su rocce si ritrova una traccia di sentiero, che conduce alla seconda parte della ferrata che terminerà appena sotto al rifugio. L'ultima parte è un pò più esposta, ma sempre con difficoltà contenute, qui il panorama cambia e si vede chiaramente anche la Marmolada con il suo ghiacciaio, come anche innumerevoli altre vette, insomma il panorama spazia a 360°. Quindi, terminato anche questo tratto di ferrata, si arriva al Rifugio Nuvolau a quota 2.575m. Ci fermiamo il minimo indispensabile per foto, video e mezzo panino al volo, troppa gente, e ripartiamo subito, scendendo verso la Forcella Nuvolau. Dal Rifugio Averau 2.413m, incomincia la seconda parte dell'itinerario che salirà in cima al Monte Averau 2.647m. Appena dietro al rifugio inizia il sentiero per la ferrata Averau, come da chiare indicazioni su tabelle. Una traccia di sentiero piuttosto facile, con qualche attenzione in alcuni tratti un pò franati, poi un breve tratto più ripido porta all'attacco. Fare attenzione, ci sono 2 attacchi, uno per la salita e l'altro per la discesa, basta seguire la freccia rossa; comunque si sale a sinistra e si arriverà in discesa dal lato destro. Fa ferrata, più difficile della precedente, presenta dei tratti verticali e minor appigli, attraversa un camino in salita agevolata da comode staffe, ferrata piuttosto corta, più atletica e divertente della precedente; finisce su un piano, dove un facile sentiero porterà alla vetta. Purtroppo la traccia di sentiero era completamente ghiacciata, e non si poteva proseguire in sicurezza, senza i ramponi, pertanto abbiamo dovuto rinunciare. Per la discesa, è evidente un pianerottolo con un grandissimo omino di pietra, ma si vede anche parte della corda d'acciaio; quindi molto intuibile. Anche la discesa è a tratti verticale, ma con maggiori appigli, quindi si seguirà poi la traccia di sentiero fatta all'andata fino al Rifugio Averau. Da qui inizia il sentiero di ritorno alla macchina. Dalla forcella inizia una stradina di servizio al rifugio che abbandoniamo quasi subito per prendere una traccia di sentiero a mezza costa sotto il Nuvolau. Da non sottovalutare questa traccia che comunque, non è segnalata, e presenta alcuni tratti molto pendenti ed in parte un pò esposti a cui prestare maggiore attenzione. La traccia, molto più bella, avventurosa e solitaria della stradina condurrà nuovamente al punto di partenza. NB: Entrambi le ferrate vanno affrontate con il kit completo da ferrata e naturalmente anche saperlo usare; la ferrata Ra Gusella è più semplice e può essere affrontata anche per chi comincia come prima ferrata però deve essere accompagnato da qualcuno di più esperto. La Ferrata Averau è più difficile presenta qualche passaggio dove bisogna cercare il miglior appiglio, ha dei passaggi più esposti che potrebbero mettere in difficoltà chi è alle "prime armi" ma è molto corta anche qua i meno esperti è meglio che siano accompagnati.
04:50
9.02km
1.9km/h
530m
520m
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