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Cristian - IZ3GAK - Caorle

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January 24, 2026

Piancavallo escursione ad anello con GRAN NEVICATA

24-01-2026 Il video a questo indirizzo: https://youtu.be/aK701qXJwkc Anello tra i boschi di Piancavallo (PN) durante una grandiosa nevicata. Paesaggi fiabeschi, unici, silenziosi con qualche attenzione, vedi descrizione completa. ATTENZIONE!!! Non sottovalutare un itinerario invernale in particolari condizioni di neve e meteo, potrebbe aumentare la difficoltà tecnica, l'impegno fisico, richiedere attrezzatura adeguata e conoscenza del territorio; le condizioni potrebbero non essere adatte a principianti. Vedi alcuni suggerimenti a questo indirizzo: https://www.cristianvoltarel.it/suggerimenti/ -------- Oggi, e già dalla notte precedente, ha sempre nevicato e anche quando abbiamo finito continuava a nevicare copiosamente. Parcheggiata la macchina vicino a nevelandia si sale per un primo pezzo una strada fino ad incontrare l'inizio della "Passeggiata delle Malghe", identificata da un cartello, vicino ad una cabina dell'ENEL in cemento. Da qui inizia un sentiero in mezzo al bosco che porta verso "Casera Caseratte" e poi fino al bivio sentiero 985 - 988 seguendo la recinzione con il filo spinato (lasciandolo sul lato sinistro). Giunti al bivio è possibile eventualmente tornare indietro, prendendo la facile stradina che scende sulla destra e che riporta verso Casera Caseratte (vedi tabella indicatoria) Dal bivio quindi, si continua dritti, in un ambiente ancora più solitario, seguendo a stento alcuni segni oggi poco visibili fino al successivo bivio seguendo poi il percorso 12 sulla sinistra. Si prosegue per tratti aperti, fuori dal bosco, la neve si fa più alta e si fatica maggiormente la progressione, continuano a seguire la traccia GPS fino all'ultimo bivio che porta verso Pian delle More (cartello indicatori presente). Da qui si intravede sotto la neve la strada sulla sinistra ma noi abbiamo seguito il sentiero 971, non la strada, passando attraverso un fitto bosco completamente imbiancato, molto più bello ed avventuroso. Arrivati a Pian delle More si attraversa la strada in direzione Piancavallo sulla destra si entra verso il Bacino Pian delle More. Ora basta seguire la strada che passa vicino alla casera Pian delle More e le indicazioni per "Piancavallo Rientro" fino al punto di partenza.

03:39

12.0km

3.3km/h

360m

360m

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January 26, 2026

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January 17, 2026

Itinerario escursionistico ad anello in mezzo al bosco che sale al Monte Ponta, da dove, la visuale spazia a 360°. Partenza da Costa (Val di Zoldo BL) c'è un parcheggio proprio prima della partenza. Si sale prima per una stradina sino alla Forcella Tamai a quota 1.715m poi inizia un sentiero che porta fino in cima la Monte Ponta 1.952m. Salita facile, tutta in mezzo al bosco, molto silenziosa e rilassante, non abbiamo incontrato nessuno per tutta la durata dell'escusione. L'unica difficoltà un pò la pendenza, a volte impegnativa, oggi c'erano diversi tratti ghiacciati che hanno richiesto l'uso dei ramponcini. Appena fuori dal bosco si è arrivati in cima. Da qui si apre una vista a 360°, la cima è comoda, non grandissima, ma è presente una tavola con 2 panchine, veramente utili per la pausa panino. Siamo rimasti un bel pò qui su, da soli, bellissimo!!! Vedi le foto ed il video allegato. La discesa, all'inizio, è per una traccia di sentiero piuttosto stretta, un pò meno pendente della salita però ha dei tratti un pò esposti, solo da tenere un passo sicuro, a volte tratti ghiacciati da prestare più attenzione. Anche la discesa è in mezzo al bosco, stessa tipologia della salita, silenziosa e molto bella, poi il sentiero si fa più largo fino ad arrivare nuovamente al punto di partenza.

03:19

9.82km

3.0km/h

580m

590m

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January 18, 2026

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January 10, 2026

10-01-2026 Anello invernale con tappa la Rifugio Venezia sotto il Monte Pelmo, in una grandiosa posizione. Leggi tutta la descrizione per maggiori dettagli, il video e foto sono allegate. Il video a questo indirizzo: https://youtu.be/bJHftQbDIY0 Premessa: In inverno con la neve il percorso va valutato di volta in volta, le condizioni possono variare anche di molto. Oggi non son o servite le ciaspole, il percorso era tutto battuto ma abbiamo superato moltissimi tratti ghiacciati che coprivano completamente la strada, si possono superare in sicurezza solo con i ramponcini; non avventurarsi senza! Dal paese di Zoppè di Cadore, ci sono diversi punti per parcheggiare la macchina, si prende il sentiero 456 in direzione Rifugio Talamini, dopo circa 1km si incontra un bivio seguire per Malga Rutorto. Qui abbiamo indossato i ramponcini. Si prosegue prima per una stradina, come detto prima prestare molta attenzione perché ci sono dei tratti ghiacciati (vedi anche le foto e meglio anche il video), tanto che anche i ruscelli e cascate sono ghiacciate; sino alla Forcella Ciampestrìn a quota 1.856m. Da qui la traccia si fa più stretta ma sempre senza particolari difficoltà, sempre in mezzo al bosco, questo tratto è meno battuto da escursionisti, non abbiamo incontrato nessuno; pertanto regnava il silenzio e la pace assoluta: stupendo. Poco più avanti incontriamo il bivio Najaròn a quota 1.787m, con le indicazioni per il Rifugio Venezia; ormai siamo quasi arrivati. Man mano che ci si avvicina al Rifugio, il bosco si fa più aperto e lascia intravedere il Monte Pelmo; e poco dopo, usciti completamente dal bosco si apre un gran panorama con sulla destra, in fondo, il Rifugio Venezia che si arriva in qualche minuto ancora. Il Rifugio Venezia è veramente in una bellissima posizione come si vede dalle foto e video, c'è a disposizione il locale invernale aperto appena sotto al rifugio. Oggi nonostante il sole, fa freschetto, ma fortunatamente il rifugio ha una piccola area riparata con vetrata. Ottima per la pausa, munita anche di panche per sedersi. Il ritorno è più semplice, basta seguire la stradina che scende verso Zoppè, sempre facile, mai troppo pendente, in poco tempo si ritorna al punto di partenza.

04:10

15.7km

3.8km/h

580m

580m

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January 13, 2026

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January 1, 2026

Panoramico sentiero facile in salita ma difficile in discesa, vedi descrizione completa. Molti baraccamenti della Prima Guerra Mondiale presenti, lungo la via. 31-12-2025 Partenza dal Forte San Nicolò, il sentiero della pace sale per la cresta del monte Brione costeggiando e sempre panoramico, sul Lago di Garda. Sentiero protetto, adatto a tutti con un minimo di esperienza. Pendenza moderata, il fondo molto batttuto, sentiero largo e ricco di gradoni. Ci sono molti posti panoramici con panchina. Durante la salita e anche nel resto del percorso, si possono incontrare resti di baraccamenti e postazioni militari della Prima Guerra Mondiale. Arrivati in cima al Monte Brione, poco prima c'è la croce; da qui grandioso panorama, merita la sosta per goderselo. La discesa, seguendo la traccia allegata, è più difficoltosa; presenta tratti molto pendenti, bisogna stare attenti a non scivolare, ma la difficoltà maggiore è l'orientamento. Consiglio assolutamente l'uso della traccia da seguire con un GPS, perchè ci sono varie tracce di sentieri a terra che potrebbero confondere facilmente l'escursionista; la maggior parte si svolge in mezzo al bosco senza segnaletica; tuttavia è possibile seguire la stradina più facelie che si incontra appena sotto il monte. La traccia proposta percorre in Sentiero della pace, è molto solitario, non ho incontrato nessuno; invece nella salita si, diverse persone anche ragazzini fino al Monte Brione. Usciti dal bosco si arriva a Sant'Alessandro e poi dritti per la ciclopedonale fino nuovamente a Riva del Garda.

7.15km

330m

330m

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December 30, 2025

30-12-2025 Si può partire da appena fuori dal centro di Riva del Garda (lato Ovest), per chi ha poco tempo può prendere l'ascensore panoramico che sale al Bastione (fa risparmiare circa 30-40minuti di salita). Dal Bastione parte un sentiero piuttosto largo, non difficile ma con molte rocce incastonate a terra, l’unica attenzione e non scivolare o inciampare, guardare sempre bene dove si mettono i piedi. Dal bastione sono circa 350m di dislivello, la salita, mai troppo pendente, è agevolata spesso da gradini a volte naturali a volte in legno, ma la maggior parte é sempre su rocce a terra. Si arriva prima alla Capanna Santa Barbara gestita dal CAI di Riva poi in poco tempo si è alla Cappella. La vista da qui è grandiosa sul lago e su Riva del Garda come si vede dalle foto, c’è il libro di vetta proprio all’interno. La discesa è per la stessa via della salita.

02:09

9.07km

4.2km/h

590m

600m

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December 20, 2025

20-12-2025 Partenza dal parcheggio Lago d'Antorrno, nei pressi di Misurina; consiglio subito la salita e discesa per la traccia proposta. Il video a questo indirizzo: https://youtu.be/byxnz8zypF8 Si sale per un sentiero non troppo difficile, oggi con le condizioni d''innevamento non sono mai state necessarie le ciaspole, tuttavia i ramponcini si. La neve era molto compatta con tratti ghiacciati; è l'unico punto da porre molta attenzione, per il resto il sentiero non presenta altre difficoltà tecniche. Come anticipato non conviene salire per la strada, a parte la banalità, ma sopratutto per il continuo via, vai di motoslitte che servono la salita dal parcheggio al Rifugio Auronzo. Il sentiero proposto invece passa lontano, in mezzo al bosco e altre aree più solitarie, non abbiamo incontrato nessuno. Silenzio totale, più avventuroso, oggi la giornata è stata fantastica come si vede anche dalle foto e dal video. In circa un'ora e mezza si arriva al Rifugio Auronzo, in posizione soleggiata e con un panorama incredibile. Si continua per l'evidente stradina passando a fianco del Rifugio Lavaredo o per la più impegnativa traccia che sale sulla destra, per arrivare alla Forcella Lavaredo (circa 45minuti) Da questa posizione si possono ammirare meglio le Tre Cime di Lavaredo, si vede l'altro versante con il Rifugio Locatelli facilmente raggiungibile. Inutile parlare del panorama anche le foto ed il video non rendono come quando siamo stati la. Il ritorno è per la medesima via di andata tralasciando nuovamente la strada di servizio. NB: Informarsi preventivamente delle condizioni meteo e della neve poi valutare in loco, il grado di difficoltà può variare di molto; oggi tuttavia è stata un'escursione sicura senza alcun problema riscontrato. Per i meno esperti è meglio seguire la strada di servizio, molto più sicura e semplice.

04:45

15.3km

3.2km/h

650m

640m

December 22, 2025

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December 18, 2025

18-12-2025 Percorso di media difficoltà, bisogna resiste solo il primo tratto di salita fino a Mezzomonte, poi è quasi tutta discesa. Durante la discesa bisogna comunque prestare attenzione, essendo tutta sterrata e a volte con un fondo molto "scassato" e poco compatto. In particolare, come oggi, era tutto umido e magnato, le rocce a terra e i grossi sassi erano molto scivolosi; anche l'ultimo tratto in lieve salita su fondo terroso, bagnato, fangoso, era faticoso con poco grip per le ruote. Nel complesso è un piacevolissimo itinerario, che si presta molto anche ad essere ripetuto nel tempo per il suo tracciato in mezzo al bosco ed in zone poco frequentate e silenziose. I meno esperti devono porre molta attenzione nella discesa sopratutto nelle condizioni descritte sopra, è molto facile scivolare.

02:39

22.3km

8.4km/h

570m

560m

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December 27, 2025

😱😱😱😱😱😱

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December 13, 2025

Itinerario che regala uno dei panorami più belli delle Dolomiti e non solo; relativamente facile ma un pò lunghetto, leggi tutta la descrizione, foto e video qui allegato e le annotazioni alla fine per maggiori dettagli. Il video qui: https://youtu.be/cgpghTZ9_Ck 13-12-2025 Si parcheggia la macchina a "Carbonin", poco lontano da Misurina (vedi indicazioni in traccia), si sale per la strada che si trova difronte. Tabelle indicatorie alla partenza. La salita è facile, con pendenze molto contenute, adatta a tutti; in circa 2 ore si arriva al Rifugio Vallandro, oggi chiuso. Già qui il panorama è molto bello, in lontananza si vede il Rifugio Prato Piazza. Si prosegue per il Monte Specie, stessa tipologia di strada, poi traccia su neve, ma sempre facile e sempre con pendenze moderate. Il circa un'ora dal Rifugio di arriva in cima. Qui c'è poco da descrivere, il panorama che si vede è immenso, siamo su una delle "Terrazze delle Dolomiti", ce ne sono anche altre. Bisogna salire per poterlo ammirare, anche le foto non bastano. Fortunatamente arriviamo presto e non c'è molta gente, oggi la giornata di sole caldo, senza vento e con una visibilità incredibile, ci ha permesso di rimanere diverso tempo qua su. La discesa è per la stessa via della salita. NB: Le condizioni di neve vanno valutate di volta in volta, leggendo i bollettini meteo, oggi abbiamo trovato la traccia tutta battuta non sono servite le ciaspole ma i ramponcini si. Abbiamo trovato diverse lastre di ghiaccio, anche nascoste sotto la neve. L'escursione non ha particolari difficoltà tecniche è piuttosto facile, ma bisogna considerare comunque che ci sono da fare circa 20km e 850m di dislivello, impegnativo comunque.

05:16

21.1km

4.0km/h

860m

840m

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December 15, 2025

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December 6, 2025

Facile escursione sulla neve che non comporta difficoltà tecniche particolari, adatto a tutti con un pò di resistenza fisica fino al Monte Piana, poi diventa più impegnativo. Leggi meglio tutta la descrizione con foto e video allegato per maggiori dettagli. Il video a questo indirizzo: https://youtu.be/OVkNEVSNXTs NB: le condizioni della neve si riferiscono ad oggi, valutare di volta in volta consultando anche i bollettini; per i meno esperti non avventurarsi in condizioni di nuvole basse perchè nell'altopiano la visibilità sarà molto scarsa con nessun punto di riferimento. Si può parcheggiare a Misurina, nell'ampio parcheggio appena dopo aver svoltato per la strada che porta alle Tre Cime di Lavaredo. Il percorso parte da qui con evidente tabella che indica la strada che sale al Rifugio Angelo Bosi. Tutta la salita fino al rifugio è su strada con neve molto battuta, ad un certo punto un'indicazione, invita gli escursionisti a piedi a seguire una via alternativa. Anch'essa comunque ben battuta senza alcuna difficoltà tecnica. Sino al rifugio non sono state necessarie le ciaspole e neanche i ramponcini. Dal rifugio si prosegue per il Monte Piana, ci sono le indicazioni su tabelle, non è più una stradina ora si dovrebbe seguire il sentiero principale che è completamente ricoperto di neve come tutto il resto, tuttavia essendo molto frequentato seguiamo la traccia ben battuta dagli escursionisti precedenti. ATTENZIONE!!! Tutto l'altopiano è stato teatro della Prima Guerra Mondiale, ci sono tantissime trincee e buchi vari che con la neve di oggi sono completamente coperti; sino al Monte Piana la traccia comunque è evidente ma non abbiamo trovato segnaletica (esempio paletti che indicassero la via anche con neve, ecc...); da tener presente che i sentieri a terra non sono visibili. Arrivati in prossimità del Monte Piana ci sono alcuni ceppi alla memoria dei caduti e la Capanna Carducci ideale per fermarsi a fare uno spuntino. Il sole oggi era veramente intenso e forte, senza un filo d'aria. I meno esperti possono terminare qui l'escursione, invece per i più esperti che vogliono proseguire verso il Monte Piano, dovranno utilizzare le ciaspole. Come detto non abbiamo trovato paletti che identificassero il sentiero, in questa direzione non ci sono tracce da seguire, è tutto bianco, si vede in lontananza delle tabelle indicatorie e altri ceppi e croci. Proseguiamo più o meno cercando di seguire la traccia GPS, ma bisogna sempre stare attenti, come detto prima, qui è pieno di trincee, inevitabilmente qualcuna la superiamo passandoci sopra, ma non è stato un problema c'era tantissima neve, fresca, cristallizzata, asciutta, veramente fantastica. In quest'ultimo tratto c'è il silenzio più assoluto, siamo soli, tutti si fermano al Monte Piana; proseguiamo un pò fino alla Croce ai Caduti del 55° Fanteria. Tutto questo tratto, nell'altopiano, regala panorami mozzafiato come si vede bene dalle foto e video. La via del ritorno è per la medesima dell'andata.

03:51

13.3km

3.5km/h

580m

560m

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December 8, 2025

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November 15, 2025

ATTENZIONE!!! Itinerario EE, solo per Escursionisti Esperti. Bisogna affrontare tratti di sentiero e creste esposte. Salita e discesa impegnativa. Dalla vetta panorama a 360° Descrizione e video allegati per maggiori dettagli. --->VIDEO: https://youtu.be/W8Wo3OFYUN0 15-11-2025 Partenza in prossimità del Bacino Pian delle More sulla strada che collega Piancavallo - Barcis; si percorre inizialmente una stradina e un facile sentiero in mezzo al bosco fino al primo bivio con indicata la direzione da seguire, per Forcella Val Grande e Rifugio Semenza Sent.925. Da qui in poi il sentiero diventa più tecnico ma sempre abbastanza agevole e con poca pendenza fino ad un capitello in memoria di Nelso Darin. A breve si incontrano delle funi d'acciaio che aiutano la salita su un tratto un pò esposto. Ora inizia una bella salita in mezzo al bosco, il sentiero in questo periodo è spesso coperto da foglie, ma la segnaletica è ottima. Gran parte della salita è impegnativa sempre bella pendente, nel caso fosse bagnato, come oggi, bisogna prestare moltissima attenzione, perchè ci sono molte rocce a terra e sono veramente scivolose, alcune sono coperte dalle foglie, il tutto sarà da rifare al ritorno in discesa! Si sale pian piano fino all'uscita del bosco, ma siamo appena alla metà della salita. Si continua con stessa tipologia di sentiero e pendenza fin poco prima della forcella, dove la via, si apre su un spazio più ampio. Si raggiunge ora facilmente la Forcella Val Grande a quota 1.926m, qui si apre un gran panorama, si vede in lontananza anche il Bivacco Lastè,. Il crocevia indica a sinistra il Rif. Semenza e a destra il Monte Caulana, meta di questo itinerario. Il sentiero comincia ad essere a tratti più esposto ma nulla di che solo da prestare attenzione; con una minima pendenza si arriva presto alla Forcella Caulana a quota 1.960m. E' evidente ora la via che sale in vetta, basta seguire la cresta sino in cima. L'ambiente qui è veramente solitario e silenzioso, oggi siamo stati fortunati a vedere un branco di caprioli poco più sotto a noi. La traccia a volte corre su un lato della cresta, mantenendo un livello abbastanza sicuro, ma sempre con attenzione perchè comunque si percorre su un lato molto pendente; a volte invece bisogna salite in cresta e proseguire con maggior attenzione, (l'escursionista esperto ed abituato a questa tipologia di sentieri non avrà grosse difficoltà). Prima di arrivare in vetta bisogna superare una collinetta, quindi un sali-scendi, ma poi si arriva abbastanza facilmente alla cima del Monte Caulana a quota 2.068m. In cima c'è un grande omino di pietra, e c'è abbastanza spazio per ospitare diversi escursionisti, da qui il panorama è grandioso e vale la pena fermarsi un pò per ammirarlo, ma oggi tirava un vento fortissimo e siamo dovuti scendere quasi subito per trovare un riparo dal vento poco più sotto e consumare così il nostro pranzo. La discesa è per la medesima via della salita, ma anche in questo senso c'è sempre da tenere alta la concentrazione, non solo durante la percorrenza in cresta ma anche dopo ,in mezzo al bosco; come detto prima le rocce che ci sono a terra, oggi, erano molto scivolose.

04:55

11.3km

2.3km/h

930m

910m

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November 16, 2025

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