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Gabriele went on an adventure
6 days ago
Bagnolo Piemonte: DH Acquedotto e Madonna della Neve
L'itinerario si sviluppa nel comprensorio gestito dai BA.BI.Trails, un settore prealpino caratterizzato da un mix di sottobosco compatto, sezioni rocciose e trail costruiti con cura. Il percorso offre una visuale aperta sulla pianura cuneese e sulle vette dell'arco alpino occidentale, alternando risalite costanti a discese ritmate. Partiamo da Villaretto (Piazza S. Giovanni). I primi 1,5 km su asfalto servono come riscaldamento prima di imboccare il sentiero che interseca la strada per il Santuario della Madonna della Neve. Questo punto rappresenta il fulcro logistico del giro: è presente un’area picnic e una fontana per il rifornimento idrico. Proseguiamo la salita verso Montoso percorrendo il sentiero CIMENT, una traccia che conduce all'imbocco della prima linea di giornata. La DH Acquedotto è una discesa prevalentemente flow, priva di passaggi tecnici proibitivi, ideale per mantenere velocità e ritmo su fondo naturale. Il trail termina nuovamente al Santuario, da dove si stacca la DH Madonna della Neve. Quest'ultima sezione è caratterizzata da una configurazione a serpentina molto veloce, con la presenza di toboga, compressioni e sequenze di "mangia e bevi". Sono presenti alcuni salti, tutti facilmente evitabili lateralmente, rendendo la linea divertente ma sicura.Oggi abbiamo optato per una seconda risalita verso il Santuario per ripetere la DH Madonna della Neve, che chiude il giro a breve distanza dal parcheggio. La giornata è termina con una buona birra al BAR presente nella piazza da cui siamo partiti. Un rigranziomento speciale a: https://www.babitrails.com/
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April 6, 2026
Piossasco: San Giorgio-Pietraborga-DH Verdina e Cinghiali
Anello classico del comprensorio di Piossasco con partenza da Bruino (Via Piossasco, 90). L'itinerario concatena settori di salita tecnica, traversi panoramici e discese strutturate, offrendo un mix completo di fondi tipici della zona prealpina torinese. L'ascesa inizia immediatamente con un taglio in salita caratterizzato dalla presenza di radici e fondo irregolare, prima di immettersi sulla strada tagliafuoco in direzione della Croce di Piossasco. Giunti al Colle della Serva, abbiamo evitato la vetta del San Giorgio per imboccare un traverso che ci ha condotto sul versante opposto. Questo tratto presenta alcuni rock garden naturali e passaggi tecnici che richiedono attenzione costante, offrendo al contempo aperture panoramiche sulla pianura e sulle vette circostanti. Davvero molto bello. Dalla tagliafuoco successiva, si passa davangli gli ingressi delle discese Vipera, Madonna della Neve, Cinghiali e Chianore e Pera Luvera, Noi siamo arrivati alla deviazione per raggiungere il sito dei Celti e la cima Pietraborga. La cima vera e propria, in cui è presente una croce, è raggiungibile con circa 2 minuti a piedi (senza bici), offrendo un punto di osservazione privilegiato prima della sezione di discesa. Il comparto discesistico inizia proprio qui a Pietraborga, con il sentiero Verdina, un trail spiccatamente flow, veloce e con pendenze moderate, che funge da raccordo per l'imbocco della DH Cinghiali. Quest'ultima è una linea da enduro puro che alterna sezioni ritmate a passaggi tecnici su roccia fissa e smossa. Il fondo è compatto ma richiede precisione nella scelta delle linee, specialmente nei settori più ripidi dove la componente tecnica prevale sul flow. Il rientro a Bruino è avvenuto su strada bianca per facilitare la percorrenza in sicurezza a seguito di un'avaria meccanica. Salita: impegnativa. La presenza di radici e tratti smossi nella prima parte richiede una buona gamba e tecnica di galleggiamento. Discesa: molto tecnica. Sebbene la Verdina sia scorrevole, la DH Cinghiali presenta passaggi su roccia tipici dell'enduro che richiedono esperienza e mezzi adeguati. Adatto a: Ciclisti di livello intermedio ed esperto con una buona padronanza del mezzo in contesti di trialistico leggero e discesa strutturata. Itinerario percorribile sia con MTB muscolare che con e-bike; in quest'ultimo caso, il traverso e la risalita su radici risultano meno faticosi ma richiedono comunque gestione del motore sul tecnico.
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April 4, 2026
Trails di Coazze: DH Indiano- DH Canada -DH Pfinzer- DH Villanova Flow
In sella alle nostre eMTB io, Andrea, Beppe e Gabry siamo andati alla scoperta dei trail di Coazze (TO), che alternano sezioni molto fisiche e tecniche a discese flow di alto livello, ideale per rider di livello esperto con buona tecnica di guida su ripido e scassato. Siamo partiti dal parcheggio di Via Bergero 12 a Pontepietra. Per evitare il bitume di Via Coazze, abbiamo imboccato un sentiero di circa 1 km che costeggia il Sangone fino a Via Sertorio. Nota tecnica: al km 2.35 la traccia entra erroneamente in una proprietà privata, costringendoci a un breve portage su scale. Consigliamo vivamente di restare su Via Giaveno per ricongiungersi a Via Matteotti ed evitare l'intoppo. Da Via Matteotti, proseguendo su Via Martoglio, siamo arrivati al primo sentiero del giro: il Sentiero dell'Amore / Ponte del Cuculo, percorribile anche in Gravel. Il sentiero termina sull'asfaltata Via Tiglietto e, dopo qualche centinaio di metri, rientra sullo sterrato con una salita che avvicina all'obiettivo: la prima discesa. - DH Indiano (km 7,8) L'ingresso si trova al km 7,8, punto dal quale parte anche la DH Barba Roc. Abbiamo scelto la DH Indiano: una discesa da Enduro tutt'altro che banale, con molti tratti ripidi e alcuni passaggi tecnici che richiedono attenzione. Non è per tutti: è consigliata a chi è abituato all'Enduro tecnico. Ci siamo divertiti, ma personalmente non è il tipo di discesa che preferisco – se dovessi scegliere, non la rifarei. - DH Carbonero – Quadrivio Faro (km 9,5) Terminata la discesa, siamo risaliti di qualche metro per imboccare un facile sentiero in discesa che ci ha condotti al Faro di Coazze, dove si trova una panchina gigante con un bel panorama e un punto d'acqua. Da qui siamo scesi con la DH Castello, molto piacevole, con qualche passaggio su roccia. - Sentiero delle Macine / DH Canada (km 14,7) Siamo quindi tornati sul sentiero del Ponte del Cuculo, deviando questa volta verso Pian Aschiero (km 14,7), attraversando il bellissimo Bosco Ugo Campagna. Proprio da Pian Aschiero parte quella che si è rivelata la perla del giro: il Sentiero delle Macine, ribattezzato da noi enduristi DH Canada. Una discesa tecnica di 816 m, classificata rossa, curata dai trail builder locali, con sponde e salti. In alcuni tratti è molto flow, ma nel complesso rimane impegnativa. Ottima. - DH Pfinzer (km 15,5) Collegata direttamente alla precedente, la DH Pfinzer misura 1,1 km ed è anch'essa decisamente enduristica ed entusiasmante. Queste due discese consecutive hanno alzato nettamente il livello del tour. - DH Rio → DH Villanova Flow (km 19,2) Dopo la facile DH Rio, siamo risaliti verso Selvaggio Pian Garin per raggiungere la DH Villanova Flow: 1,2 km di discesa flow, curatissima, pulita, con sponde davvero belle. Qui si vola. Con questa discesa abbiamo chiuso il giro... alla Trattoria Alleghe, con quattro birre rosse meritata! Considerazioni finali Il giro è stato molto bello. Se dovessi rifarlo, eviterei la DH Indiano: è molto tecnica e difficile da affrontare, sopratutto senza conoscerla, e Coazze non è una zona che frequento abitualmente. La prossima volta mi concentrerei sulle discese che partono da Pian Aschiero, che sono state di gran lunga le più soddisfacenti, tecniche, ma molto più flow e divertenti.
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March 29, 2026
Almese:Manolo-BBLB-Fortino-Umpalimpa-Bianconiglio#2 e #3
Giornata di riding intenso ad Almese per me, Yuri e Alex. Abbiamo scelto questo versante per concatenare alcune delle discese più divertenti della zona, sfruttando la reattività della mia Mondraker Dune sui tratti più tecnici e guidati. Il tour è partito da Piazza Comba. Dopo un breve warm-up su strada bianca e un brevissimo trasferimento su asfalto, abbiamo imboccato la tagliafuoco sterrata. È una salita costante che richiede gamba ma regala un ottimo fondo; ci ha condotti direttamente al Pilone della Costa, punto panoramico obbligatorio per un selfie rapido e il primo refill di sali prima di attaccare i trail. La sequenza della giornata è stata un crescendo di flow e sezioni scassate: 1.Manolo con variante Oregon: ingresso tecnico fino ad agganciare l'Oregon, molto flow con tornanti stretti. 2.BBLB: ritmo altalenante dovute a pietre fisse l'ungo il sentiero. Non sono rock garden, ma fondo con sassi fissi 3.Fortino. 4.Umpalimpa: 5.Bianconiglio #2 e #3: chiusura in bellezza su un fondo che alterna sottobosco a sezioni più ritmate. Rintro al parcheggio. I sentieri si presentano in buone condizioni, con il tipico fondo della bassa Val Susa che alterna terra battuta a pietre fisse. Non ci sono tratti di portage per chi è abituato a fare Enduro, i passaggi più complicati sono nella prima parte della DH Manolo. L'itinerario perfetto per chi ama pedalare la salita per godersi il gravity.
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Gabriele went gravel riding
March 28, 2026
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Gabriele went mountain biking
March 24, 2026
Morenica Rivalta e Rivoli
Traversata delle Moreniche: da Beinasco al Sentiero dei Pellegrini Un giro classico che profuma di libertà, perfetto per quando si hapoco tempo a disposizione e si vuole pedalare senza complicazioni tecniche eccessive, ma con grande varietà di fondi. Sono partito in solitaria da Beinasco in sella alla mia Trek Top Fuel 9.8, sfruttando subito la ciclovia del fiume Sangone. È un avvio piacevole su asfalto, immerso nel verde, che permette di scaldare la gamba prima di approcciare i rilievi. Arrivato a Rivalta, il punto di riferimento è la chiesetta di San Sebastiano, un vero hub per noi biker locali. Qui il bivio è netto: ho trascurato la traccia a sinistra per l'acquedotto di Sangano e ho imboccato la destra. Si sale sulla collina morenica di Rivalta attraverso una strada che taglia il rilievo e conduce rapidamente a Villarbasse. Da qui si apre il comprensorio della Morenica di Rivoli: un dedalo di single track e strade bianche nel sottobosco, caratterizzati da un fondo compatto e radici mai troppo esposte, sempre pedalabili con estremo divertimento e piacere. Invece di puntare al Castello di Rivoli, ho deviato verso Rosta intercettando il Sentiero dei Pellegrini. Il fondo qui è molto regolare, adatto anche a chi approccia il percorso in Gravel. Lungo il tracciato è d'obbligo una sosta alla Panchina Gigante per un rapido scatto fotografico. Puntavo al Monte Cuneo, ma per ottimizzare i tempi ho scelto di rientrare utilizzando le varianti della morenica. Mi sono goduto il flow dei sentieri che riconnettono a Rivalta, cercando ancora un po' di dislivello per raggiungere il Truc Bandiera, il punto più alto della morenica di Rivalta, noto per le costruzioni sugli alberi degli scout. In verità la nella morenica di Rivalta c'è anche il Truc Monsagnasco, che oggi ho evitato. Il rientro a Beinasco è avvenuto su una ciclabile asfaltata differente rispetto all'andata, chiudendo l’anello in agilità.
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March 21, 2026
DH CRESTA + FIRE X2 a Cumiana (TO): La combo che ogni endurista sogna 🔥
Il Percorso nel dettaglio La traccia prende il via dall’area picnic di Cumiana, punto logistico ideale grazie all’ampia disponibilità di parcheggio. La fase di risalita iniziale si sviluppa su asfalto percorrendo Strada Ravera e Strada Verna, una soluzione che permette di guadagnare quota con regolarità. Poco dopo aver superato il Cimitero, l’itinerario abbandona il bitume per un breve taglio su sterrato che conduce direttamente all'imbocco della DH Fire alta. Questo primo settore si presenta immediatamente con un carattere deciso: un tratto ripido introdotto da una sequenza di radici che richiede una gestione oculata dei pesi. La DH Fire alta funge da raccordo tecnico, portandoci al nodo cruciale della rete sentieristica locale, il punto di intersezione da cui si diramano la DH Cresta, la DH Galaxy e la continuazione della DH Fire. La nostra prima scelta ricade sulla DH Cresta. Si tratta di un segmento di circa 1.3 km per 276 metri di dislivello negativo. La discesa è caratterizzata da passaggi tecnici che impongono una guida attiva; non è un tracciato per chi muove i primi passi nell'off-road, ma un percorso pensato per chi ha già confidenza con le dinamiche dell'Enduro. La linea termina confluendo negli ultimi 50 metri della DH Fire, chiudendo un loop di pura intensità tecnica. Per tornare in quota, abbiamo affrontato una risalita su sentiero particolarmente impegnativa: un tratto di circa 100 metri di dislivello con pendenze severe che mettono a dura prova la coppia dei motori delle e-bike o la gamba dei puristi della muscolare. La salita termina presso Borgata Fiola; da qui il fondo torna asfaltato fino all’incrocio con Strada Verna. Svoltando a sinistra in direzione Villaggio del Sole, dopo circa 3 km di trasferimento, ci si ritrova nuovamente allo start dei trail. Il cuore dell'uscita si focalizza poi sulla DH Fire, percorsa per due volte. Si tratta di un segmento di circa 2.9 km per 420 metri di dislivello negativo.È una discesa lunga e dispendiosa dal punto di vista fisico. Sebbene presenti tratti molto scorrevoli dove la velocità aumenta considerevolmente, il sentiero nasconde insidie costanti: radici oblique, drop naturali e passaggi su roccia fissa che richiedono correzioni repentine della linea. Per chi possiede la tecnica necessaria, sono presenti alcuni salti che aggiungono una componente aerea al flow del sentiero, rendendo l'esperienza completa e altamente adrenalinica.
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March 28, 2026
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March 8, 2026
Rive Rosse: Enduro tecnico nel Supervulcano della Valsesia
Rive Rosse: Enduro tecnico nel Supervulcano della Valsesia Situato tra Brusnengo, Masserano, Roasio e Lozzolo, il comprensorio delle Rive Rosse si conferma una destinazione d’eccellenza per il riding invernale e primaverile. La geologia vulcanica dell'area offre un fondo prevalentemente sabbioso e roccioso che garantisce un drenaggio pressoché immediato, rendendo i trail percorribili anche dopo precipitazioni intense. Il Percorso Partendo da Masserano (Via Collegio, 5), Io, Yuri, Alex, Gabry e il local Tommaso, abbiamo iniziato la progressione su asfalto in direzione Frazione Baltera. La prima sezione tecnica ci ha portato sul Trail Academy, un tracciato didattico, curato da Tommaso, caratterizzato da pendenze moderate, ideale per il riscaldamento. Dopo il passaggio presso la Madonna degli Angeli, abbiamo imboccato il Sentiero dei Pini: qui il fondo alterna tratti sabbiosi e rocciosi a un settore finale guidato in sottobosco. La successiva DH Supervulcano rappresenta il cuore dell'area, un "mangia e bevi" continuo su pietrisco minuto rosso, dove il grip è costante ma richiede una guida attiva. Un zona che sembra un vero parco giochi, divertimento puro!!! Raggiunta la panoramica Cima Terla, con vista sul Lago Ravasanella, siamo scesi lungo la DH Pignola. Il sentiero è un classico enduro della zona, non banale, caratterizzato da rock garden naturali che richiedono precisione nella scelta delle linee. A seguire, abbiamo affrontato la DH Vergnago: tracciato impegnativo su terreno sabbioso che culmina in un passaggio tecnico su roccia con compressione finale. Il giro in bici si è concluso sulla DH M41. L'ingresso è particolarmente "spaccato" e tecnico (fondo vulcanico duro e sabbioso), per poi evolvere in una sezione più flow, pur mantenendo un livello di attenzione alto per l'esposizione di alcune rocce. Che dire, giornata fantastica, Tommaso è stato il valore aggiunto del giro, la sua conoscenza del territorio e la sua guida tra i trails ci ha permesso di pedalare senza pensieri, e poi l'ottima compagnia a reso tutto più bello. Finale con tagliere e un buon calice di vino di zona. Note Tecniche Fondo: Prevalentemente sabbia vulcanica, roccia fissa e pietrisco. Presenza di tratti in sottobosco e rock garden tecnici. Difficoltà: Il tour è rivolto a rider di livello intermedio ed esperto. Le sezioni su M41 e Vergnano richiedono una buona gestione delle pendenze e degli ostacoli fissi. Giro per eMTB Punto di partenza alternativo: è disponibile un ampio parcheggio presso il "Bar Belgiardino" (Curino) , un bar dove è possibile anche mangiare (al KM.33 sulla mappa)
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March 28, 2026
Gabriele and Vecegabriele went on an adventure
March 7, 2026
San Giorgio: Pietraborga - dh: Verdina ;Chiantore;Panoramix
Monte San Giorgio e Pietraborga: Enduro Classic Piossasco Itinerario classico a Piossasco che si sviluppa interamente su fondo sterrato, evitando sezioni di asfalto e concatenando le discese più iconiche del comprensorio di Piossasco. Descrizione del percorso: Luogo di incontro: Autolavaggio : Via Piossasco, 90, 10090 Bruino TO. La salita iniziale si snoda su una strada bianca dalla pendenza regolare, agevolmente pedalabile anche con MTB muscolare, e conduce direttamente alla croce di vetta del Monte San Giorgio (836 m). Dalla cima si ridiscende per pochi metri fino al Colle della Serva, punto di snodo cruciale dell'area per andare a prendere le discese. Dal Colle della Serva abbiamo imboccato un traverso tecnico caratterizzato da sezioni di rock garden che richiede buona precisione nella guida. Il traverso intercetta la forestale che serve il versante delle principali discese (Vipera, Rocca della Madonna, Cinghiali, Panoramix, Devitis e Chiantore). Proseguendo lungo la dorsale, al bivio in cui a sx si va per il Chiantore, noi abbiamo girato a dx e abbiamo raggiunto il belvedere del Monte Pietraborga (926 m), punto di massima elevazione del tour. Le Discese DH Verdina: Imboccata direttamente dal Pietraborga, è una linea caratterizzata da un ottimo flow, veloce e intuitiva, che incrocia la linea Devitis e riporta sulla forestale da cui e facile raggiungere la DH Chiantore in poco tempo. DH Chiantore: Settore spiccatamente enduro. Presenta passaggi tecnici mai banali che richiedono una lettura attiva della linea e una buona gestione dei pesi su ostacoli naturali. Molto molto divertente. Ci siamo limitati a precorrere solo la DH Chiantore alto (abbiamo evitato il basso) perchè siamo volevamo fare anche i Cinghiali Cinghiali & Panoramix: Dopo una risalita su strada bianca, abbiamo concatenato la prima parte della Cinghiali con la Panoramix. Quest'ultima è una discesa molto rapida che, nonostante la velocità, impone massima attenzione per la presenza di insidie nascoste nel sottobosco. Il rientro verso il parcheggio avviene attraverso il Bosco delle Fate, un sentiero guidato nel sottobosco che conclude l'anello senza ulteriori strappi significativi.
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