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등산객
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하이킹
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등산객
15.3km
04:15
270m
270m
보통 하이킹. 좋은 체력 필요. 대부분 갈 수 있는 길. 미끄러지지 않게 조심해야 함.
4.4
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31
등산객
13.9km
03:52
260m
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보통 하이킹. 좋은 체력 필요. 실력과 관계없이 누구나 쉽게 갈 수 있는 길.
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등산객
15.6km
04:29
400m
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보통 하이킹. 좋은 체력 필요. 실력과 관계없이 누구나 쉽게 갈 수 있는 길.
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등산객
8.34km
02:22
190m
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보통 하이킹. 좋은 체력 필요. 실력과 관계없이 누구나 쉽게 갈 수 있는 길.
5.0
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16
등산객
11.2km
03:13
280m
280m
보통 하이킹. 좋은 체력 필요. 실력과 관계없이 누구나 쉽게 갈 수 있는 길.
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The Pallavicino Marquises' Scipione Castle dominates the hills between Parma and Salsomaggiore Terme and is one of the oldest fortresses in Emilia-Romagna, built before the 11th century to control the salt routes. Inhabited by the same family for centuries, it preserves medieval structures and rooms transformed in later eras, nestled within the historic village of Scipione Castello.
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Oratory of Sivizzano - Sivizzano (Pieve San Giovanni tel. 0524 578247) open only for celebrations. Pre-holiday celebration times: Winter 6:00 pm / Summer 7:00 pm
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The second Maestà of Taniano Castello is located after the church of Saints Gervasio and Protasio, also built in the same style as the village.
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The fountain is located inside the committee building which is open according to the times indicated on the notice on the gate.
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Panoramic route, immersed in the greenery around Salsomaggiore Terme (PR). EQUIPMENT: no specific technical equipment required. CLOTHING:depending on the season. ROUTE: accessible to everyone, does not present particular difficulties. Sections on grassy terrain, on beaten earth and on asphalt..
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Dove oggi c'è la chiesa, prima del 1500 c'era un piccolo Oratorio consacrato alla Madonna della neve, la cui rendita annuale consisteva in soli 50 soldi di antica moneta piacentina e dalle offerte dei feudali. Il nome evocava un’antica leggenda, il 4 agosto del 352 la Madonna apparve in sogno a Papa Liberio, che gli chiese di erigere una chiesa nel luogo in cui l’indomani sarebbe caduta la neve. Il miracolo si avverò, e fu così che a Roma sorse la Chiesa di Santa Maria ad Nives. Di quell’avvenimento si ebbe notizia solo molti secoli dopo, e dal 1200 molte furono le Chiese che assunsero quel nome. Nel 1574 l'oratorio ormai decadente fu al centro di una disputa fra il Rettore di Salsomaggiore e l'Arciprete di Cangelasio, per troncare la questione il Vescovo di Piacenza ne ordinava l'abbattimento, ma gli abitanti di Marzano a proprie spese lo riedificarono erigendovi tre altari e costruirono di fianco alla chiesa, la casa per un cappellano, cui si impose l'obbligo di celebrarvi messa nei giorni festivi. La chiesa venne dichiarata parrocchia nel 1610 per opera del Vescovo di Piacenza Rangoni. A Marzano operavano due Confraternite quella del SS. mo Sacramento e quella della Beata vergine del Carmine, che si impegnavano a celebrare le messe in onore dei defunti benefattori e l'assistenza materiale e spirituale dei poveri. L'Opera Parrocchiale invece fondata nel 1865 si occupava della struttura della chiesa e i lavori di manutenzione. C'era un Presidente un segretario e un tesoriere, che non poteva avere come domicilio Marzano. Per sei anni fino al 1871 ricoprì questa carica Giuseppe Zancarini, sostituito poi dal salsese Luigi Rossi, ne faceva parte anche il Parroco Don Luigi Cardinali. Nel 1870 un muro di una casa colonica accanto alla chiesa era pericolante e rischiava di danneggiare la chiesa stessa. Il lavoro di riparazione fu affidato a Pietro Barani. Nel 1875 fu deciso di comperare un orologio da mettere sulla torre e di ristruttura il cancello del cimitero. Il 16 luglio 1892 quando era parroco Don Cristoforo Felloni un fulmine colpì il campanile, i danni furono notevoli. Nel marzo del 1895 crolla la parte superiore del campanile, che era stata danneggiata dal fulmine sul tetto della chiesa. Nel 1896 iniziarono causa questi eventi perizie e controperizie e i rapporti fra il Comune e la chiesa di Marzano diventaro sempre più tesi. Dopo un'asta pubblica iniziarono i lavori che procedettero però molto lentamente. Alle varie proteste del Presidente dell'opera Andrea Berzieri, rispondeva il sindaco Vitale Zancarini ribadendo che il bilancio Comunale era esiguo. Nel 1897 fu comunicato che il Consiglio Comunale aveva deliberato la soppressione della parrocchia ma doveva esserci il consenso del Consiglio dell'Opera. Il consenso non ci fu, il Vescovo si rifiutò e chiese un aiuto finanziario ai parrocchiani e al Comune per la ristrutturazione. Tra il 1898 e il 1910 la chiesa divenne un cantiere. Furono riparate le mura, il pavimento, l'altare, la torre fu abbattuta e ricostruita più grande. Al posto dell'unica campana ne furono messe cinque nuove. Fra il 1912 e il 1920 durante i lavori di restauro il Parroco Angelo Zioni riparò la cappella e fece porre due altari in marmo, uno fu dedicato a Santa Ampollonia protettrice dei dentisti e l'altro dedicato al Sacro Cuore. Fu aperto una porta sul muro per consentire al coro l'ingresso nella chiesa. Nel 1929 causa la siccità un fianco dell'edificio ebbe un cedimento producendo importanti fessure nel muro. Nel 1936 vi fu una nuova ristrutturazione e Vittorio Gandolfi affrescò il Battistero, altri dipinti furono fatti dallo stesso parroco. Nel 1943 nella cappella della Vergine del Carmine fu posto un nuovo altare con tabernacolo offerto dai parrocchiani nella speranza di porre fine della guerra. Nel 1946 alle ore 18 un fulmine colpiva il campanile, entrò nella chiesa dove si trovavano il fratello del campanaro sua nipote il parroco Don Zioni e Don Besagni. Furono sfiorati ma non subirono danni. Fu colpita la croce di metallo, il trono dell'altare maggiore "Penetrò nell'angolo sud del Tabernacolo che era vuoto ed è scoppiato nel vano sottostante, attraversando la parete che lo chiudeva e disgregando tutto l'altare". La torre venne riparata dal Comune, il Parroco in occasione delle sue nozze d'oro con la chiesa donò l'altare proveniente dalla vecchia chiesa di San Vitale. Per questa occasione il Vescovo Don Adelchi Albanesi arrivò appositamente da Viterbo. Nel 1972 con la vendita del podere casa Vicini furono fatti vari lavori di consolidamento nella canonica. Il 15 marzo 1975 un fulmine colpisce il campanile, causandone il parziale crollo sulla sagrestia, fortunatamente disabitata perchè pericolante. Il fulmine colpendo il campanile proiettò grossi frammenti di mattoni verso la scuola, distrusse l'impianto elettrico e parte dell'arcata principale sopra il presbiterio. Sempre nel 1976 causa il fulmine si ebbe un cedimento di una trave portante posta sopra la cappella della Madonna del Carmine e lo sfondamento del tetto della sagrestia. Il 24 giugno 1976 Don Felice Ferrari ordina la chiusura della chiesa a tempo indeterminato. La Messa si tenne poi nella sala parrocchiale. Nel 1979 le riparazioni fatte non arrestarono il decadimento della chiesa. Il 20 novembre 1984 giunse al parroco la notifica di inagibilità della chiesa, della canonica e della casa colonica da parte del Comune. Oggi la chiesa è stata restaurata e il campanile pericolante messo in sicurezza. Tratto Da Guida storica medica e pittorica di Salsomaggiore e Tabiano Giovanni Valentini 1861 Fonte: Aqua Salus - Silvia Cabassi
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Built in the Art Deco style in 1937 and designed by the engineer Cervi, who was inspired by the central station in Milan, the station is entirely covered in white and pink travertine; it is also characterised by large arched windows, present on the opposite facades of the entrance and the side of the tracks. Inside, the atrium is covered by a large coffered barrel vault, while the various rooms feature decorative elements relating to the theme of water, including in particular a valuable five-mouthed fountain positioned on the train access platform.[1] In 2014, conservative restoration work on the building began.[2] Activated as a station, it was downgraded to a stop on 28 October 2015, when the service on the line became shuttle-based.[3] Source Wikipedia
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