Attività recenti
Frullo ha fatto un'escursione.
5 giorni fa
Breve itinerario ad anello che consente di apprezzare alcune delle principali attrazioni culturali, storiche e paesaggistiche delle prime pendici sopra Saint-Marcel. Si parte da Plout, dominato dal Santuario di Notre-Dame de Tout-Pouvoir (Nostra Signora di Ogni Potere), le cui origini risalgono al XIV secolo, quando fu ritrovata una statuetta della Madonna ritenuta miracolosa. L’attuale edificio, costruito nel 1850 per accogliere i numerosi pellegrini che chiedevano “potere” — cioè protezione e guarigione — alla Vergine, si distingue per l’imponente facciata neoclassica che spicca nel verde della montagna. Dopo un breve tratto sterrato si raggiunge la strada asfaltata, a traffico quasi nullo, che conduce a Seissogne, villaggio alpino con antiche case in pietra, alcune restaurate nel rispetto dell’architettura tradizionale, altre ormai silenziose testimoni del passato. Superato l’abitato, il sentiero per Croix de Champs attraversa il pendio con pendenze talvolta sostenute ma sempre sicure, toccando una vasta pietraia solo apparentemente naturale: si tratta in realtà dei detriti provenienti dalle storiche Miniere di Saint-Marcel, attive per secoli nell’estrazione del ferro e responsabili di un paesaggio profondamente modellato dall’uomo. Raggiunta l’Alpe Croix de Champs, immersa in un suggestivo bosco di larici, la traccia verso l’Alpe Morges è inizialmente poco evidente, ma con l’aiuto del GPS e seguendo le frecce sui sassi si ritrova facilmente il sentiero nel bosco. In pochi minuti si arriva all’Alpe Morges, accanto al selciato storico della Strada Cavour, elegante mulattiera ottocentesca costruita con muri a secco e fondo acciottolato per collegare villaggi e alpeggi. Seguendola in discesa, in circa dieci minuti si rientra comodamente a Plout, chiudendo un anello ricco di storia e panorami.
01:07
4,59km
4,1km/h
170m
180m
Frullo ha fatto un'escursione.
7 giorni fa
Itinerario che in inverno, quando l’innevamento lo consente, può essere percorso agevolmente con le racchette da neve. Il tracciato è però molto frequentato e la neve risulta spesso ben battuta: in queste condizioni si può camminare anche senza ciaspole, utilizzando eventualmente i ramponcini se il fondo è duro o a tratti ghiacciato. In estate diventa una passeggiata facile e piacevole, arricchita da splendidi panorami lungo tutto il percorso.
01:12
4,32km
3,6km/h
280m
270m
Frullo ha fatto un'escursione.
21 febbraio 2026
Il Col de Joux è collegato a Sommarese da un’ampia strada forestale, facile da seguire e con pendenze regolari. In inverno, quando l’innevamento lo consente, il percorso è perfetto per le racchette da neve. Essendo però un itinerario molto frequentato, la traccia risulta quasi sempre ben battuta. Anche con neve abbondante si può quindi procedere senza ciaspole; in caso di fondo duro o ghiacciato possono essere utili dei ramponcini, ma nella maggior parte delle situazioni non sono necessari.
01:35
6,12km
3,9km/h
100m
100m
Frullo ha fatto un Tour.
20 febbraio 2026
L’itinerario parte da Vencorere e, appena fuori dal villaggio, è necessario affidarsi al GPS: con la neve che copre ogni riferimento a terra, la traccia risulta poco evidente. Dopo circa 500 metri il percorso diventa però molto più leggibile e, da lì in avanti, non si incontrano più particolari problemi di orientamento. La salita è lunga ma sempre regolare, con pendenze moderate che permettono di mantenere un buon ritmo senza tratti tecnicamente impegnativi. Raggiunto l’incrocio con il sentiero per il Col de Bornes, si svolta a destra e si percorre una splendida balconata quasi pianeggiante, panoramica e molto piacevole. Si presta attenzione al bivio sulla destra per Vieille: non è segnalato da alcuna palina e risulta poco visibile, quindi è consigliabile controllare il GPS. Si scende quindi lungo un pendio a tratti piuttosto ripido ma sempre agevole, fino a quando, invece di proseguire verso Vieille, si devia a destra per ricongiungersi al percorso dell’andata, che si ripercorre integralmente fino a rientrare a Vencorere. Nel complesso è un’escursione impegnativa soprattutto per la lunghezza della salita, ma priva di difficoltà tecniche. Il vero punto di forza è l’aspetto paesaggistico: l’intero itinerario è esposto al sole e regala panorami ampi e luminosi per tutta la durata dell’uscita.
01:41
6,59km
3,9km/h
280m
270m
Frullo ha fatto un Tour.
19 febbraio 2026
Il percorso parte nei pressi della Cappella di San Pantaleon, dove una palina a bordo strada indica l’inizio del sentiero in direzione Col de Bornes. Si affronta subito una breve ma ripida rampetta (meno di 100 metri), che scalda subito le gambe. Superato il primo strappo, si entra in un pianoro nel bosco. Qui, in assenza di riferimenti evidenti (e se non ci sono tracce nella neve), è consigliabile affidarsi al GPS per non perdere la direzione corretta. Dopo questo tratto, la traccia del sentiero torna a essere ben leggibile sul terreno innevato. Lungo il percorso si notano righe rosse segnate sui tronchi degli alberi, probabilmente lasciate in occasione di qualche gara di trail: possono rivelarsi molto utili in caso di dubbi sull’orientamento. Dopo circa un chilometro, il sentiero attraversa a mezzacosta un pendio spesso molto ripido. Questo è il tratto più delicato dell’escursione: Con neve abbondante, la traccia può diventare invisibile. È importante non abbassarsi rispetto alla linea del sentiero, perché risalire il pendio può risultare estremamente faticoso. Con poca neve, essendo il versante in ombra, è frequente la presenza di tratti ghiacciati: procedere con cautela. Superata questa sezione (tecnicamente impegnativa ma splendida, immersa in una magnifica foresta di abeti), il pendio si addolcisce e si prosegue senza particolari difficoltà fino a raggiungere la pista di sci di fondo. Qui si svolta a sinistra. ⚠️ Attenzione: una legge regionale vieta di camminare a piedi o con le ciaspole direttamente sulla pista di fondo. Occorre quindi procedere a lato del tracciato. Seguendo il bordo della pista si arriva all’Alpe Bornes, facilmente riconoscibile per la presenza di una torretta di ricarica per e-bike. Da qui si imbocca il sentiero 4 in direzione San Pantaleone. L’inizio è ben visibile anche su terreno innevato e, una volta entrati nel bosco, la traccia è evidente fino al rientro sulla strada regionale, a pochi metri dal punto di partenza. Nel complesso si tratta di un’escursione piuttosto impegnativa nella prima parte, per via dei tratti tecnici a mezzacosta, mentre la seconda parte (da Alpe Bornes a San Pantaleone) è adatta a tutti. Un’alternativa più semplice può essere percorrere solo il tratto San Pantaleone – Alpe Bornes andata e ritorno sullo stesso tracciato. Splendido l’attraversamento delle foreste di abeti, soprattutto quando sono carichi di neve: un ambiente davvero suggestivo in inverno.
01:13
4,57km
3,7km/h
140m
120m
Frullo ha fatto un Tour.
18 febbraio 2026
L’itinerario parte da Clavon e, in lieve discesa, raggiunge l’Alpe La Verna. Qui si imbocca la sterrata agricola del Gerbioz che, con andamento quasi pianeggiante, conduce fino alla strada regionale asfaltata in direzione del Col Saint-Pantaléon. Tolte le ciaspole, si percorre l’asfalto per circa 350 metri, fino a individuare sulla destra la strada sterrata (ben segnalata da una palina) che sale verso il Col Bornes. Rimesse le ciaspole, si affronta il primo tratto in salita: dopo circa 300 metri la pendenza si attenua e il percorso diventa più scorrevole. La traccia, sempre ben evidente, attraversa il bosco regalando belle vedute sulle montagne del versante opposto della valle. Si raggiunge così il pianoro dell’Alpe Bornes, facilmente riconoscibile per la recente installazione di una colonnina di ricarica per e-bike. Da qui inizia la discesa verso Clavon. I primi metri seguono il tracciato della pista di sci di fondo; poco dopo si devia su un percorso nel bosco che scende verso Champlong, evitando la pista (sulla quale è vietato il transito a piedi o con ciaspole). Raggiunto il punto di ristoro di Champlong, si rientra a Clavon seguendo la strada asfaltata. Con buon innevamento, questa ciaspolata è facile ma estremamente panoramica. A renderla adatta a tutti contribuisce anche il dislivello ben distribuito: dopo la discesa iniziale fino alla regionale per il Col Saint-Pantaléon, si recupera comodamente parte della quota percorrendo l’asfalto prima di tornare su terreno innevato.
01:46
6,48km
3,7km/h
270m
290m
Frullo ha fatto un Tour.
15 febbraio 2026
Questa ciaspolata è dedicata alla mitica Federica Brignone, protagonista oggi di un vero capolavoro sportivo, reso ancora più straordinario dal recente e serio infortunio. Dopo aver visto in TV la splendida prima manche, abbiamo raggiunto Promiod e indossato le ciaspole per salire verso Brengon, con l’obiettivo di arrivare in tempo per la seconda manche. Dopo aver assistito al trionfo della Tigre, siamo rientrati con una gioia immensa per aver vissuto un’impresa che resterà nei ricordi di tutti. La ciaspolata da Promiod a Brengon lungo la Pista della Salute è sempre molto piacevole: un percorso panoramico che attraversa il bosco, arricchito da installazioni artistiche e da tanti piccoli dettagli che ciascuno può apprezzare a modo proprio.
01:34
6,23km
4,0km/h
210m
210m
Frullo ha fatto un Tour.
14 febbraio 2026
A pochi metri dal Santuario dei Partigiani si imbocca una strada agricola in leggera salita. Si prosegue nel bosco fino a incrociare il sentiero 107, dove si svolta a sinistra seguendo le indicazioni per il Col de Joux. Il percorso continua alternando brevi tratti pianeggianti a lievi salite, attraversando una splendida foresta spesso ricca di tracce lasciate dagli animali nella neve. Raggiunto il Col de Joux, si possono togliere le ciaspole e rientrare al punto di partenza seguendo la strada regionale. Itinerario facile e adatto a tutti, privo di difficoltà tecniche, con pendenze sempre dolci e senza particolari esposizioni o pericoli (anche in termini di valanghe).
01:31
5,99km
3,9km/h
180m
170m
Frullo ha fatto un'escursione.
13 febbraio 2026
Percorso piuttosto impegnativo non tanto per lunghezza o difficoltà tecniche, quanto per l’orientamento. Dopo l’Alpe Mont Ros, superato un primo tratto in cui la traccia è facilmente leggibile, si entra in una zona dove la neve copre i sassi con i segnavia e rende difficile seguire il percorso sul terreno. In questo tratto è quindi indispensabile affidarsi al GPS, perché è facile perdere la direzione nel bosco innevato. Raggiunta Praz Garin, il GPS torna utile anche per l’attraversamento di un ampio pianoro: d’estate è una zona acquitrinosa, mentre in inverno, con neve alta, si trasforma in una conca aperta circondata dal bosco, priva di riferimenti visibili. Fortunatamente, in uscita dal pianoro una palina aiuta a individuare il punto in cui il sentiero rientra nel bosco in direzione di Bellecombe. Dopo l’Alpe Cretarzon il tracciato torna stabilmente nel bosco e diventa nuovamente facile da seguire. Si tratta di un itinerario poco frequentato in inverno — sia perché fuori dalle direttrici più note, sia perché fino a metà febbraio rimane quasi interamente in ombra. Questo aspetto, però, contribuisce a mantenere la neve più dura e quindi più agevole da percorrere con le racchette da neve. La scarsa frequentazione regala al percorso un forte carattere di wilderness: l’area appare selvaggia e silenziosa, con numerose tracce di fauna sulla neve, soprattutto ungulati provenienti dall’area della riserva naturale dell’Avic. In sintesi, è una ciaspolata ideale per chi cerca un itinerario esplorativo, con qualche difficoltà di orientamento (facilmente gestibile con un GPS affidabile), ma senza particolari difficoltà tecniche.
01:49
6,83km
3,8km/h
540m
520m
Frullo ha fatto un Tour.
12 febbraio 2026
Quando le condizioni di innevamento lo consentono, l’anello da Hérin al Lago di Lod, con rientro passando per Brengon, è una piacevole ciaspolata che richiede circa due ore (non un’ora come erroneamente indicato dalla registrazione di Komoot). Il percorso è abbastanza frequentato e la traccia è spesso già battuta; con neve fresca abbondante, però, alcuni tratti in salita possono risultare più impegnativi. Il punto forte è l’ampio panorama sulla media Valtournenche e la suggestiva vista del Lago di Lod innevato. L’itinerario è sempre ben leggibile e non presenta criticità dal punto di vista del rischio valanghe.
01:00
4,25km
4,3km/h
270m
250m