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un giorno fa

Saint Vincent-Le Balmas-Reclou-Quignonat-Barmachand-Grand Hoel-Ru Arlaz-Saint Vincent

Un anello che parte e torna a Saint-Vincent percorrendo il versante soleggiato — l'adret — del comune di Montjovet, con dislivello sostenuto e fondo prevalentemente asfaltato con tratti sterrati. Saint-Vincent è un punto di partenza ricco di storia: la strada romana delle Gallie la attraversava già nel I secolo a.C., e i resti del ponte sul torrente Cillian ne sono ancora testimonianza silenziosa. Curiosità: sotto la chiesa parrocchiale di San Vincenzo giace un complesso termale romano del II-III secolo d.C., a conferma che la vocazione alle acque di questo luogo è antica quanto Roma. Lasciata la cittadina, il percorso sale verso le frazioni rurali di Le Balmas e Reclou, incastonate tra vigneti terrazzati e castagneti. Proprio tra Balmas e Toffo è ancora visibile un tratto della Via delle Gallie scavato nella roccia, con i solchi lasciati dalle ruote dei carri romani. Proseguendo verso Quignonat e Barmachande, il panorama sulla valle della Dora Baltea si apre sempre più generoso. Raggiunto Grand-Hoël, si imbocca il tratto lungo il Ru d'Arlaz, antico canale irriguo medievale finanziato dai Challant, che scorre a circa 1.000 metri di quota attraverso boschi e pendii soleggiati, prima della discesa finale verso Saint-Vincent.

02:09

21,5km

10,0km/h

640m

650m

ha fatto un Tour.

3 giorni fa

Si parte da Cheneil seguendo il sentiero in direzione di Chamois, che in inverno è spesso già ben battuto. In caso di neve fresca e non tracciata, occorre prestare un po’ di attenzione in alcuni brevi tratti dove il pendio è piuttosto ripido; si tratta comunque di passaggi brevi, facilmente superabili con la dovuta cautela. Il percorso presenta dislivello minimo e si sviluppa sempre in ambiente molto panoramico, con ampie vedute sulle Grand Murailles, sul Cervino e sulla sottostante Valtournenche. Raggiunta la palina che indica il bivio tra il sentiero che sale verso il Santuario di Clavalité e quello che scende a Chamois, si devia a destra puntando verso il Monte Charvaz (non indicato da segnaletica). In realtà la parte sommitale del monte si trova alla stessa quota del bivio, quindi si procede praticamente in piano. Dopo pochi minuti si raggiunge un ampio pianoro che forma una straordinaria balconata naturale sospesa sopra la valle: da qui lo sguardo spazia non solo sulle cime che circondano la Valtournenche, ma anche su molte montagne della media Valle d’Aosta. Il rientro avviene lungo lo stesso itinerario dell’andata, con la sagoma del Cervino che accompagna gran parte del percorso di ritorno.

01:20

5,33km

4,0km/h

250m

200m

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1 marzo 2026

Breve itinerario ad anello che consente di apprezzare alcune delle principali attrazioni culturali, storiche e paesaggistiche delle prime pendici sopra Saint-Marcel. Si parte da Plout, dominato dal Santuario di Notre-Dame de Tout-Pouvoir (Nostra Signora di Ogni Potere), le cui origini risalgono al XIV secolo, quando fu ritrovata una statuetta della Madonna ritenuta miracolosa. L’attuale edificio, costruito nel 1850 per accogliere i numerosi pellegrini che chiedevano “potere” — cioè protezione e guarigione — alla Vergine, si distingue per l’imponente facciata neoclassica che spicca nel verde della montagna. Dopo un breve tratto sterrato si raggiunge la strada asfaltata, a traffico quasi nullo, che conduce a Seissogne, villaggio alpino con antiche case in pietra, alcune restaurate nel rispetto dell’architettura tradizionale, altre ormai silenziose testimoni del passato. Superato l’abitato, il sentiero per Croix de Champs attraversa il pendio con pendenze talvolta sostenute ma sempre sicure, toccando una vasta pietraia solo apparentemente naturale: si tratta in realtà dei detriti provenienti dalle storiche Miniere di Saint-Marcel, attive per secoli nell’estrazione del ferro e responsabili di un paesaggio profondamente modellato dall’uomo. Raggiunta l’Alpe Croix de Champs, immersa in un suggestivo bosco di larici, la traccia verso l’Alpe Morges è inizialmente poco evidente, ma con l’aiuto del GPS e seguendo le frecce sui sassi si ritrova facilmente il sentiero nel bosco. In pochi minuti si arriva all’Alpe Morges, accanto al selciato storico della Strada Cavour, elegante mulattiera ottocentesca costruita con muri a secco e fondo acciottolato per collegare villaggi e alpeggi. Seguendola in discesa, in circa dieci minuti si rientra comodamente a Plout, chiudendo un anello ricco di storia e panorami.

01:07

4,59km

4,1km/h

170m

180m

ha fatto un'escursione.

27 febbraio 2026

Itinerario che in inverno, quando l’innevamento lo consente, può essere percorso agevolmente con le racchette da neve. Il tracciato è però molto frequentato e la neve risulta spesso ben battuta: in queste condizioni si può camminare anche senza ciaspole, utilizzando eventualmente i ramponcini se il fondo è duro o a tratti ghiacciato. In estate diventa una passeggiata facile e piacevole, arricchita da splendidi panorami lungo tutto il percorso.

01:12

4,32km

3,6km/h

280m

270m

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21 febbraio 2026

Il Col de Joux è collegato a Sommarese da un’ampia strada forestale, facile da seguire e con pendenze regolari. In inverno, quando l’innevamento lo consente, il percorso è perfetto per le racchette da neve. Essendo però un itinerario molto frequentato, la traccia risulta quasi sempre ben battuta. Anche con neve abbondante si può quindi procedere senza ciaspole; in caso di fondo duro o ghiacciato possono essere utili dei ramponcini, ma nella maggior parte delle situazioni non sono necessari.

01:35

6,12km

3,9km/h

100m

100m

ha fatto un Tour.

20 febbraio 2026

L’itinerario parte da Vencorere e, appena fuori dal villaggio, è necessario affidarsi al GPS: con la neve che copre ogni riferimento a terra, la traccia risulta poco evidente. Dopo circa 500 metri il percorso diventa però molto più leggibile e, da lì in avanti, non si incontrano più particolari problemi di orientamento. La salita è lunga ma sempre regolare, con pendenze moderate che permettono di mantenere un buon ritmo senza tratti tecnicamente impegnativi. Raggiunto l’incrocio con il sentiero per il Col de Bornes, si svolta a destra e si percorre una splendida balconata quasi pianeggiante, panoramica e molto piacevole. Si presta attenzione al bivio sulla destra per Vieille: non è segnalato da alcuna palina e risulta poco visibile, quindi è consigliabile controllare il GPS. Si scende quindi lungo un pendio a tratti piuttosto ripido ma sempre agevole, fino a quando, invece di proseguire verso Vieille, si devia a destra per ricongiungersi al percorso dell’andata, che si ripercorre integralmente fino a rientrare a Vencorere. Nel complesso è un’escursione impegnativa soprattutto per la lunghezza della salita, ma priva di difficoltà tecniche. Il vero punto di forza è l’aspetto paesaggistico: l’intero itinerario è esposto al sole e regala panorami ampi e luminosi per tutta la durata dell’uscita.

01:41

6,59km

3,9km/h

280m

270m

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19 febbraio 2026

Il percorso parte nei pressi della Cappella di San Pantaleon, dove una palina a bordo strada indica l’inizio del sentiero in direzione Col de Bornes. Si affronta subito una breve ma ripida rampetta (meno di 100 metri), che scalda subito le gambe. Superato il primo strappo, si entra in un pianoro nel bosco. Qui, in assenza di riferimenti evidenti (e se non ci sono tracce nella neve), è consigliabile affidarsi al GPS per non perdere la direzione corretta. Dopo questo tratto, la traccia del sentiero torna a essere ben leggibile sul terreno innevato. Lungo il percorso si notano righe rosse segnate sui tronchi degli alberi, probabilmente lasciate in occasione di qualche gara di trail: possono rivelarsi molto utili in caso di dubbi sull’orientamento. Dopo circa un chilometro, il sentiero attraversa a mezzacosta un pendio spesso molto ripido. Questo è il tratto più delicato dell’escursione: Con neve abbondante, la traccia può diventare invisibile. È importante non abbassarsi rispetto alla linea del sentiero, perché risalire il pendio può risultare estremamente faticoso. Con poca neve, essendo il versante in ombra, è frequente la presenza di tratti ghiacciati: procedere con cautela. Superata questa sezione (tecnicamente impegnativa ma splendida, immersa in una magnifica foresta di abeti), il pendio si addolcisce e si prosegue senza particolari difficoltà fino a raggiungere la pista di sci di fondo. Qui si svolta a sinistra. ⚠️ Attenzione: una legge regionale vieta di camminare a piedi o con le ciaspole direttamente sulla pista di fondo. Occorre quindi procedere a lato del tracciato. Seguendo il bordo della pista si arriva all’Alpe Bornes, facilmente riconoscibile per la presenza di una torretta di ricarica per e-bike. Da qui si imbocca il sentiero 4 in direzione San Pantaleone. L’inizio è ben visibile anche su terreno innevato e, una volta entrati nel bosco, la traccia è evidente fino al rientro sulla strada regionale, a pochi metri dal punto di partenza. Nel complesso si tratta di un’escursione piuttosto impegnativa nella prima parte, per via dei tratti tecnici a mezzacosta, mentre la seconda parte (da Alpe Bornes a San Pantaleone) è adatta a tutti. Un’alternativa più semplice può essere percorrere solo il tratto San Pantaleone – Alpe Bornes andata e ritorno sullo stesso tracciato. Splendido l’attraversamento delle foreste di abeti, soprattutto quando sono carichi di neve: un ambiente davvero suggestivo in inverno.

01:13

4,57km

3,7km/h

140m

120m

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18 febbraio 2026

L’itinerario parte da Clavon e, in lieve discesa, raggiunge l’Alpe La Verna. Qui si imbocca la sterrata agricola del Gerbioz che, con andamento quasi pianeggiante, conduce fino alla strada regionale asfaltata in direzione del Col Saint-Pantaléon. Tolte le ciaspole, si percorre l’asfalto per circa 350 metri, fino a individuare sulla destra la strada sterrata (ben segnalata da una palina) che sale verso il Col Bornes. Rimesse le ciaspole, si affronta il primo tratto in salita: dopo circa 300 metri la pendenza si attenua e il percorso diventa più scorrevole. La traccia, sempre ben evidente, attraversa il bosco regalando belle vedute sulle montagne del versante opposto della valle. Si raggiunge così il pianoro dell’Alpe Bornes, facilmente riconoscibile per la recente installazione di una colonnina di ricarica per e-bike. Da qui inizia la discesa verso Clavon. I primi metri seguono il tracciato della pista di sci di fondo; poco dopo si devia su un percorso nel bosco che scende verso Champlong, evitando la pista (sulla quale è vietato il transito a piedi o con ciaspole). Raggiunto il punto di ristoro di Champlong, si rientra a Clavon seguendo la strada asfaltata. Con buon innevamento, questa ciaspolata è facile ma estremamente panoramica. A renderla adatta a tutti contribuisce anche il dislivello ben distribuito: dopo la discesa iniziale fino alla regionale per il Col Saint-Pantaléon, si recupera comodamente parte della quota percorrendo l’asfalto prima di tornare su terreno innevato.

01:46

6,48km

3,7km/h

270m

290m

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15 febbraio 2026

Questa ciaspolata è dedicata alla mitica Federica Brignone, protagonista oggi di un vero capolavoro sportivo, reso ancora più straordinario dal recente e serio infortunio. Dopo aver visto in TV la splendida prima manche, abbiamo raggiunto Promiod e indossato le ciaspole per salire verso Brengon, con l’obiettivo di arrivare in tempo per la seconda manche. Dopo aver assistito al trionfo della Tigre, siamo rientrati con una gioia immensa per aver vissuto un’impresa che resterà nei ricordi di tutti. La ciaspolata da Promiod a Brengon lungo la Pista della Salute è sempre molto piacevole: un percorso panoramico che attraversa il bosco, arricchito da installazioni artistiche e da tanti piccoli dettagli che ciascuno può apprezzare a modo proprio.

01:34

6,23km

4,0km/h

210m

210m

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14 febbraio 2026

A pochi metri dal Santuario dei Partigiani si imbocca una strada agricola in leggera salita. Si prosegue nel bosco fino a incrociare il sentiero 107, dove si svolta a sinistra seguendo le indicazioni per il Col de Joux. Il percorso continua alternando brevi tratti pianeggianti a lievi salite, attraversando una splendida foresta spesso ricca di tracce lasciate dagli animali nella neve. Raggiunto il Col de Joux, si possono togliere le ciaspole e rientrare al punto di partenza seguendo la strada regionale. Itinerario facile e adatto a tutti, privo di difficoltà tecniche, con pendenze sempre dolci e senza particolari esposizioni o pericoli (anche in termini di valanghe).

01:31

5,99km

3,9km/h

180m

170m

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