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Loris went gravel riding
7 days ago
05:48
104km
17.9km/h
116.9km/h
930m
840m
Alle otto del mattino Bassano del Grappa si stava appena svegliando. Le strade avevano ancora quell’aria quieta delle prime ore del giorno, mentre noi tre sistemavamo le ultime cose sulle bici prima di partire. Borse leggere, borracce piene, mani ancora fredde. Davanti, la lunga linea della Valsugana ci aspettava sotto un cielo tersissimo, pulito come poche volte capita di vedere a maggio. Eppure l’aria raccontava tutt’altro mese: il vento che scendeva dalla valle era freddo, tagliente, più simile a novembre che alla primavera inoltrata. Le prime pedalate scorrevano veloci lungo la ciclovia. Il sole illuminava i campi e il Brenta, ma bastava esporsi un attimo al vento per sentire il freddo attraversare le maniche e pizzicare le gambe. Nonostante questo, la valle era piena di biciclette. Gruppi interi sfrecciavano accanto a noi a velocità impressionanti, come se stessero correndo una tappa del Giro d'Italia. Li vedevamo arrivare da lontano: teste basse sul manubrio, cambi di ritmo improvvisi, ruote che fischiavano sull’asfalto. Ci superavano in fila perfetta lasciandosi dietro solo vento e rumore di cambi. Noi invece restavamo fedeli al nostro passo da bikepacking: regolare, tranquillo, abbastanza lento da guardarci intorno e sentire davvero la giornata. La Valsugana scorreva accanto a noi fatta di acqua, piccoli paesi e montagne ancora segnate dal freddo. Ogni tanto il sole riusciva finalmente a scaldare il viso, ma durava poco. Bastava una curva aperta o un tratto più esposto perché il vento tornasse a ricordarci che quella non era una giornata di maggio qualsiasi.
A metà percorso arrivò la sosta che aspettavamo senza dirlo troppo: il bike grill di Castelnuovo. Le bici appoggiate fuori, le mani finalmente al caldo attorno a qualcosa di dolce e il momento perfetto per rallentare davvero. Il tiramisù arrivò quasi come una ricompensa. Denso, freddo, pieno di cacao. In pochi minuti sparì dai piatti mentre fuori continuavano a passare ciclisti lanciati a velocità assurde. Noi ridevamo piano, stanchi il giusto, godendoci quel momento sospeso nel mezzo del viaggio. Ripartire non fu semplice. Le gambe avevano capito la pausa e il vento sembrava ancora più freddo di prima. Ma il bello del bikepacking è anche questo: continuare a muoversi nonostante la fatica, entrando lentamente dentro il ritmo della strada. L’ultimo tratto verso Trento fu il più duro della giornata. La salita della collina di Civezzano arrivò quando nelle gambe c’erano già molti chilometri e poco margine per fare gli eroi. La strada saliva decisa, senza regalare molto. Le parole diminuirono, sostituite dal rumore dei respiri e delle catene sotto sforzo. Ogni curva sembrava promettere la fine della salita, ma dietro ne compariva subito un’altra. Il vento continuava a soffiare freddo anche lì, in alto, mentre le montagne attorno diventavano sempre più grandi e vicine.
Poi, finalmente, arrivò la cima. Da lì la discesa verso Trento si aprì improvvisa, ripida e veloce. Le bici lasciarono andare tutta la tensione accumulata nella salita. Il vento diventò rumore continuo nelle orecchie mentre la città compariva poco alla volta sotto di noi. Entrammo a Trento dieci minuti prima delle 17, perfetti nei tempi senza averlo davvero programmato. Giusto il tempo di attraversare le ultime strade, raggiungere la stazione e salire sul treno delle 17:05 quasi senza fermarci. Dal finestrino, mentre il treno iniziava a muoversi, Trento rimase lì, appena accennata, intravista soltanto tra una pedalata e l’altra. Ma andava bene così. Trento, in una visita più approfondita, aspetterà più avanti.
Waypoints
Route Details
Elevation
Highest point (550 m)
Lowest point (160 m)
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